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    Crollo di una ideologia localizzativa. Il dramma della geopolitica classica

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    Solo di rado la letteratura critica è stata in grado di cogliere il dramma della geopolitica classica, a cominciare dai reali motivi della sua repentina scomparsa all’indomani della fine della seconda guerra mondiale. Il contributo avanza l’ipotesi che la geopolitica venne espulsa dal consesso scientifico perché era un sapere ideologico, al pari di altri più noti fenomeni ideologici che imperversarono nel XX secolo. Si adotterà una chiave epistemologico-spaziale per mostrare somiglianze e differenze tra la geopolitica e le altre ideologie del tempo. Lo scopo non è offrire una ricostruzione storica, ancora di là da venire, ma riflettere sui motivi di attrito che si vennero a creare tra sapere geopolitico e potere ideologico. Uno spunto di riflessione utile a spiegare la sconfitta, politica e intellettuale, della geopolitica classica, ma anche a comprendere la portata di una proposta ancora poco nota tra gli stessi addetti ai lavori

    Libia

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    La popolazione libica nel 2014 si attesta, secondo le stime, a 6.469.497 abitanti, in aumento rispetto ai 5.673.031 del censimento ufficiale del 2006. Il processo di crescita ha subito negli ultimi anni un rallentamento, dovuto all'abbassamento del tasso di fecondità da 3,3 a 2,4 figli per donna

    Le Comunità libanesi tra appartenenza etnica e confessionalismo

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    The research project developed within three years of the PhD program is a reflection on the consequences of, and possible countermeasures to, postmodernism in the study of a phenomenon particularly relevant in political geography, ethnic groups. For this reason the work has been divided into a methodological part and a second part, casting, dedicated to the study of the Lebanese reality.The traditional models of interpretation objectify political identity but are ineffective in the understanding of complex phenomena such as the Lebanese communitarianism. It was necessary, then, to integrate the classical definitions with a more direct reference to the policy, so as to ensure the coincidence of ethnicity that we want to study and hear a politician actually spread among the members.The confessional communities, lintel of Lebanese politics, are in several respects the ethnic phenomenon, typical of the West. Modernity, which many would never really caught on in the Near East, in reality it is introduced through religion, which is considered the basis of living together in a mirror image of what happens (or happened) in Europe based on the commonality of the "blood". If the West knows nations and ethnic groups, in the Near East are the confessions to play a similar role, namely to establish a relationship between the modern state and the population.And the sovereignity, understood as the modern relationship between space and power, which gives us the opportunity for a new way of studying the Near East, in order to understand different problems and propose new ways of peaceful coexistence

    Etnie minoritarie e autonomismo in Italia: i paradossi della sovranità nel caso degli Altoatesini/Sudtirolesi

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    Comprendere il nodo del rapporto tra Stato e minoranze in Italia significa fare i conti con i concetti di sovranità, nazione ed etnia e con i paradossi che nascono dalla loro interazione. Il caso degli altoatesini di lingua tedesca in Italia è un buon prisma attraverso cui riflettere sui limiti intrinseci in ogni processo di autonomia. Il proposito è quello di mostrare come il conflitto tra Stato ed enti locali, tra nazione e minoranze, sia uno scontro per la sovranità, caratterizzato cioè da uno stesso modo di intendere il rapporto tra potere e territorio da parte di gruppi e istituzioni

    Guida alla letteratura geopolitica

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    La letteratura geopolitica è, allo stesso tempo, sterminata e ridottissima. Dipende dall’accezione che si usa. Il primo caso si riscontra se all’espressione viene dato un significato proprio al mondo dell’informazione e della divulgazione. In tale contesto “geopolitica” è sinonimo di “politica internazionale”, con i vantaggi di potersi fare aggettivo e di stare in una parola, entrambi molto apprezzati dalla comunicazione contemporanea. Se invece di darle un valore generico la s’intende come ha fatto questo libro, cioè un preciso modo di approcciare la politica incardinato sulla spazialità dei fenomeni e dei protagonisti, allora la letteratura geopolitica diviene improvvisamente molto ridotta, perché raccoglie un ambito scientifico minoritario nel settore degli studi politici

