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    L'economia dei tirocinanti. Tirocinio e Informalizzazione del lavoro in Emilia Romagna

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    Nonostante negli ultimi abbiamo visto consumarsi un’esplosione del tirocinio a livello globale, una scarsa attenzione è stata affidata dai sociologi ai fenomeni sociali che l’hanno prodotta. Sospeso tra l’essere uno strumento della didattica, delle politiche occupazionali o del reclutamento aziendale, il tirocinio in questi anni si è moltiplicato verso ogni latitudine e tipologia di impresa – inclusi i giganti della produzione asiatica - coinvolgendo un numero sempre maggiore di profili e bisogni differenti. Il tirocinio sembra essere così un ombrello indeterminato in grado di aderire a contesti e profili differenti, facendone però allo stesso tempo una delle posizioni più vulnerabilità del mercato del lavoro. Un tale fenomeno non può essere avvenuto nel vuoto, né appare convincente la spiegazione che vede il tirocinio emergere naturalmente a seguito di una centralità assunta dalla conoscenza nell’economia. L’intento di questo elaborato è quello di provare a colmare questa lacuna a partire da una verifica empirica del funzionamento del tirocinio, ossia: da un lato delle ragioni che motivano sempre più individui a svolgere un tirocinio, dall’altro, di quelle che spingono sempre più aziende a ospitare tirocinanti nel proprio organico. Tuttavia, a incidere su questi processi vi è una pluralità di attori politici e economici che non solo detengono la responsabilità di regolare, controllare e valutare l’uso del tirocinio, ma che, in particolare nel nostro paese, hanno giocato un ruolo decisivo nel promuoverlo all’interno dei programmi di policy. Circa venti interviste raccolte tra gli attori politici e economici in Italia, Canada e India e venti interviste condotte tra i tirocinanti curriculari e extracurriculari di Bologna, costituiscono dunque la base empirica sulla quale è stata messa a verifica l’articolazione delle ambivalenze che caratterizzano il tirocinio

    Rights Against the Machines! Il lavoro digitale e le lotte dei rider

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    Le piattaforme si raccontano come protagoniste di un cambiamento frutto di fattori esogeni, come le tecnologie digitali, che rendono possibili modalità organizzative inedite in grado di superare tanto gli ostacoli della proprietà privata, quanto le rigidità delle tradizionali forme di lavoro. Quello che le lotte dei rider ci rivelano è come questa narrazione, largamente diffusa, venga sistematicamente rovesciata in un regime lavorativo subordinato occulto, ossia basato su convenzioni individuali e incardinato sulla costante intensificazione di una prestazione lavorativa ormai del tutto spogliata dalle tutele salarial

    Rights against the machines! Food delivery, piattaforme digitali e sindacalismo informale: il caso Riders Union Bologna

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    Alongside the explosion of digital platforms, we are also facing the rise of worker’s unionism, especially for what concerns food delivery sector. An unexpected phenomenon which is not only challenging the difficulties that such an environment presents to organizing processes, but also long term de-unionization tendencies. However, more than traditional unionism, it is a sort of urban based informal unionism that it is rising in this sector, experimenting new and effective practices.This paper will try to better understand this phenomenon by focusing the case of Riders Union Bologna, which became one of the most popular of such experiences after signing Bologna’s Bill of rights of digital workers in urban context. Thus, after presenting the factors which have facilitated the rise of digital platform in food delivery sector, the paper will provide an empirical study by analyzing organizing practices, claims, struggling strategies and the results which characterized the struggle of Riders Union Bologna.En particular en el food delivery, junto a la difusión de las plataformas digitales también estamos asistiendo a un crecimiento de la conflictividad de los trabajadores. Un fenómeno inesperado dado las dificultades que un tal contexto presenta a la posibilidad de sindicalizar, pero también las tendencias de largo período que caracterizan la crisis de la representación sindical de nuestros tiempos. Más que los sindicados tradicionales, en efecto, a promover la acción de los riders os son sindicados informales, organizados sobre base ciudadana, capaz de experimentar nuevas y eficaces estrategias.Este paper quiere contribuir a la comprensión de este fenómeno por el análisis del caso de Riders Union Bolonia que, en particular después de la firma del Papel de derechos fundamentales del trabajo digitales en el contexto urbano,  se ha vuelto en una de las más populares organización de los riders. Después de haber presentado los factores que han determinado la ascensión de las plataformas en el food delivery, el paper presentará un caso empírico que focalizará las prácticas organizativas, las reivindicaciones, las estrategias reivindicatorias y los resultados que han caracterizado el caso de Riders Union Bolonia.In particolare nel food delivery, assieme all’esplosione delle piattaforme digitali stiamo assistendo anche a una crescita della conflittualità dei lavoratori. Un fenomeno inatteso date le difficoltà che un tale contesto presenta alla possibilità di sindacalizzare, ma anche le tendenze di lungo periodo che caratterizzano la crisi della rappresentanza sindacale dei nostri tempi. Più che i sindacati tradizionali, infatti, a promuovere l’azione dei riders vi sono sindacati informali, organizzati su base cittadina, in grado di sperimentare nuove ed efficaci strategie.Questo paper vuole contribuire alla comprensione di questo fenomeno attraverso l’analisi del caso di Riders Union Bologna che, in particolare dopo la firma della Carta di Bologna, è divenuta una delle più popolari di queste esperienze. Così, dopo aver presentato i fattori che hanno determinato l’ascesa delle piattaforme nel food delivery, il paper presenterà un caso empirico che focalizzerà le pratiche organizzative, le rivendicazioni, le strategie rivendicative e i risultati che hanno caratterizzato il caso di Riders Union Bologna

