100,662 research outputs found
Aphrodite and the sea within John of Gaza’s “Tabula Mundi”
This article focuses on a passage of John of Gaza’s Tabula Mundi, i.e. the one regarding Aphrodite and the Sea (vv. 454-466), which raises an exegetical problem. Generally, scholars tend to assume that they are the same figure. On the contrary, I argue that they are two different figures, making reference to the cultural context of the poem, especially to its philosophical background. Indeed, in a Neoplatonic perspective the goddess can be interpreted as the Soul that triumphs over the matter, i.e. the sea, since both Aphrodite and the Sea are represented shining bright and staring at the sun, i.e. the Intellect. This interpretation is confirmed by references to Aphrodite in Neoplatonic authors as well as in John’s Anacreontics and in the authors of the so-called “school of Gaza”, strongly influenced by Neoplatonism. Therefore, John wants to emphasize the triumph of the light and, ultimately, of the One/God, through the mystical vision of a late antique intellectual, in a definitely syncretistic context.Questo articolo è incentrato su un passo della Tabula Mundi di Giovanni di Gaza, ossia quello riguardante Afrodite e il Mare (vv. 454-466), che pone un problema esegetico. Generalmente la critica tende a pensare che si tratti della stessa figura. Al contrario, sostengo che si tratti di due figure differenti, facendo riferimento al contesto culturale in cui si colloca il poema, in particolare al suo sfondo filosofico: in una prospettiva neoplatonica, infatti, la dea può essere interpretata come l’Anima che trionfa sulla materia (il mare), in quanto sia Afrodite sia il Mare sono rappresentati brillanti e nell’atto di contemplare il sole (l’Intelletto). Questa interpretazione è confermata da riferimenti ad Afrodite in autori neoplatonici, ma anche nelle Anacreontee di Giovanni e nelle opere degli autori della cosiddetta “scuola di Gaza”, fortemente influenzati dal Neoplatonismo. Dunque, Giovanni intende enfatizzare il trionfo della luce e, in definitiva, dell’Uno/Dio, attraverso la visione mistica di un intellettuale tardoantico, in un contesto decisamente sincretistico
Nonno e Arato: alcune proposte = Nono y Arato: algunas propuestas = Nonnus and Aratus: some proposals
Il presente articolo si propone di indagare il rapporto che Nonno intrattiene nelle Dionisiache con Arato, uno dei suoi molteplici modelli. Lo studio prende in analisi quattro passi significativi (1, 163-175; 25, 123-133; 38, 354-371; 47, 448-452) e li pone a confronto con i relativi versi dei Fenomeni e con il poema arateo nel suo complesso. Sarà messo in luce il duplice atteggiamento di semplice imitatio cum variatione/totale rovesciamento in cui si esplica la sfida ingaggiata dal Panopolitano. Il poeta, descrivendo le immobili costellazioni aratee come creature reali, giunge a superare il predecessore tramite un mimetismo sempre più esasperato, fino a dare vita a un'astronomia "dionisiaca", consona sia alle proprie tendenze stilistiche (paradosso) sia ai motivi portanti della propria opera (rapporto tra originale e copia). Questa astronomia personale prende forma nella Corona di Arianna, simbolo dell'unità cui, in un'ottica ispirata al Neoplatonismo, la ποικιλία finisce per tornare.El presente artículo pretende investigar la relación entre Nono y Arato, uno de sus muchos modelos, en las Dionisíacas. El estudio examina cuatro pasajes significativos (1, 163-175; 25, 125-133; 38, 354-371; 47, 448-452) y los compara con los relacionados versos de los Fenómenos y el poema arateo en su conjunto. Se destacará la actitud dual de sencilla imitatio cum variatione/total derrocamiento en la que se manifiesta el reto lanzado por Nono. El poeta, describiendo las inmóviles constelaciones arateas como criaturas reales, llega a superar su predecesor por medio de un mimetismo cada vez más acentuado, hasta crear una astronomía "dionisíaca", apropiada tanto para sus tendencias estilísticas (e. g. paradoja) como para los principales motivos de su obra, es decir la relación entre original y copia. Esta astronomía personal toma forma en la