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    Presentazione

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    Severino Vattimo, Mathieu, Natoli e Melchiorre presentano la propria prospettiva in una serie di conferenze presso il Collegio Rotondi di Gorla Minore. Marassi cerca di collocare la loro riflessione all'interno del dibattito filosofico italiano interrogandosi sull'esistenza di una "filosofia italiana"

    Viaggiare ed errare

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    Introduzione. In: Grassi Ernesto. (a cura di): MARASSI M, Viaggiare ed errare. Un confronto con il Sudameric

    Introduzione a Kant, "Critica del giudizio"

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    La tradizione esegetica ha riservato una grande considerazione alle prime due "Critiche" di Kant, per la loro importanza in ambito conoscitivo e pratico, per la loro incidenza e ripresa nella filosofia contemporanea. Solo ultimamente la "Critica del giudizio" (1790) è apparsa in tutta la sua importanza come il coronamento del sistema kantiano del sapere, che raggiunge, proprio nella scansione e nella connessione della trilogia, la sua completa organicità. In quest'opera Kant ha scoperto il fondamento dell'esperienza estetica e del finalismo della natura e ha raggiunto l'unità della filosofia, evidenziando l'articolazione tra ragione teoretica e ragione pratica, tra il conoscere e il desiderare, tra le grandi idee del soprasensibile e la libertà. Con l'aggiunta della prima introduzione alla "Critica del giudizio"

    Introduzione agli scritti di '"Ermeneutica" di Schleiermacher

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    In questo volume sono raccolti per la prima volta a livello internazionale e tradotti in lingua italiana, manoscritti, discorsi e lezioni finora disponibili solo nelle pubblicazioni di Hainz Kimmerle (aforismi, abbozzi, compendi e discorsi redatti dal 1805 al 1833, le Lezioni di Berlino del 1832-33 pubblicate da F. Luke nel 1838 e l'ermeneutica generale del 1809-1810 nella trascrizione di A. Twesten pubblicata solo nel 1895 da W. Virmond

    Introduzione

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    Introduzione a raccolta di "Studi in memoria di Ernesto Grassi

    Introduzione

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    Il volume Progetto uomo intende fornire un quadro generale delle modalità con cui l’uomo ha interpretato se stesso nel corso della storia del pensiero. Pur nella molteplicità delle prospettive, l’uomo non può infatti rinunciare a una visione d’insieme e a una assunzione personale e responsabile di tale compito. È indubbio che la sua nobiltà e la sua grandezza consistono proprio nel potere che ha di conoscersi, di interrogarsi e di tracciare, nell’esistenza, un ritratto di sé. Ogni tema analizzato risponde all’intento di restituire i punti di riferimento essenziali di questa autocomprensione che l’uomo ha offerto di sé nelle diverse epoche

    Saluti

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    Nella tradizione scientifica e culturale dell’Università Cattolica il confronto con l’opera di Dante ha costituito fin dall’inizio un nodo tematico centrale. Si ricordano al proposito i primi contributi della Rivista di Filosofia Neo-Scolastica e l’attenzione dedicata a Dante da molti docenti.In the scientific and cultural tradition of the Catholic University, the comparison with Dante’s work has been a central thematic node from the outset. In this regard, we recall the first contributions of the Rivista di Filosofia Neo-Scolastica and the attention dedicated to Dante by many scholars

    M. Marassi, "Ermeneutica"

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    Massimo Marassi Ermeneutica Editrice Bibliografica, pp. 142, Euro 9.90 Per una scheda del libro, visitare il sito della casa editrice a questa pagin

    Natura e storia in Vico e Kant

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    Natura e storia in Vico e Kan

    Individualità e rappresentazione

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    Il saggio mostra come le nozioni di individualità e di razionalità siano tradizionalmente dipendenti, in Occidente, dal concetto di rappresentazione, quest’ultima considerata quale operazione basilare della soggettività vivente e conoscente. Si tratta di un concetto talmente fondamentale da essere rimasto a lungo indeterminato: la sua precedenza rispetto ad altre categorie fondamentali lo ha infatti reso sostanzialmente indefinibile. La rappresentazione non sarebbe infatti tanto da intendere come il risultato dell’opera unificatrice di un soggetto trascendentale nel suo atto di fare esperienza, quanto come il luogo in cui il soggetto stesso è costituito sulla base di qualcosa che è già là e che dunque sempre lo precede. La conoscenza e la vita stessa presuppongono insomma la rappresentazione, al cui fondo agisce l’irrappresentabile, che è poi la totalità della vita e delle sua affezioni. Qualcosa dunque di precedente e costitutivo rispetto alla coscienza.The essay shows how traditionally, in the West, the notions of individuality and rationality have always been related to the basic one of living and conscious subjectivity. Such concept is so fundamental that it has remained undetermined for a long time: it is almost indefinable, as it precedes any other fundamental category. In fact, representation should not be conceived as a mere result of the unifying activity of a transcendental subject who experiences reality. It should be seen as the actual place where a subject is constituted, on the bases of something which has always been present, hence precedent. In other words, knowledge and life presuppose representation. At the bottom of representation hides the irrepresentable: the totality of life and its affections, which is something that precedes and constitutes consciousness
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