    Food Delivery e sindacalismo informale nell’esperienza di Riders Union Bologna

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    Marco Marrone* analizza le prospettive di sindacalizzazione dei riders tenendo conto dell’ascesa del capitalismo delle piattaforme e analizzando l’esperienza di Riders Union di Bologn

    Il folclore della società industriale

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    Il saggio analizza il volume di Marshall McLuhan "La sposa meccanica"

    Baudrillard: gli oggetti Kitsch come pseudo-oggetti

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    Il saggio considera le analisi condotte da Jean Baudrillard e Abraham Moles sugli oggetti kitsch

    L'infrastrutturazione delle piattaforme. L'impatto del Covid 19, la digitalizzazione e le prospettive del lavoro

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    L'articolo riflette su modo in cui le piattaforme digitali hanno reagito all'impatto del Covid 19, osservando la tendenza a divenire infrastrutture sempre più centrali all'interno dei contesti in cui operano. Vengono così dapprima passati in rassegna alcuni dei dati disponibili in rete, mettendo in luce la crescita esponenziale che alcune di queste piattaforme hanno avuto durante le fasi più intense dell'emergenza sanitaria mondiale. In secondo luogo, l'analisi si soffermerà sulle scelte comunicative delle piattaforme, che, durante l'emergenza sanitaria, rappresentano un vero e proprio strumento retorico con cui hanno tentato di rinnovare la propria immagine. Infine, l'articolo si conclude mettendo in luce anche l'incremento della conflittualità tra queste aziende, elemento che rappresenta la variabile di contrasto più significativa nei confronti della costante espansione delle piattaforme

    Il folclore della società industriale

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    Il saggio analizza il volume di Marshall McLuhan "La sposa meccanica"

    Baudrillard: gli oggetti Kitsch come pseudo-oggetti

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    Il saggio considera le analisi condotte da Jean Baudrillard e Abraham Moles sugli oggetti kitsch

    Digital labor and crisis of the wage labor system

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    This Special Issue of Sociologia del lavoro devoted to digital labor and the crisis of the wage-labor system, analyses recent trends in the scholarship of platform capitalism in the aftermath of the pandemic outbreak. Platforms are not only a type of business model – they have become a crucial infrastructure around which society reorganizes itself. They extract value not only from traditional labor activities, but also from the social cooperation. Their operations permeate even private spaces and turn social ties such as kinship, friendship, and sexuality into complex monetization schemes. This process represents a departure from the salary institution, where identity was mostly linked to the position occupied by each individual with respect to work and wages. Ultimately, the hidden dimension of digital capitalism is represented by automation which, contrary to the prevailing opinion, does not mark the decline of human labor. A huge amount of data, and data work, is required to deploy platforms’ algorithms. Such work is performed by under- and micro-paid remote providers, often residing in lowincome countries. Even if platform capitalism appears stronger since the Covid-19 outbreak, it is far from mastering the global challenges it triggers. As its contradictions become apparent, new struggles of digital workers become more visible and better organized
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