Corona de Ariadne, símbolo de la unidad a la cual, en una perspectiva inspirada en el Neoplatonismo, la ποικιλία tiene que volver.The aim of this paper is to investigate the relationship between Nonnus and one of his many models, Aratus, in the Dionysiaca. The study examines four significant passages (1, 163-175; 25, 125-133; 38, 354-371; 47, 448-452) and compares them with related verses of the Phaenomena and the aratean poem as a whole. The dual attitude, i. e. bare imitatio cum variatione/complete inversion, the Panopolitan shows in his competition with the predecessor will thus be highlighted. Describing the fixed aratean constellations as real creatures, the poet finally overcomes his model through an increasingly enphasized mimetism whose main outcome is a novel and authentic "dionysiac" astronomy: appropriate both to his own stylistic devices (e. g. paradox) and to the underpinning themes of his work, namely the relationship between original and copy. This personal astronomy finds expression in Ariadne's Crown, a symbol of unity to which, in a Neoplatonism-inspired perspective, ποικιλία is meant to go back.</jats:p
Uguaglianza e differenza di genere nella riforma del diritto di famiglia: una lettura luhmanniana
RESUMEN
La igualdad ante la ley es uno de los derechos fundamentales de las Constituciones
modernas. Sin embargo, hay algo más. De hecho podría decirse que los modernos
sistemas jurídicos se han ido formando alrededor de la idea de igualdad. El valor de
la igualdad parece expresar una manera común de entender las relaciones humanas,
especialmente en el caso de la igualdad de género, expresamente mencionado por el
artículo de las Constituciones democráticas modernas que se refiere al principio de
igualdad ante la ley. El presente estudio trata esa forma específica de igualdad que
se caracteriza por la paradoja de querer tratar como igual lo que es diferente, o sea,
de hacer distinciones sin discriminar. Con este fin nos referimos al enfoque jurídi
-
co y al enfoque político del tema como se encuentran en la reforma del derecho de
familia. No es un problema de una específica legislación nacional, sino más bien
una versión específica de un problema de nivel general. Se trata de la imposibilidad
de construir como indistinguible lo que es diferente. El intento político de reformar
el derecho de familia para implementar el principio constitucional de igualdad no
consigue resolver el problema. Éste vuelve a aparecer por la imposibilidad que el
derecho funcione sin crear diferencias. Al mismo tiempo, surgen problemas nuevos
relacionado con formas nuevas de organizar la vida familiar
La forma dell'uguaglianza
Il principio di uguaglianza è un principio cardine dei moderni ordinamenti democratici, oltre a rappresentare una delle idee attraverso le quali la società moderna ha inteso descrivere se stessa. Elevata a espressione della giustizia sin dalla riflessione filosofica più antica, l’uguaglianza entra nelle costituzioni moderne come una sorta di metaprincipio, come diritto al godimento di diritti, garante dell’ordine giuridico e sociale. L’articolo di Niklas Luhmann, qui tradotto, propone una descrizione del principio fondamentale di uguaglianza basata sulla sua osservazione come forma-a- due-lati. In questo modo si rende evidente il paradosso insito nell’applicazione del principio costituzionale, “condannato” a non potersi liberare dell’altro lato della forma, della sua stessa negazione. Ogni tentativo di perseguire l’uguaglianza si risolve nella produzione di nuove disuguaglianze. A queste condizioni ha senso chiedersi: cosa succederebbe se il valore preferenziale della forma fosse la disuguaglianza
Donne, uomini e Niklas Luhmann
Il titolo richiama un lungo saggio di Niklas Luhmann pubblicato in Germania nel 1988 con il titolo Frauen, Männer und George Spencer Brown, e tradotto in italiano nel 1992 come Donne/Uomini. Un saggio che, al momento della sua pubblicazione in Germania, suscitò molte polemiche e irritazioni. Non conosco le reazioni che accompagnarono la sua uscita in Italia, ma potrebbe essere interessante riprendere oggi, a oltre trent’anni dalla sua prima pubblicazione e a venticinque anni dalla morte dell’autore, quell’osservazione e descrizione della distinzione uguaglianza/differenza nei termini della teoria dei sistemi
