1,723,068 research outputs found

    On the asymptotic boundedness of the energy of solutions of the wave equation utta(t)Δu=0u_{tt}- a(t)\Delta u =0

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    Applying a class of quadratic forms introduced by Manfrin we study the asymptotic behavior, as t → +∞, of the energy of the solutions to the Cauchy problem for wave equations with time dependent propagation speed

    The ammonoid succession in the Bagolino Section (Ne Italy)

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    We wish to present here some considerations on Comment on: “Refined ammonoid biochronostratigraphy of the Bagolino section (Lombardian Alps, Italy), GSSP candidate for the base of the Ladinian Stage” by Mietto P, Gianolla P., Manfrin S. & Preto N. recently presented by Brack P. & Rieber H. We find necessary to reply to this comment, because we cannot agree with most of the criticisms exposed there. In our reply, we will try, once again to follow the spirit of constructive criticism suggested by the International Code of Stratigraphic Nomenclature

    My week: Greta Manfrin

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    A note on linear perturbations of oscillatory second order differential equations

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    summary:Under suitable hypotheses on γ(t)\gamma (t), λ(t)\lambda (t), q(t)q(t) we prove some stability results which relate the asymptotic behavior of the solutions of u+γ(t)u+(q(t)+λ(t))u=0u^{\prime \prime }+ \gamma (t)u^{\prime }+\big (q(t)+ \lambda (t)\big )u=0 to the asymptotic behavior of the solutions of u+q(t)u=0u^{\prime \prime }+ q(t)u=0

    Libri e stampe di casa Manfrin a Venezia tra Sette e Ottocento. Prime considerazioni

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    Ultima grande collezione d’arte della Serenissima alla fine del Settecento, la galleria Manfrin divenne presto meta obbligata per artisti, dilettanti e viaggiatori sino a Ottocento inoltrato, come testimoniato dagli scrittori del tempo, da Giannantonio Moschini a Francesco Zanotto. La storiografia ha considerato soprattutto il nucleo della pinacoteca voluta da Girolamo Manfrin, mentre minore attenzione è stata sinora dedicata alla collezione di stampe e alla biblioteca, arricchita anche dalle acquisizioni di Pietro Manfrin, figlio ed erede di Girolamo. Nuovi documenti d’archivio consentono ora di esplorare in dettaglio la consistenza di tali nuclei, esaminandoli sia nel più ampio contesto del collezionismo grafico e librario nell’epoca compresa tra la caduta della Repubblica veneziana e il dominio asburgico, sia nella loro relazione con la rinomata galleria di pitture

    Cronaca di Sette lezioni su L'epigramma e i suoi dintorni (Venezia, Università Ca’ Foscari, 21-22 maggio 2015)

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    Cronaca delle lezioni veneziane del 21-22 maggio 2015 organizzate nell'ambito del dottorato di ricerca interateneo (Venezia-Udine-Trieste) in Scienze dell'Antichità e dedicate al genere epigrammatico in ambito greco e latino e i suoi "dintorni"

    A proof of Pohlke's theorem with an analytic determination of the reference trihedron

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    By elementary arguments of linear algebra and vector algebra we give here a proof of Pohlke's fundamental theorem of oblique axonometry. We also present explicit formulae for the reference trihedrons (Pohlke matrices) and the corresponding directions of projection

    Platonis Euhytphron Rinucio Aretino interprete

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    L’attività di traduzione dal greco di Rinuccio di Castiglione Fiorentino (1390/1395-1457), meglio noto come Rinuccio Aretino, ebbe inizio negli anni del suo soggiorno giovanile in Oriente, tra Costantinopoli e Creta, e proseguì, affiancata dall’insegnamento, negli anni di servizio presso la Curia papale, coinvolgendo svariati autori, tra i quali Aristofane, Platone, Luciano, Plutarco ed Esopo. I risultati diseguali dell’impegno versorio di Rinuccio e l’utilizzo di traduzioni latine preesistenti hanno reso finora problematica la definizione delle reali competenze in materia di greco di questo rappresentante minore dell’Umanesimo, che pure fu maestro di figure del calibro di Poggio Bracciolini e di Lorenzo Valla e fu in contatto con personalità di spicco della cultura dell’epoca. Questa prima edizione a stampa della sua traduzione latina dell'Eutifrone di Platone consente di gettare maggior luce sulle tecniche versorie da lui messe in campo in tempi in cui ancora scarseggiavano strumenti lessicografici e grammaticali, grazie anche all'individuazione del codice greco da lui utilizzato come modello. Il testo critico della versione è fondato sul codex unicus Oxford, Balliol College, MS. 131, ed è corredato di tre mantisse di apparato, relative rispettivamente al testo latino, al suo rapporto con l'originale greco e a osservazioni di carattere linguistico
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