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    Effect of n-3 polyunsaturated fatty acids in patients with chronic heart failure (the GISSI-HF trial): a randomised, double-blind, placebo-controlled trial

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    Background: Several epidemiological and experimental studies suggest that n-3 polyunsaturated fatty acids (PUFA) can exert favourable effects on atherothrombotic cardiovascular disease, including arrhythmias. We investigated whether n-3 PUFA could improve morbidity and mortality in a large population of patients with symptomatic heart failure of any cause. Methods: We undertook a randomised, double-blind, placebo-controlled trial in 326 cardiology and 31 internal medicine centres in Italy. We enrolled patients with chronic heart failure of New York Heart Association class II-IV, irrespective of cause and left ventricular ejection fraction, and randomly assigned them to n-3 PUFA 1 g daily (n=3494) or placebo (n=3481) by a concealed, computerised telephone randomisation system. Patients were followed up for a median of 3·9 years (IQR 3·0-4·5). Primary endpoints were time to death, and time to death or admission to hospital for cardiovascular reasons. Analysis was by intention to treat. This study is registered with ClinicalTrials.gov, number NCT00336336. Findings: We analysed all randomised patients. 955 (27%) patients died from any cause in the n-3 PUFA group and 1014 (29%) in the placebo group (adjusted hazard ratio [HR] 0·91 [95·5% CI 0·833-0·998], p=0·041). 1981 (57%) patients in the n-3 PUFA group and 2053 (59%) in the placebo group died or were admitted to hospital for cardiovascular reasons (adjusted HR 0·92 [99% CI 0·849-0·999], p=0·009). In absolute terms, 56 patients needed to be treated for a median duration of 3·9 years to avoid one death or 44 to avoid one event like death or admission to hospital for cardiovascular reasons. In both groups, gastrointestinal disorders were the most frequent adverse reaction (96 [3%] n-3 PUFA group vs 92 [3%] placebo group). Interpretation: A simple and safe treatment with n-3 PUFA can provide a small beneficial advantage in terms of mortality and admission to hospital for cardiovascular reasons in patients with heart failure in a context of usual care. Funding: Società Prodotti Antibiotici (SPA; Italy), Pfizer, Sigma Tau, and AstraZeneca. © 2008 Elsevier Ltd. All rights reserved

    Razionalità e tensione trans-disciplinare verso l’infinito nella Persona Umana alla luce dell’Incarnazione: una riflessione su G. Duns Scoto, G. Cantor e G. Leopardi

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    In questo lavoro cercherò di esplorare alcune possibili connessioni tra le diverse polarità derivanti dallo studio del concetto di infinito, con particolare riferimento ad alcuni tratti del pensiero e delle prospettive offerte dal beato Giovanni Duns Scoto, da George Cantor e da Giacomo Leopardi. L’obiettivo è quello di proporre una riflessione sul ricco tema dell’infinito tra trascendenza e matematizzazione, che prelude ad un approccio integrale al suo mistero, il quale potrebbe trovare una ragionevole lettura epistemologica e trans-disciplinare nella logica dell’Incarnazione del Logos. In questo modo filosofia, matematica e teologia interagiscono in un dialogo arricchente

    Independent component analysis and fetal magnetocardiography: a tool for the automatic classification of independent components

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    Fetal Magnetocardiography (fMCG) allows the non-invasive recording of the weak magnetic field variations associated with the electrical activity of the fetal heart. We used Independent Component Analysis (ICA) for the separation of maternal and fetal signals from fMCG recordings. The identification of fetal components is essential to reconstruct fetal signals. In this work we present a tool for the automatic classification of independent components (ACCT). Its performances were assessed using 66 fMCG data sets of normal fetuses ranging between 22 and 37 weeks. ACCT, whose outcomes were compared with those manually obtained by an expert investigator, showed to be an effective tool. Moreover, ACCT implementation permitted the reconstruction of stable and reliable fetal traces in a completely automatic manner. The SNR of the obtained fetal signals was high, showing that this was a further step forward the use of fMCG in hospital settings

    Voci di Dio, voci degli uomini: campane e suoni tra ordinamenti e identità (secc. XIV-XVI) p. 371-389, OSPEDALETTO:Pacini Editore, ISBN: 978-88-7781-867-6

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    Il ruolo delle campane tra medioevo ed età moderna fu quello di conferire identità alla cittadinanza chiusa nel perimetro delle mura e non solo quello di scandire il tempo della Chiesa. Fu anche il tempo del mercante e laico della città. Il suono delle campane scandiva la separatezza tra il giorno e la notte quando si riaprivano le porte della città e potevano entrare nei borghi tutti coloro rimasti fuori di notte; ma scandivano anche il raddoppiamento della pena, quando calava il sole e con il tramonto c'era il coprifuoco. Il suono delle campane scandiva il tempo del lavoro (ogni tre ore) il tempo della sospensione del lavoro (al tramonto) e dell'inizio ( all'alba). Ma le campane avvertivano anche la popolazione di un imminente pericolo, come il fuoco o un'alluvione o un'assedio o una battaglia, oltre che comunicavano un lutto o un evento eccezionale. Insomma tra medioevo ed età moderna il suono delle campane scandiva il tempo dell'identità della città