    Prefazione

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    Il Messianismo è una categoria ermeneutica e pratica che interpreta, secondo un modello soteriologico, la storia e costituisce una base di azione per plasmarla. Il Messianismo nasce e si sviluppa nell’alveo della particolarissima esperienza d’Israele: l’esodo, la conquista della Terra Promessa, l’esilio. Come i figli d’Israele tra i gentili, tuttavia, esso si mescola con le idee e con le visioni storiche, costituendo un ampio modello della concezione della Storia in Occidente e dell’utopia

    Geopolitica, dal pensiero all'azione. Spazio e politica in età contemporanea

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    La Geopolitica soffre diversi complessi, ma uno in particolare: la soggezione dello spazio nei confronti del tempo. Viviamo un’epoca organizzata sul tempo. C’è sempre un prima e un dopo in tutto quel che facciamo, a tal punto che il tempo sembra l’architrave inaggirabile per la comprensione del mondo in cui viviamo. Eppure non è necessariamente così. Lo spazio, intuizione fondamentale del reale dotata di pari dignità, non riceve altrettante attenzioni tra gli studiosi, neanche nella nostra esperienza quotidiana. Da questo volume emergono le potenzialità di una differente sensibilità conoscitiva. Viene applicata alla specifica dimensione spaziale della politica, condensata nell’attraente quanto sfuggevole termine di Geopolitica che acquisisce invece in questa luce un significato più definito e un valore scientifico più alto. Al libro hanno contribuito trentotto studiosi provenienti da discipline diverse, i più autorevoli e indicati rispetto ai temi affrontati. Dal loro incontro deriva la migliore controprova delle ricchezze nascoste nell’intuizione dello spazio, come solo la Geopolitica sa esprimere ed esaltare. Lo scopo del testo è introdurre nel mondo della politica attraverso la chiave spaziale, cioè utilizzando come strumento d’analisi una delle modalità fondamentali con cui l’uomo fa esperienza del mondo: lo spazio. A questa impresa diamo il nome di Geopolitica

    Introduzione

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    La carriera accademica di Gianfranco Lizza è stata la risposta a una chiamata, ossia l’intuizione del Maestro Ernesto Massi, che in quel giovane studioso vide la possibilità di soddisfare un’esigenza scientifica che per cause indipendenti dalla sua volontà non aveva potuto realizzare lui stesso. Si tratta della geopolitica, la cui nascita, caduta e riscoperta in Italia segue il filone del magistero di Massi e poi di Lizza

    Reading Spykman in Beijing. Can the Rimland theory question the Belt and Road Initiative?

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    This article tests Nicholas J. Spykman’s rimland theory relevance to better frame the logic of China’s Belt and Road Initiative (BRI). This tests eems particularly appropriate since the BRI runs along the rimland geographical layout. A critique of the rimland theory emphasizing the importance of mixing realist and cultural elements is offered to question to what extent a framework that was coined between 1930s and 1940s to elucidate political dynamics affecting the most populated and resource rich areas on Earth remains relevant to interpret BRI’s logic and strategic posture. The rimland theory is employed to answer general questions regarding the Chinese project, and especially its attitude in the area and its potential ambitions to dominate it. The article also retraces trends aroused by the centrifugal and centripetal force released by China as an emerging power, assuming that other powers cannot remain indifferent to China-led changes, and that these evolutions inevitably trigger newforms of containment and alignment. Its final goal is to identify, if any, merits and limits of Spykman’s best-known scholarly work to be associatedto the BRI. From a methodological perspective, the article offers a review of the existing literature on the BRI, taking into consideration both Chinese and non-Chinese authors so as to identify strengths and weaknesses of alternative approaches. The hermeneutic contribution of the Spykmanian paradigm is then associated to BRI logics and dynamics. Limitations linked to the use of classical geopolitics to interpret China are also emphasized
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