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    L'influenza degli IAS/IFRS sulla distribuzione degli utili

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    si è approfondito il tema del recepimento dei principi contabili IAS/IFRS nel nostro ordinamento, alla luce delle diverse funzioni che il bilancio assolve secondo il codice civile e secondo i principi contabili internazionali. In particolare, si evidenzia che il modello di bilancio IAS/IFRS conduce alla determinazione del reddito potenzialmente prodotto (e non solo di quello “realizzato con gli scambi”) e ciò pone delicati problemi in quegli ordinamenti, come quello italiano, in cui il risultato d'esercizio comprende solo gli “utili realizzati” ed è, dunque, in linea di principio liberamente distribuibile ai soc

    La rappresentazione degli strumenti finanziari nel bilancio dell’emittente. La distinzione tra passività finanziarie e mezzi propri nell’evoluzione internazionale

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    Si esamina la tematica della rappresentazione degli strumenti finanziari nel bilancio dell’emittente. L’interesse per l’argomento nasce dalla constatazione che la diffusione di forme ibride di finanziamento rende sfumata la tradizionale distinzione tra mezzi propri e passività finanziarie. Si analizzano, in particolare, la prassi contabile internazionale (gli standards dello IASB e del FASB) e le proposte di cambiamento in materia suggerite da importanti organismi contabili (il FASB e l’EFRAG). La conclusione cui si perviene è che la classificazione tra mezzi propri e passività finanziarie può essere funzionale a diversi obiettivi conoscitivi e, ovviamente, la scelta dell’obiettivo perseguito influenza le stesse modalità di classificazione. Il fine della distinzione può essere quello di consentire ai creditori di valutare il rischio di insolvenza dell’emittente, oppure quello di permettere agli investitori di stimare il valore delle azioni ordinarie dello stesso emittente; il FASB si è, ultimamente, pronunciato a favore di quest’ultima prospettiva e, nelle motivazioni della sua scelta, si denota il richiamo alle posizioni della “teoria della proprietà”

    La Management Commentary nella dottrina e prassi internazionale

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    si è esaminato il problema della definizione del contenuto e dei caratteri della relazione sulla gestione (Management Commentary), alla luce della pubblicazione di un Discussion Paper sul tema da parte dello IASB. L'interesse per l'argomento nasce dall'osservazione che la comunicazione da parte del management di informazioni complementari e supplementari (anche di tipo qualitativo e prospettico), rispetto a quelle contenute nel bilancio, è ritenuta di fondamentale importanza. Nella letteratura internazionale e con riferimento precipuo alla public company, la relazione degli amministratori è stata analizzata, prevalentemente, come veicolo tramite il quale influenzare le percezioni e le decisioni degli investitori riguardo le prospettive dell'impresa. In particolare si discute del contenuto della relazione sulla gestione, dell'opportunità di vincolarlo o lasciarlo in parte libero e della possibilità di assoggettare a revisione anche la relazione del management

    Il controllo della performance nel settore farmaceutico: l’applicazione della Balanced-Scorecard nel caso Novartis

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    La ricerca è nata dalla diffusa constatazione che le tradizionali tecniche di controllo di gestione presentano alcuni limiti, come, ad esempio, il mancato allineamento della gestione operativa alla strategia. Per ovviare a queste lacune in dottrina si è proposto di utilizzare la Balanced scorecard (BSC), o scheda di valutazione bilanciata; essa consente di superare i limiti delle tradizionali misurazioni economico-finanziarie, indirizzando il management verso le poche variabili che risultano strategicamente rilevanti. Ogni misura della BSC viene inserita in una catena logica di rapporti causa-effetto, che collega i risultati previsti dalla strategia con i driver che porteranno agli obiettivi strategici. In particolare, si è approfondito lo studio dell’applicazione della BSC in specifici settori e aziende; in questo articolo si analizza l’utilizzo della BSC nel settore farmaceutico tenuto conto dei fattori critici di successo nello stesso settore. In particolare, si esamina il caso dell'’azienda multinazionale Novartis. La Balanced Scorecard ha consentito al gruppo Novartis di allineare le squadre di executive, le unità di business, le risorse umane, l'Information Technology e le risorse finanziarie alla strategia dell'organizzazione

    Principio della funzione economica e operazioni non oggetto di disciplina legislativa

