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I concetti di visibilità, reputazione e popolarità online quali elementi definitori della presenza online: Una review della letteratura
Le imprese turistiche (alberghi, ristoranti, musei, ecc.), pur offrendo un servizio o un'esperienza off-line, si trovano oggi, per sopravvivere, a dover competere innanzitutto e soprattutto on-line, consapevoli del fatto che non essere visibili sul web equivale spesso a non esistere. Il web 2.0 è, oggi, il mezzo ideale per l'incontro tra domanda e offerta in un settore ad alto contenuto intangibile come quello turistico, i cui prodotti sono tra le prime cinque categorie più acquistati su Internet. Di fronte a tale scenario di mutamento, il presente contributo si pone come obiettivo quello di capire l’importanza del web 2.0 nelle scelte di comunicazione e marketing del comparto turistico ricettivo. In particolare lo studio cerca di rispondere alle seguenti domande: qual è il grado di utilizzo degli strumenti web 2.0 nelle imprese turistico ricettive? In che modo vengono utilizzati gli strumenti di comunicazione web 2.0? Come le imprese turistico ricettive considerano il cliente nel processo di formulazione dell’offerta? Cioè lo individuano come co-creatore oppure come semplice fruitore del valore? Infine qual è la portata dell'impatto che il web 2.0 ha avuto sui processi di marketing
La logica esperienziale applicata alle strategie del comparto fieristico: una review della letteratura
Le fiere vengono definite, in maniera sistematica dalla letteratura di settore, come “eventi che uniscono in un’unica location, gruppi di fornitori, appartenenti ad uno stesso settore industriale, il cui principale obiettivo è quello di presentare, in un contesto fisico, i propri prodotti/servizi” (Black, 1986). A distanza di più di 30 anni, le fiere rappresentano ancora oggi un business di primo piano e un volano per l’economia globale ed europea (Tafesse, 2014). In particolare, nel contesto europeo (il cui sistema industriale è composto principalmente da imprese di piccole e di medie dimensioni), le fiere si confermano come uno dei canali comunicativi più efficaci per promuovere prodotti e servizi, contattare nuovi clienti e soprattutto per ottenere l’ingresso in nuovi mercati (UFI, 2016; Chu e Chiu, 2013; Smith et al., 2004). In letteratura, l’attenzione verso il ruolo dello strumento fiera diventa un argomento sistematico di ricerca a partire dal decennio 1980-1990 (Soilen, 2013). In quegli anni, i lavori dedicati alla tematica fieristica sottolineavano soprattutto l’importanza delle fiere in un’ottica puramente promozionale/di vendita, in qualità di luoghi di incontro fra domanda e offerta (Aloui 2016; Li 2015; Rodriguez et al., 2015). Il focus quindi era principalmente rivolto agli obiettivi di vendita dello strumento fiera a scapito di quelli nonselling (Menon e Manoj, 2013).
Al contrario, negli ultimi anni, in seguito anche ai recenti cambiamenti socio-economici che hanno caratterizzato l’ultimo decennio (Rodriguez et al., 2015; Menon e Manoj, 2013) si è assistito ad una graduale inversione di tendenza: accanto infatti ad un interesse crescente verso la tematica fieristica, emerge una sempre maggiore attenzione, della letteratura, verso l’analisi dello strumento fiera in qualità di componente essenziale del marketing mix (Rinallo et al., 2016; Menon e Manoj, 2013) e di leva strategica in grado di conseguire obiettivi di vendita e non (Çobanoğlu and Turaeva 2014; Soilen 2013).
