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Ettore Majorana: l'uomo e lo scienziato
Erasmo Recami: Sciascia e Majorana. Il problema della responsabilità dello scienziat
Interferometric schemes: a probe for topological edge states, a tool in weak measurements
In the first part of this thesis we propose interferometric schemes to probe the properties of edge states of topological insulators and superconductors. First, we consider two helical liquids on opposite edges of a narrow two-dimensional topological insulator, which are connected by one or several local tunnel junctions. In the presence of spatially inhomogeneous Rashba spin-orbit coupling, the spin textures of the helical states on opposite edges are different. We demonstrate that this has a strong impact on the electron transport between the edges. In particular, in the case of many random tunnel contacts, the localization length depends strongly on the spin textures of the edge states. We also propose to realize a Fabry-P\'erot interferometer to measure the spin texture.
Second, we consider domain walls between superconducting and magnetic regions placed on top of a topological insulator, that were predicted support transport channels for Majorana fermions. We propose to study noise correlations in a Hanbury Brown-Twiss type interferometer and find three signatures of the Majorana nature of the channels. First, the average charge current in the outgoing leads vanishes. Furthermore, we predict an anomalously large shot noise in the output ports for a vanishing average current signal. Adding a quantum point contact to the setup, we find a surprising absence of partition noise which can be traced back to the Majorana nature of the carriers. Finally, we calculate the full counting statistics of this structure. At zero bias, we find an interpretation of Majorana-mediated charge transport in terms of two independent half-charge processes.
In the second part of this thesis, we explain how the quantum theory of weak measurements inspired a new method for the measurement of small effects and precision metrology. Many successful implementations of the weak-value amplification scheme have been recently reported. We review this scheme in some details with an emphasis on its benefits and limitations. We then generalize the method, and propose to use weak measurements away from the weak-value amplification regime to carry out precision measurements of time delays of light. Our scheme is robust to several sources of noise that are shown to only limit the relative precision of the measurement. Thus, they do not set a limit on the smallest measurable phase shift contrary to standard interferometry and weak-value based measurement techniques. Our idea is not restricted to phase-shift measurements and could be used to measure other small effects using a similar protocol
Ettore Majorana: l'uomo e lo scienziato
Erasmo Recami: Sciascia e Majorana. Il problema della responsabilità dello scienziat
Procedure di Calcolo "alla Ettore Majorana" per la derivazione delle formule matematiche sperimentate da Quirino Majorana
Ricostruzione del procedimento fisico e matematico seguito da Ettore Majorana per formulare l'interpretazione dei dati ricavati dalle esperienze di Quirino Majorana, successivamente riportate nell'articolo "Ulteriori ricerche sull'azione della luce su sottili lamine metalliche" su: Il Nuovo Cimento, 15 (1938), 573-593
Lo pseudo-Segneri e il Teatro celeste: due tracce secentesche
Nelle due parti dell’articolo si osservano oggetti d’indagine distinti, giustapposti allo scopo di vagliare alcune componenti del rapporto tra sacro e profano nel teatro del XVII secolo. Nella prima parte, esito di una ricerca appena avviata dall’A., si fa riferimento all’attività dei missionari rurali gesuiti Paolo Segneri e Antonio Baldinucci e in particolare al loro stile di predicazione, testimoniato da fonti a stampa e da un manoscritto apocrifo (qui nuovamente assegnato a Baldinucci, dopo essre stato erroneamente attribuito a Segneri). Ne emergono tecniche di segno spiccatamente drammatico e di grande originalità retorica, che coinvolgono a un tempo il corpo e la parola del predicatore, unitamente a oggetti e immagini e a un uso sapiente dello spazio dell’azione. L’esistenza di una tradizione gesuitica con queste caratteristiche e la sua ampia risonanza coeva fa presumere che un maggiore approfondimento delle fonti possa rivelare elementi cruciali del rapporto fra teatro e predicazione e la capacità della oratoria popolare di generare forme intese dai contemporanei come propriamente spettacolari. La seconda parte è invece destinata ad approfondire alcuni momenti della produzione letteraria del comico dell’arte Giovanni Battista Andreini, come la raccolta di rime Il Teatro celeste, dove il tema del teatro e della recitazione è svolto in termini di santità e solitamente considerato in sede storiografica come atto d’ossequio alla Chiesa controriformistica. L’analisi mostra una visione del rapporto fra attore di mestiere e vita cristiana in cui Andreini non intende recedere dalla propria libera adesione alla religione cristiana a causa della propria professione, bensì fare di essa, a suo parere ingiustamente screditata, lo strumento della propria opzione di fede. Il caso di Andreini fa luce su una questione di rilievo nella vita dei comici italiani e fornisce qualche elemento alla riflessione storiografica sulla polemica tra Chiesa e teatro in età moderna
Immagini predicazione teatro: Muratori e Segneri iuniore a confronto (1712)