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    Questo articolo del 2005 pubblicato sulla Rivista "le Società", è successivo al parziale e contraddittorio riconoscimento del "principio contabile della prevalenza della sostanza sulla forma" nel codice civile avvenuta con la riforma del diritto societario del 2004.In esso si affronta il tema della rappresentazione in bilancio di quelle operazioni la cui rilevazione contabile non è esplicitata nel codice civile e per cui si pone un contrasto tra "forma giuridica" e "sostanza economica". Si analizza, in particolare, l’operazione di pronti contro termine con semplice facoltà di retrocessione a termine, concludendo che, nella fattispecie, si evidenzia una possibile differenza tra la rappresentazione contabile suggerita dai principi internazionali in base alla "substance over form" e quella che, invece, sembra potersi ricavare dall’impostazione seguita dal codice civile, sebbene anche il legislatore nazionale abbia dato apparentemente riconoscimento al principio della prevalenza della sostanza sulla forma

    Il controllo della performance nel settore farmaceutico: l’applicazione della Balanced-Scorecard nel caso Novartis

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    La ricerca è nata dalla diffusa constatazione che le tradizionali tecniche di controllo di gestione presentano alcuni limiti, come, ad esempio, il mancato allineamento della gestione operativa alla strategia. Per ovviare a queste lacune in dottrina si è proposto di utilizzare la Balanced scorecard (BSC), o scheda di valutazione bilanciata; essa consente di superare i limiti delle tradizionali misurazioni economico-finanziarie, indirizzando il management verso le poche variabili che risultano strategicamente rilevanti. Ogni misura della BSC viene inserita in una catena logica di rapporti causa-effetto, che collega i risultati previsti dalla strategia con i driver che porteranno agli obiettivi strategici. In particolare, si è approfondito lo studio dell’applicazione della BSC in specifici settori e aziende; in questo articolo si analizza l’utilizzo della BSC nel settore farmaceutico tenuto conto dei fattori critici di successo nello stesso settore. In particolare, si esamina il caso dell'’azienda multinazionale Novartis. La Balanced Scorecard ha consentito al gruppo Novartis di allineare le squadre di executive, le unità di business, le risorse umane, l'Information Technology e le risorse finanziarie alla strategia dell'organizzazione

    LA CLASSIFICAZIONE DEI FINANZIAMENTI ATTINTI NEGLI IFRS: ANALISI CRITICA E PROBLEMI DI APPLICAZIONE NEL CONTESTO EUROPEO

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    La classificazione dei finanziamenti attinti, tra capitale di proprietà e di credito, costituisce una questione fortemente dibattuta, da circa 25 anni, tra i principali standard setters internazionali. Si sono suggeriti, infatti, diversi criteri per operare la tradizionale distinzione tra mezzi propri e mezzi di terzi, anche nel tentativo di risolvere il problema della classificazione delle nuove tipologie di strumenti finanziari ibridi. In particolare, l’adozione, obbligatoria o volontaria, degli IAS/IFRS ha fatto emergere le difficoltà di impiegare, soprattutto nei Paesi dell’Europa Continentale, l’approccio dello standard contabile internazionale sul tema, ossia lo IAS 32, in diversi ordinamenti giuridici e con riferimento a particolari tipi di imprese e forme societarie. Così si spiega l’attivismo dell’EFRAG, organismo contabile dell’Unione Europea, che ha pubblicato due recenti Discussion Papers sulla materia, per contribuire all’individuazione di un criterio più condiviso

    Considerazioni sulla possibilità di un adempimento sostanziale dei debiti d’impresa

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    Si analizza il controverso problema della rappresentazione in bilancio di un’operazione – nota, nella prassi societaria statunitense, come in-substance debt defeasance – utilizzata da alcune grandi imprese nell’ambito dell’attività di gestione dinamica delle proprie passività finanziarie ed attuata a seguito di un rialzo del tasso di interesse corrente sul mercato rispetto al momento in cui si era ricevuto un dato finanziamento. In particolare, il rialzo del tasso di interesse corrente è servito ad alcune imprese per stornare dal bilancio un debito di finanziamento con la rilevazione di un correlativo provento, senza che fosse avvenuta un’estinzione formale dello stesso debito; l’adempimento “sostanziale” della passività finanziaria si verifica con l’acquisto e il deposito in un trust di titoli a reddito fisso che vengono vincolati al pagamento degli interessi e al rimborso del capitale del debito da “estinguere”. Nello studio si esaminano i contrastanti pronunciamenti del FASB in materia e si suggerisce una possibile rappresentazione contabile dell’operazione
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