35 research outputs found

    Nitrogen immobilization in paddy soils as affected by redox conditions and rice straw incorporation

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    Biotic and abiotic processes controlling nitrogen (N) immobilization in paddy soils may significantly affect nutrient availability for plant uptake during the rice cropping season, as well as the efficiency of applied N fertilizers. Understanding the influence of water and crop residue management practices on N availability, however, requires detailed insight into the mechanisms and factors controlling N immobilization in these soils. We evaluated changes in fertilizer-15N immobilization in a paddy topsoil incubated for 160 d under flooded or non-flooded conditions, with or without rice straw incorporation. The distribution of immobilized N between different soil fractions and interlayer N fixation was assessed by combining aggregate-size, density and chemical fractionation with stable isotope analysis, while compound-specific δ15N analysis of individual amino sugars was used to evaluate microbial utilization of applied N. Fast immobilization of applied N (≈ 48% applied N) was observed in both flooded (Eh = + 0.4 to − 0.2 V) and non-flooded (Eh = + 0.4 to + 0.6 V) soils, however in the latter most of this N was released during incubation. The finer soil fractions served as the greatest sink of immobilized N, retaining 5–36% of the added N. Although biotic processes were mainly responsible for N retention, about 4–11% of N applied to flooded soils was weakly fixed within the interlayer of clay minerals, primarily associated with microaggregates. Straw addition further enhanced N immobilization under both oxic and anoxic conditions, with ≈ 12% of total immobilized N (2–4% of applied N) associated with the light organic matter fraction. The increasing incorporation of applied N into microbial residues suggested that addition of rice straw to paddy soils may lead to effective microbial-mediated immobilization and stabilization of significant portions of N inputs

    Dissolved organic carbon retention by coprecipitation during the oxidation of ferrous iron

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    The adsorption of dissolved organic carbon (DOC) on iron (Fe) (hydr)oxides represents an important stabilization mechanism for soil organic matter (OM) and contributes to soil C accumulation. However, in soils that experience periodic fluctuations in redox conditions the interaction between DOC and Fe (hydr)oxides may not only involve organic coatings on mineral surfaces, but also Fe-DOC coprecipitates that form during the oxidation of soil solutions containing important amounts of DOC and Fe2+. The aim of this work is to provide new insights into the mechanisms involved, and the amount and selectivity of C retained during the coprecipitation process. A series of Fe-OM associations with increasing C loading was synthesized at pH 6 by surface adsorption or coprecipitation (oxidation of ferrous iron) utilizing rice-straw derived dissolved organic matter. The kinetics of Fe2+ oxidation and complexation, and the total and selective retention of DOC during the coprecipitation process were evaluated. Moreover, synthesized associations, as well as a field coprecipitate collected in situ from a paddy soil, were studied by X-ray diffraction, N2 gas adsorption-desorption isotherms, electrophoretic mobility measurements and thermogravimetric analyses. Coprecipitation resulted in higher organic C contents (49-213 mg g−1) with respect to adsorbed systems (18-47 mg g−1), and favoured the inclusion of OM within highly aggregated associations having particularly low BET specific surface areas. Although coprecipitation led to a strong, selective retention of aromatic constituents, the initial complexation of Fe2+ by aliphatic carboxylic moieties and precipitation as C-rich Fe-OM associations contributed to the total C retention, particularly at higher solution C/Fe ratios. These aliphatic complexes formed during coprecipitation may play an important, though often underestimated, role in C stabilization in soils experiencing frequent redox fluctuations and often characterized by elevated soluble Fe2+ and DOC concentrations

    S. Francesco di Paola e l’ordine dei Minimi nel Regno di Napoli (secoli XV-XVII). Atti del primo Convegno per la celebrazione del quinto centenario della morte di s. Francesco di Paola (1507-2007), Napoli 27-28 aprile 2007

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    In questo volume sono pubblicati gli atti del convegno omonimo, celebratosi a Napoli, nella sede dell’Istituto Italiano per gli studi filosofici, il 27 e 28 aprile 2007. Il convegno, nato dalla collaborazione tra l’Ordine dei Minimi, l’Istituto Italiano per gli studi filosofici di Napoli e l’Università Federico II di Napoli, fu il primo dei quattro promossi dall’Ordine nel 2007 per celebrare il quinto centenario della morte di Francesco di Paola (gli altri tre si sono tenuti a Paola, Tours, Roma tra giugno e novembre 2007). A fronte di due contributi di argomento generale, il primo dedicato alla santità di Francesco (Sofia Boesch Gajano), il secondo ai suoi biografi (Rosario Quaranta), gli altri interventi si concentrano sull’eremita e sull’Ordine nel regno di Napoli, indagati da differenti punti di vista: la Calabria nel Quattro-Cinquecento (Aurelio Musi), la cultura letteraria e umanistica alla corte di Ferrante d’Aragona (Carlo Vecce), il culto del santo in età vicereale (Giulio Sodano), le vicende delle fondazioni regnicole in età moderna (Marcella Campanelli), la storia e la documentazione di alcuni conventi meridionali (Teresa Strocchia). Il volume è arricchito da: una presentazione sinottica di alcuni episodi della vita del santo così come riferiti da fonti diverse (Quaranta); l’elenco dei 202 conventi italiani, di cui viene accertata definitivamente la data di fondazione (Campanelli); una silloge di documenti tratti dal Fondo Corporazioni religiose soppresse dell’Archivio di Stato di Napoli (Strocchia); l’indice dei nomi e dei toponimi. ---- INDICE DEL VOLUME: Francesco Senatore, Premessa - Sofia Boesch Gajano, La santità di Francesco di Paola fra esperienza religiosa e riconoscimento canonico - Carlo Vecce, S. Francesco di Paola e la cultura letteraria e umanistica della Napoli aragonese - Aurelio Musi, La Calabria tra XV e XVI secolo - Rosario Quaranta, Utilizzazione storico-letteraria dei Processi Canonici di san Francesco di Paola nelle biografie di Paolo Regio e di Egidio Scalione (sec. XVI) - Giulio Sodano, Ipotesi politiche nell’elezione di san Francesco di Paola a patrono di Napoli (1625-1629) - Marcella Campanelli, Gli insediamenti dei Minimi nel regno di Napoli fra XV e XVII secolo - Teresa Strocchia, La documentazione sui conventi dei Minimi nel fondo Corporazioni religiose soppresse dell’Archivio di Stato di Napoli - Roberto Rusconi, Da Paola e oltre