    Fetal cardiac time intervals: validation of an automatic tool for beat-to-beat detection on fetal magnetocardiograms

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    Fetal magnetocardiography (fMCG) allows the non-invasive registration of fetal cardiac activity. This technique, combined with the use of independent component analysis (ICA) for signal processing, allows reconstructing of reliable fetal cardiac traces. Low noise fetal signals can be used to evaluate fetal cardiac time intervals (fCTI), useful to monitor fetal heart function. In this work we present a method for the automatic detection of cardiac waves (ACWD); it was validated on 45 fMCG data sets of normal fetuses with gestational age from 22 to 37 weeks. The outcomes of the automatic procedure were compared with those of a manual procedure performed by three independent operators on rhythm strips of 100 consecutive cardiac cycles for each data set. Distances between the wave boundaries detected with the two methods were statistically estimated using confidence intervals: differences were always comparable to those that could be obtained from different investigators’ estimates. Statistical correlation between fCTI quantified with ACWD and with a manual procedure was assessed using the parametric two-tailed Pearson’s correlation test, significance level at a = 0.01. The automatic procedure showed a computation time decrease in the ratio of approximately 1:600 with respect to the manual procedure performed on the same number of beats

    I monasteri femminili all'Aquila in età moderna

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    All’inizio del ‘700 ad Aquila c’erano 11 monasteri femminili afferenti ai quattro ordini principali: le Francescane comprendevano le clarisse di S.Chiara d’Aquili e del Convento della Beata Antonia; le Benedettine accoglievano le suore di S.Croce e di S.Caterina martire; alle celestine si riferivano le monache di S.Basilio, S.Agnese, S.Maria dei Raccomandati e S.Maria Maddalena, mentre delle Agostiniane facevano parte i conventi di S.Amico, S.Caterina da Siena e S.Lucia. Cosa accadde in questo panorama con la portata devastante del terremoto del 2 febbraio 1703? Molti conventi subirono danni così profondi da determinare lo smantellamento stesso degli edifici che ospitavano le suore, costrette a migrare verso altri conventi disposti ad ospitarle. Questa disgregazione determinò nuove configurazioni costituite dai nuovi accorpamenti e dalle nuove sparizioni. Cosa si modifico nella città in seguito a questi nuovi assetti? Questo studio si propone di presentare in modo problematico la realtà dei monasteri femminili nel contesto cittadino in età moderna, con particolari riferimenti alle modifiche sopraggiunte in seguito al grande sisma settecentesco, ma anche in relazione alle precedenti disposizioni del Concilio di Trento, che avevano indotto a scelte determinanti sia nell’organizzazione interna alla vita monastica che all’ubicazione dei conventi nella morfologia della città. Fondamentale è, inoltre, l’analisi del rapporto tra le monacazioni e il ruolo politico che alcuni rappresentanti di famiglie nobili e patrizie avevano tra i secoli XVI e XVIII. Non è casuale infatti che i sistemi dotali, con cui molti monasteri venivano a legarsi in particolare ad alcune casate, fossero le uniche forme di reddito e quindi di visibilità che i conventi femminili potevano ostentare nello scenario cittadino. Viene, così, anche all'Aquila, come in molte città della penisola a configurarsi una geografia interna alla città con gerarchie asimmetriche in cui, anche all'interno dello stesso ordine, alcuni monasteri emergono per prestigio e benessere, rispetto ad altri più modesti e in ombra, proprio a causa del legame economico-politico che veniva a stabilirsi con un certo numero di famiglie dell'aristocrazia. Veniamo così a scoprire il significato delle monacazioni in relazione alle strategie familiari del patriziato aquilano, così come le percentuali delle doti e la loro incidenza nell’analisi delle fonti di reddito dei singoli monasteri. Ma dentro le mura dei monasteri aquilani non si consumavano solo momenti scanditi dalle preghiere e dalle norme legate alla regola: questi istituti, infatti, con le loro spesso ricche biblioteche e con i loro preziosi archivi (purtroppo ancor oggi inaccessibili) erano luoghi di produzione culturale in cui la diffusione dei libri trovava spazi spesso inaspettati. Ruolo particolarmente importante ebbe in questo senso il monastero agostiniano di S.Amico, interessante sia per i legami privilegiati con alcune famiglie dell’aristocrazia cittadina, sia per la solida struttura interna che manifestò anche nel corso del Settecento, rappresentando un punto di riferimento per gli altri monasteri aquilani. E proprio in questo monastero significativo è il caso di suor Maria Teresa, monaca, poi badessa di S.Amico nella prima metà del Settecento, autorevole rappresentante della famiglia aquilana Ciambella. Suor Maria Teresa diventerà, sulla scia dei numerosi casi trattati dai noti e significativi studi di Gabriella Zarri, una "santa viva", un personaggio cioè capace di mediare tra Dio e gli uomini per la difesa della sua città e in particolare del suo casato
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