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Editoriale [a Blityri, 2(2013)]
Il testo, elaborato da Giovanni Manetti, uno dei due direttori della rivista "Blityri", illustra il contenuto del volume monografico della Rivista, dedicato a "Il soggetto in questione. Semiologia degli indizi e tradizione linguistico-fenomenologica". Il testo brevemente tratteggia anche il contenuto dei saggi che fanno parte del volume
Editoriale [a Blityri, 1(2012), 0]
Il testo contiene una presentazione del volume dedicato alle teorie linguistiche e semiotiche centrate nel periodo dell'antichità classica, ma con estensione anche alla modernità. Nel testo, a cura dei due direttori, Giovanni Manetti e Stefano Gensini, viene anche illustrato il progetto editoriale della rivista "Blityri", di cui il volume costituisce il primo numero
Aspetti della terapia nel Corpus Hippocraticum
Atti del «IX Colloque International Hippocratique» (Pisa 25-29 settembre 1996), a cura di I. Garofalo, A. L., D. Manetti, A. Roselli, Accademia toscana di Scienze e Lettere «La Colombaria», vol. 183, Leo S. Olschki, Firenz
Documenti su Giannozzo Manetti
Questo saggio si propone di ricostruire, attraverso la documentazione conservata nell’Archivio di Stato di Firenze, alcuni aspetti della biografia di Giannozzo Manetti, legati soprattutto alla sua partecipazione alla vita pubblica nella prima metà del secolo XV. La carriera politica e diplomatica del Manetti, esponente di primo piano nell’ambito del regime mediceo al tempo di Cosimo il Vecchio, fu caratterizzata da una serie di incarichi di prestigio ricoperti pressocché ininterrottamente fino al 1453, quando per una serie di circostanze, legate soprattutto alla fortissima pressione fiscale esercitata dal governo, che causarono gravi difficoltà economiche anche alla sua famiglia, iniziò a manifestare apertamente il suo dissenso. Allontanatosi da Firenze, fu dapprima a Roma presso il pontefice Niccolò V e, in seguito a Napoli, dove probabilmente morì
Presentazione [a E. Cheli, Taccuino di un costituzionalista]
Introduzione alla raccolta dei saggi principali di Enzo Chel
La forma “storta”. Conversazione con Francesco Manetti
Francesco Manetti, actor, trainer and director, graduated from the Accademia d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”. Since 1998 he has been teaching movement and stage combat. From the beginning he has shown a strong interest in the international theatrical context. He has often worked abroad in such places as Britain, Germany, the United States, Russia and South America. In 2008 he began collaborating with the director Antonio Latella and has been working with his theatre group “stabile/mobile” since 2013 and has performed in several Latella productions. He and Latella first met thanks to his work as a choreographer, movement and physical trainer. In this guise he has worked with Latella on many productions, such as Hamlet’s portraits (2008), Francamente me ne infischio from Gone with the Wind by Margaret Mitchell (2011 e 2013), Santa Estasi (2016). The conversation, which took place on 19th January 2017 in Turin, explored two themes. The first was about the creative relationship between Manetti and Latella, discussing both Manetti’s role as an actor as well as his work on movement in Latella productions. The second discussed several moments of Manetti’s professional history
(a)-Topics and animacy
The aim of this paper is twofold: first, we intend to contribute to the debate on the identification of the features to which syntactic locality expressed in terms of the featural Relativized Minimality/ fRM principle appears to be sensitive (Rizzi 2004; Friedmann, Belletti & Rizzi 2009); second, we aim at providing a better characterization of the distributional and interpretive properties of the process of a-marking in the Topic position of the Italian left periphery identified by syntactic cartography, in relation to (in)animacy (Belletti & Manetti 2019). To these ends, we examined the role of animacy in a production experiment eliciting left dislocated topics with 5-year-old Italian-speaking children. To the extent that a-marking is related to a kind of