    S. Francesco di Paola e l’ordine dei Minimi nel Regno di Napoli (secoli XV-XVII). Atti del primo Convegno per la celebrazione del quinto centenario della morte di s. Francesco di Paola (1507-2007), Napoli 27-28 aprile 2007

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    In questo volume sono pubblicati gli atti del convegno omonimo, celebratosi a Napoli, nella sede dell’Istituto Italiano per gli studi filosofici, il 27 e 28 aprile 2007. Il convegno, nato dalla collaborazione tra l’Ordine dei Minimi, l’Istituto Italiano per gli studi filosofici di Napoli e l’Università Federico II di Napoli, fu il primo dei quattro promossi dall’Ordine nel 2007 per celebrare il quinto centenario della morte di Francesco di Paola (gli altri tre si sono tenuti a Paola, Tours, Roma tra giugno e novembre 2007). A fronte di due contributi di argomento generale, il primo dedicato alla santità di Francesco (Sofia Boesch Gajano), il secondo ai suoi biografi (Rosario Quaranta), gli altri interventi si concentrano sull’eremita e sull’Ordine nel regno di Napoli, indagati da differenti punti di vista: la Calabria nel Quattro-Cinquecento (Aurelio Musi), la cultura letteraria e umanistica alla corte di Ferrante d’Aragona (Carlo Vecce), il culto del santo in età vicereale (Giulio Sodano), le vicende delle fondazioni regnicole in età moderna (Marcella Campanelli), la storia e la documentazione di alcuni conventi meridionali (Teresa Strocchia). Il volume è arricchito da: una presentazione sinottica di alcuni episodi della vita del santo così come riferiti da fonti diverse (Quaranta); l’elenco dei 202 conventi italiani, di cui viene accertata definitivamente la data di fondazione (Campanelli); una silloge di documenti tratti dal Fondo Corporazioni religiose soppresse dell’Archivio di Stato di Napoli (Strocchia); l’indice dei nomi e dei toponimi. ---- INDICE DEL VOLUME: Francesco Senatore, Premessa - Sofia Boesch Gajano, La santità di Francesco di Paola fra esperienza religiosa e riconoscimento canonico - Carlo Vecce, S. Francesco di Paola e la cultura letteraria e umanistica della Napoli aragonese - Aurelio Musi, La Calabria tra XV e XVI secolo - Rosario Quaranta, Utilizzazione storico-letteraria dei Processi Canonici di san Francesco di Paola nelle biografie di Paolo Regio e di Egidio Scalione (sec. XVI) - Giulio Sodano, Ipotesi politiche nell’elezione di san Francesco di Paola a patrono di Napoli (1625-1629) - Marcella Campanelli, Gli insediamenti dei Minimi nel regno di Napoli fra XV e XVII secolo - Teresa Strocchia, La documentazione sui conventi dei Minimi nel fondo Corporazioni religiose soppresse dell’Archivio di Stato di Napoli - Roberto Rusconi, Da Paola e oltre

    Martino Buonocore e il palazzo Carafa della Spina nel Settecento

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    The essay explores the figure of Martino Buonocore and his main work, the renovation of the Carafa della Spina palace in Naples. For this work, executed in the 18th century, there have been conflicting interpretations, which tend to attribute its conception to Ferdinando Sanfelice. This hypothesis has been completely debunked by the investigation of primary sources. Crucial to Buonocore’s production is the family collaboration and the sharing of labour in his father Filippo's studio; the latter was the author of the magnificent 18th-century renovation of the palace in Corigliano. Martino was the author of the church of Santa Maria Verticoeli in Naples and had a 20-year commission for the Certosa di Padula. He worked for a long time with Gennaro Maria Carafa, who was to work on the Posillipo casino and the San Domenico palace. This last work will consolidate the long professional and friendly relationship between the prince and the architect.Il saggio esplora la figura di Martino Buonocore e la sua opera principale, la ristrutturazione del palazzo Carafa della Spina a Napoli nel XVIII secolo, per la quale ci sono state interpretazioni contrastanti, protese ad ascriverne l’ideazione a Ferdinando Sanfelice, ipotesi attributiva del tutto fugata dall’indagine sulle fonti primarie. Nella produzione di Martino risulta cruciale la collaborazione familiare e la condivisione delle maestranze coinvolte nella bottega artigiana del padre Filippo, già autore della magnifica rifattione settecentesca del palazzo Corigliano. Nel catalogo delle sue opere emergono la chiesa di Santa Maria Verticoeli a Napoli, l’incarico ventennale per la Certosa di Padula e la lunga collaborazione con Gennaro Maria Carafa, che lo impegnerà nel casino di Posillipo e nel palazzo in San Domenico, opera che consoliderà la lunga relazione professionale e amicale tra il principe e l’architetto
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