In questo modo, le fiere evolvono così da meri strumenti promozionali e di vendita a piattaforme di scambio relazionale/informativo in grado di contribuire a: [1] costruire la brand identity delle aziende partecipanti (Chu e Chiu, 2013); [2] instaurare rapporti informativi e relazionali fra gli stakeholder fieristici (Li, 2015; Cop e Kara, 2014); [3] presentare gli sviluppi tecnologici/innovativi del mercato e di specifici settori (Aloui, 2016); [4] creare apprendimento e conoscenza, accedere a nuove tecnologie, identificare nuovi trend di mercato e potenziali partner (Rodriguez et al., 2015); [5] costruire relazioni fra gli attori fieristici presenti, raccogliere informazioni di mercato (De Freitas e Da Silva, 2013; Tafesse e Korneliussen, 2012); [6] costruire network relazionali (Soilen, 2010; Evers e Knight, 2008); [7] sviluppare strategie di benchmarking (Çobanoğlu e Turaeva, 2014); [8] mettere in scena momenti emozionali e di apprendimento mediante la partecipazione attiva degli attori fieristici (Rinallo et al., 2010). Nel complesso, quindi, emerge da una prima analisi della letteratura, come le fiere rappresentino ormai da anni un argomento di ricerca di grande interesse (Rodriguez et al., 2015; Gottlieb et al., 2014; Tafesse, 2014; Prado-Roman et al., 2012; Tafesse e Korneliussen, 2011), recentemente caratterizzato da profondi cambiamenti, che hanno condotto inevitabilmente ad un’evoluzione dello strumento fiera (in termini definitori, dei ruoli e delle funzioni ad esso assegnati).
Partendo quindi dalla complessità definitoria e concettuale dello strumento fiera, attraverso una systematic literature review, nel paper si cercherà di rispondere alla seguente domanda di ricerca: Fra le principali tendenze fieristiche caratterizzanti la letteratura di settore più recente (2010-2017) emerge anche la dimensione esperienziale dello strumento fiera? In caso affermativo, qual è il ruolo assunto dai diversi attori fieristici (espositori, visitatori, organizzatori) nel processo di costruzione del valore in un’ottica esperienziale
L’importanza del web 2.0 nel marketing della ristorazione: il caso dei ristoranti di Pesaro e Urbino
Con l’avvento delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT), si assiste, in ambito turistico, ad un forte mutamento dell’ambiente competitivo che ha portato all’ampliamento ed alla ridefinizione dei confini della tradizionale filiera turistica (Pencarelli, 2010; Pencarelli, Gregori, 2009; Buhalis e Law, 2008, Buhalis e Laws, 2001). Si delinea, così, un nuovo scenario caratterizzato, in particolare, dalla crescente importanza assunta dai nuovi attori turistici web based (Booking, Airbnb, Tripadvisor, Trivago, Uber, Flixbus, ecc.). Una trasformazione profonda che sta determinando, al contempo, significativi cambiamenti in termini di strategie e di politiche di marketing, anche e soprattutto per il comparto turistico tradizionale (Pencarelli et al., 2015; Middleton e Clarke, 2012). Le imprese turistiche (hotels, ristoranti, musei, ecc.) infatti, pur offrendo un servizio o un’esperienza offline, si trovano oggi, per sopravvivere, a dover competere innanzitutto e soprattutto on-line, consapevoli del fatto che non essere visibili sul web equivale spesso a non esistere (Cioppi et al., 2016). La recente letteratura (Khobzi, Teimourpour, 2014; Yang, Albers, 2013; Horster, Gottschalk, 2012; Inversini et al., 2010) descrive, inoltre, i clienti come soggetti attivi e come nuovi protagonisti di una filiera sempre più corta e disintermediata. Le tecniche di web marketing e di social media marketing diventano, quindi, attività necessarie per interagire con i clienti 2.0 e per permettere, a questi ultimi, di svolgere a pieno la loro funzione di co-creatori del servizio o dell’esperienza.
Di fronte a tale scenario di mutamento, emerso con evidenza e chiarezza nel comparto alberghiero (Pencarelli et Al., 2015), il presente contributo si pone l'obiettivo di capire se e quanto questa dinamica possa essere estesa, in modo analogo, anche al comparto della ristorazione
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts
We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued
use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation
counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more
sophisticated methods
koamabayili/VECTRON-author-checklist: VECTRON author checklist
We have done our best to complete the author checklist relating to the use of animals in the hut study. Note that the objective for the hut study was to evaluate the IRS treatment applications for residual efficacy against Anopheles mosquitoes, including the local An. coluzzii mosquito population. Cows were only used to attract mosquitoes into the huts and no tests were carried out directly on the cows. The author checklist is intended for use with studies where experiments are carried out on animals, which is why we have had such difficulty in completing this for the hut study, as many of the questions do not relate to how the cows were used
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