affectedness of object topics (Belletti 2018a), we examined whether an inanimate left dislocated object could constitute a felicitous a-Topic. Furthermore, the question is directly addressed whether complexity effects in fRM configurations can be modulated in the animacy mismatch condition, with an inanimate left dislocated object and an intervening (animate) lexical subject in ClLDs. Our results show that, in the tested animacy mismatch condition, children seldom a-marked the pre-posed object. Instead, they appeared to creatively explore other solutions to overcome the production of the hard intervention structure, mainly using null subjects. As children are not ready to compute the intervention configuration with a lexical preverbal subject, but could not naturally adjust it through a-marking of the inanimate topic, they ended up opting for different types of productions in which intervention was eliminated. If the animacy feature seems to be implicated in the process of a-marking to some extent, it is not a feature to which the fRM principle is sensitive in building the object A’-dependency in ClLD: we conclude, in line with previous work, that animacy is not among the features implicated in triggering syntactic movement (in Italian). © 2021 The Author(s)
"Introduzione" a "L'identità turistica on line in Toscana.e il caso Costa degli etruschi"
Dialogo di Antonio Manetti : cittadino fiorentino, circa al sito, forma et misure dello "Inferno" di Dante Alighieri, poeta excellentissmo /
Introduzione.--Prefatione di Hieronymo Benivieni.--Dialogo di Antonio Manetti.--Hieronymo Benivieni a Benecto Manetti.--Secondo dialogo.--Nota de'numeri veri, et come hanno a stare nella opera.Mode of access: Internet
Discorso interiore/discorso esteriore. In dialogo con Giovanni Manetti
A partire da un contributo di Giovanni Manetti (2016) si ripercorre la contrapposizione fra linguaggio esteriore e linguaggio interiore nella tradizione filosofica greca. Si delineano due posizioni di fondo: la posizione discontinuista, rappresentata dagli Stoici, nega etica e razionalità agli animali, perché privi di 'linguaggio interiore' (logos endiathetos), ossia di ragione (logos), anche se capaci di imitare il linguaggio proferito (logos prophorikòs). All'estremo opposto, la posizione continuista, rappresentata dagli Accademici e dagli Scettici, argomenta a favore di una continuità cognitiva fra uomo e animale. Scopo dell'articolo è mostrare che la posizione discontinuista non si origina da Platone e Aristotele, da indagare alla luce della tradizione precedente. Nell'epos omerico il linguaggio è visto insieme come uno (legein, raccogliere) e molteplice. La molteplicità dei contenuti enunciativi diviene manifesta solo nel linguaggio vocale. Una sola voce possente (opa megale) si traduce infatti in una molteplicità di detti (epea) 'numerosi come fiocchi di neve in inverno'. Questo è il retroterra da cui si origina la fase aurorale della riflessione greca sul linguaggio. Parmenide considera la molteplicità sensibile 'nome' (onoma), ossia apparenza, ‘linguaggio esteriore’. Verità è solo la coincidenza fra 'dire' (legein) e 'comprendere' (noein) che si manifesta nell'unità assoluta dell'eon, l' 'è' della predicazione. Per Platone, il logos vocale é fatto di nomi e verbi che sono eidola, immagini deformate degli oggetti rappresentati. A un livello esteriore, vocale, i contenuti corrispondenti a nomi e verbi sono rappresentati come distinti; ma a un livello interiore – interiore alla proposizione, prima che al singolo parlante – i contenuti enunciativi si fondono in assoluta unità. Il logos infatti non nomina (onomazei) soltanto, ma compie o delimita qualcosa (ti perainei): e a quest'intreccio si dà il nome di logos (Soph. 262 d). Su questa linea si colloca la distinzione aristotelica fra linguaggio esteriore ed interiore (Anal. II 76 b 24-27) e lo stesso incipit del De interpretatione. La nozione di 'linguaggio interiore' non tematizza dunque, in Aristotele, l'interiorità dell'uomo, o la specificità della mente umana, ma l'interiorità del linguaggio; il grado zero della sua articolazione
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