L’indagine si impernia su un carteggio tra il gesuita Paolo Segneri iun., missionario nelle campagne, e L.A. Muratori. Oggetto dello scambio epistolare (1712) è la valutazione dell’impianto drammatico e dell’uso delle immagini nella predicazione rurale, che ha lo scopo di riformare spiritualmente e moralmente le aree cattoliche più povere. Muratori muove allo stile di Segneri obiezioni fondate sulla ortodossia tridentina riguardante le immagini sacre e sulla inopportunità di strutturare l’atto oratorio come una azione che vede un elevato coinvolgimento personale del predicatore, non limitato alla comunicazione verbale. Segneri difende puntualmente il proprio operato, fondandolo sulla necessità di incrementare gli elementi visibili della predica per fare leva sui sensi, gli affetti e la fantasia e da qui sulla comprensione e la volontà degli astanti. Ne risulta un nodo performativo (quello che appunto suscita le perplessità di Muratori), dove il corpo e la voce del predicatore, l’abito, gli oggetti e le immagini sono impiegati in un impianto fortemente drammatizzato, favorito da un procedimento retorico che non poggia su testi scritti e mandati a memoria, secondo la prassi abituale in età moderna, ma si affida a tecniche d’improvvisazione sperimentate sul campo (secondo modi operativi non dissimili da quelli dei coevi comici dell’arte). L’analisi della polemica, esemplare anche per l’importanza e l’affidabilità dei due protagonisti, permette una ricostruzione approfondita delle ragioni che sostengono la scelta di quella predicazione peculiare, che si deve considerare esito della cultura recitativa praticata nei collegi della Compagnia. L’episodio analizzato rende evidente che, al pari delle più note e studiate attività pedagogiche, festive, devozionali, anche le pratiche missionarie rurali vanno inscritte nella complessiva cultura teatrale e spettacolare della Compagnia di Gesù
Quantized Majorana conductance
Majorana zero-modes - a type of localized quasiparticle - hold great promise for topological quantum computing. Tunnelling spectroscopy in electrical transport is the primary tool for identifying the presence of Majorana zero-modes, for instance as a zero-bias peak in differential conductance. The height of the Majorana zero-bias peak is predicted to be quantized at the universal conductance value of 2e 2 /h at zero temperature (where e is the charge of an electron and h is the Planck constant), as a direct consequence of the famous Majorana symmetry in which a particle is its own antiparticle. The Majorana symmetry protects the quantization against disorder, interactions and variations in the tunnel coupling. Previous experiments, however, have mostly shown zero-bias peaks much smaller than 2e 2 /h, with a recent observation of a peak height close to 2e 2 /h. Here we report a quantized conductance plateau at 2e 2 /h in the zero-bias conductance measured in indium antimonide semiconductor nanowires covered with an aluminium superconducting shell. The height of our zero-bias peak remains constant despite changing parameters such as the magnetic field and tunnel coupling, indicating that it is a quantized conductance plateau. We distinguish this quantized Majorana peak from possible non-Majorana origins by investigating its robustness to electric and magnetic fields as well as its temperature dependence. The observation of a quantized conductance plateau strongly supports the existence of Majorana zero-modes in the system, consequently paving the way for future braiding experiments that could lead to topological quantum computing
“Strano”, “stranio”, “estraneo” : Ettore Majorana come personaggio di romanzo
Il personaggio di Ettore Majorana nell'omonimo romanzo-inchiesta di Leonardo Sciascia. Realtà anagrafica e finzione: procedure documentarie, sondaggio psicologico e caratteriale. Il modello romantico-decadente e stendhaliano; la teoria del genio; il rapporto con Heisenberg e la tesi dell'indisponibilità che gli scienziati tedeschi avrebbero manifestato a costruire una bomba atomica nazista. Sciascia e Dürrenmatt; la figura di Oppenheimer.The text that follows is based on the paper presented at the sixth Leonardo
Sciascia Colloquium, «“E possibilmente anche dopo”. 1938, 1975, 2015,
La scomparsa di Majorana : riflessioni e inquietudini» (‘And perhaps beyond’. 1938,
1975, 2015, The disappearance of Majorana : reflections and concerns’), which
took place on 20-21 Nov. 2015 in Palermo. The construction of Sciascia’s
physicist turns on, firstly, a documentary aspect, encompassing both myth and
legend, and secondly, a broadly Freudian-Lacanian, or psychoanalytic aspect;
the author’s finely tuned, politically engaged, and at times Proustian, voice
serves to unite them. Majorana becomes a symbol of the temperamentally
‘unsuitable’ genius, who foresees the catastrophic results of atomic research;
hence his intention to disappear, demonstrating that he is a f ree man. In
taking to their logical conclusions journalist and historian Robert Jungk’s
opinions, expressed in Brighter than a Thousand Suns, Sciascia lays bare a ‘dangerous myth’, which Jungk himself must needs revise fundamentally.
But also significant is the dramatic way Sciascia enters into the supposed
debate about the ‘two cultures’, suggesting that modern science can only
lead to ruin. All that is left, as a defence, is a perennial humanism, which is at
once materially disinterested, philosophical and speculative
Un «gemino valor»: mestiere e virtù dei comici dell’Arte nel primo Seicento
Insieme con il tentativo di affermare la propria dignità sociale e personale partecipando ai processi letterari del tempo, alcuni comici dell’arte compiono congiuntamente un percorso di riscatto attraverso la rivendicazione – in quegli stessi testi – della propria appartenenza alla civitas christiana. Analizzando, gli scritti editi dai comici (particolarmente quelli attivi tra la fine del Cinquecento e la metà del secolo seguente), e i coevi scritti contro il teatro comico commerciale pubblicati in ambito ecclesiastico, si cerca di verificare i nessi tra gli elementi tecnici e formali della recitazione e la legittimità del mestiere d’attore, inteso dai comici come esperienza morale virtuosa. Si individua, in questo modo, l’esistenza di una relazione tra Chiesa post-tridentina e teatro professionistico non riducibile a mero e inevitabile antagonismo: nelle opere dei comici emerge una riflessione sulla propria identità cristiana che spinge alcuni di loro su posizioni più avanzate di quelle dei moralisti, solitamente attestati sulla dicotomia verità-finzione, divertimento-serietà, professione-diletto. I comici dell’arte argomentano la loro volontà di rendere visibile la loro ascesi cristiana sulla scena, proprio nell’esercizio virtuoso e coerente della recitazione, aderendo a quel modello di santità imitabile e accessibile a ogni cristiano, che il nuovo quadro giuridico e etico-comportamentale della santità canonizzata, dalla fine del Cinquecento, aveva significativamente rinnovato
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