Il principio di uguaglianza come forma e come norma
Il principio di uguaglianza è un principio cardine dei moderni ordinamenti democratici, oltre a rappresentare una delle idee attraverso le quali la società moderna ha inteso descrivere se stessa. Elevata a espressione della giustizia sin dalla riflessione filosofica più antica, l’uguaglianza entra nelle costituzioni moderne come una sorta di metaprincipio, come diritto al godimento di diritti, garante dell’ordine giuridico e sociale. L’articolo di Niklas Luhmann, qui tradotto, propone una descrizione del principio fondamentale di uguaglianza basata sulla sua osservazione come forma-a- due-lati. In questo modo si rende evidente il paradosso insito nell’applicazione del principio costituzionale, “condannato” a non potersi liberare dell’altro lato della forma, della sua stessa negazione. Ogni tentativo di perseguire l’uguaglianza si risolve nella produzione di nuove disuguaglianze. A queste condizioni ha senso chiedersi: cosa succederebbe se il valore preferenziale della forma fosse la disuguaglianza
Questioni giuridiche della gestione del patrimonio dissonante nelle mostre itineranti. Sicurezza dei cittadini o tutela del patrimonio culturale? Un caso spagnolo
In questo capitolo si esplorano le problematiche che sorgono al confine tra sicurezza pubblica e conservazione di un patrimonio culturale dissonante, quando oggetti che appartengono alle collezioni storiche di armi da fuoco sono esposti in una istituzione culturale al di fuori della rete di musei autorizzati. A questo proposito, ci occuperemo principalmente di due disposizioni normative e del loro rapporto reciproco
Maktabat Al Muthanna Baghdad Feb-May 1962
On the same date, Ali Al-Mansouri issued an official financial statement confirming that the Al-Khanji Foundation owed a total of 11.375.أصدر علي المنصوري بيانًا ماليًا رسميًا بتاريخ 25 نيسان 1962 يُفيد بأن مؤسسة الخانجي مدينة بمبلغ إجمالي قدره 11,375
Insicurezza, mass media e democrazia
Il contributo intende proporre un quadro delle “politiche della sicurezza” incentrato sull’analisi della osservazione dei fenomeni sociali e della costruzione politica dei temi rilevanti e delle soluzioni dei problemi. In particolare, si tenterà di ricondurre questa analisi nell’ambito del quadro strutturale della società moderna e contemporanea al fine di rilevare le differenti prospettive di legittimazione sociale dei concetti e delle strategie della comunicazione politica. In un ottica storico-evolutiva, è la nostra tesi, istituzioni sociali, mezzi di comunicazione e patrimonio concettuale della società possono stabilizzarsi e svolgere le loro funzioni solo in base al presupposto della loro reciproca compresenza e disponibilità. In questo modo, fenomeni quali percezione dell’insicurezza, allarme sociale, domanda ed offerta di interventi politici urgenti appaiono in una interdipendenza difficilmente riconducibile ad una connessione di tipo lineare. Piuttosto, si può osservare, politica e società mostrano qui la loro “dipendenza” reciproca, e quanto la riproduzione dei processi sociali e la selezione dei temi politicamente sia mediata dai mass media
Diritto, digital humanities e conservazione del patrimonio culturale. Crome e cabinet: due esperienze transdisciplinari
il presente contributo, che intende riflettere su una serie di esperienze di ricerca e innovazione didattica nate all’intersezione tra diritto, sociologia e conservazione del patrimonio culturale, con l’obiettivo di mostrare come queste discipline possano dialogare proprio a partire da un approccio conversazionale alla conoscenza. Al centro della riflessione si pongono due progetti – CroMe (Culture as a Good
and as a Medium) e Cabinet – che, pur partendo da ambiti diversi, convergono in una comune attenzione alla valorizzazione della ricerca scientifica come patrimonio culturale immateriale, nonché alla sperimentazione di forme innovative di comunicazione, partecipazione e apprendimento
- …
