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Lanino: due volti per San Magno
Il presente contributo esamina due disegni di Bernardino Lanino – una testa maschile e una femminile della Biblioteca Reale di Torino – ponendoli in relazione al ciclo di affreschi nella basilica di San Magno a Legnano. Tale rapporto è discusso sulla base di un’inedita campagna fotografica e nell’ambito degli studi per un volume monografico dedicato alla basilica, a cura di Pietro C. Marani, di prossima pubblicazione
Leonardo: arte come progetto. Studi di storia e critica d’arte in onore di Pietro C. Marani
Paradigma del "progetto dell'arte", la figura di Leonardo da Vinci è in questo volume considerata in un'ottica multidisciplinare da parte di una platea internazionale di specialisti. L'intento è stato quello di offrire un aggiornamento su un ampio ventaglio di temi leonardeschi di ambito artistico, scientifico e di fortuna critica
Benedetto Luti: l'ultimo maestro
Vissuto in un secolo di ambizioni enciclopediche e attraversato da movimenti internazionali, Benedetto Luti (Firenze, 1666 - Roma, 1724) fu nel suo tempo un pittore importante e celebre. Per tutto il Settecento parlano di lui le biografie d’artisti, sia di parte romana sia di parte fiorentina, così come la letteratura artistica francese e inglese. Il suo stile è la quintessenza dell’ideale d’Arcadia, che all’inizio del Settecento impresse la sua azione riformatrice contro gli eccessi del tardo barocco per un ritorno a forme pure, semplici, di ispirazione classica, nella linea maggiore dell’arte italiana che da Raffaello conduce fino a Canova. In particolare la posizione di Luti nella pittura romana a cavallo del secolo lo identifica come trait d’union fra il classicismo barocco di Carlo Maratti e il rococò cristallino di Pompeo Batoni: in una parola, fra Sei e Settecento. La monografia di Rodolfo Maffeis, la prima dedicata al pittore, si compone di un approfondito saggio storico e biografico diviso in due parti (una dedicata all’attività toscana, l’altra alla vita e alle opere nella capitale), una sezione di 42 tavole a colori, un catalogo ragionato di tutti i dipinti, i pastelli e i disegni (110 schede scientifiche e 340 immagini in bianco e nero). Al catalogo completo delle opere segue un regesto dei documenti d’archivio riguardanti il pittore e un’appendice con ulteriori contenuti documentari
Il cielo di Leonardo e uno Zodiaco dantesco.
All'interno di un volume internazionale di studi (Oxford University; Universität Hamburg, Kunsthistorisches Institut in Florenz; Politecnico di Milano: Metropolitan Museum of Art; The National Gallery London; Opificio delle Pietre Dure; Musée du Louvre; Centre de Recherche et de Restauration des Muées de France; Civici Musei del Castello Sforzesco di Milano; Ente Raccolta Vinciana; Galleria degli Uffizi; Royal Collections Windsor), il contributo prende in esame uno schema di meccanica celeste contenuto nel f. 956 recto del Codice Atlantico risalente all'incirca al 1478-80, alla fine del primo periodo fiorentino di Leonardo. Attraverso lo studio comparato di analoghi disegni di orologi planetari e ruote dentate di mulini, e attraverso un'approfondita indagine filologica sulla terminologia utilizzata dal vinciano a commento del disegno, si perviene a identificare una fortissima compatibilità tra il meccanismo ivi tracciato e una terzina del "Purgatorio" dantesco che designa il cerchio dello Zodiaco. Secondo un'interpretazione del passo minoritaria ma di alto profilo (il "Comentum" di Pietro Alighieri), la perifrasi tecnica adoperata da Dante risulta identica a quella di Leonardo, che potrebbe dunque averla derivata dal testo della "Commedia"
Regulation des energiestoff-wechsels
Eine kurzlich veroffentlichte Studie zeigt, dass bei Kindern ca. 11% der postprandial oxidierten Fettmenge aus dem mit der Nahrung zugefuhrten Fett stammten und 89% aus endogenem, abgespeichertem Fett fur die Oxidation rekrutiert wurden (innerhalb von 9 h nach der Nahrungszufuhr unter Ruhebedingungen; Maffeis et al, 1999). Die Oxidation von exogenem Fett ausgedruckt als Anteil der gesanten Fettoxidation was direkt mit der Fettmasse des Korpers korreliert (r=0.56, pz0.03), wogegen die Oxidation von endogenem Fett ausgedruckt als Anteil der gesamten Fettoxidation invers mit dem Ausmass der Adipositas assoziiert was (r=-0.57, p<0.03). Die vermehrte Oxidation von exogenem Fett wahrend der Entstehung einer Adipositas kann als protektiver Mechanismus angesehen werden, der einer weiteren Zunahme der Fettmasse vorbeugt, wenn der Korper exogenem Fett im Rahmen einer Mahlzeit exponiert wirt
Benedetto Luti and the Autonomy of Pastel = Benedetto Luti e l'autonomia del pastello
Mostly unrelated to official portraiture, Benedetto Luti’s pastel heads achieved fame and circulation in early 18th century Europe. In ancient sources they were described as endowed with «tanta forza e bellezza» as to equal oil painting. Pastel was thus not praised for its impalpable and inherent delicacy, but instead for the vivid intensity that made it akin to painting.
The present contribution explores this aspect by offering a historical reconstruction of pastel as an intermediate stage in the making of a painting, from the seminal example of Barocci on to the Florentine Seicento, where the pastel accompanied the gestation of pictorial works aimed at rendering the naturale and expressing affetti.
In keeping with this heritage, Luti’s pastels often show connections with single details of major oil paintings. However, departing from this tradition, they did not remain at the preparatory stage: they entailed a remarkable degree of formal detail, a rich palette, a preference for lively strokes, and were inserted in individual frames, suggesting that they may have been regarded as complete and autonomous artifacts
The painter at the crossroads: Sebastiano Ricci in Florence and the interplay between the arts
This paper examines Sebastiano Ricci’s pictorial activity in Florence, with the aim of elucidating the sophisticated set of visual references through which the Venetian painter enriched his culture during his stay in the Tuscan city. The study addresses at first the decorative cycle of Palazzo Marucelli, a close analysis of which reveals Ricci’s fascination for the Florentine sculpture of the Cinquecento. New hints are then given on the painter’s articulated relationship with Florentine “stuccatori” and “quadraturisti”, who worked alongside him in the palace. Lastly, the article focuses on some relevant English commissions, where previous experiences converge, however with some minor changes aimed at meeting the aesthetic demands of the foreign audience
Orazio Fidani in Argentina e i peccati dell’occhio
The attribution to Orazio Fidani of a painting of Candaules and Gyges, based on the Histories of Herodotus, in the Museo Juan B. Castagnino in Rosario, Argentina, ascribed in earlier literature to Francesco Furini, prompts discussion of the subject of adultery in Florentine seventeenth-century art, and of the question of the sense of sight, explored in numerous contemporary paintings inspired by literature
Benedetto Luti in Arcadia e al Domino Club.
The rediscovery of a large, mythological painting by Benedetto Luti on the New York art market in 2015, leads to reconsider the mutual connections within a group of works of the painter and allows a reflection on the relevance of the nude in the Arcadian aesthetics. Additionally, the issue is made more intriguing by the provenance of the painting from a private club in San Francisco. The place, that does not exist anymore, was famous in the Forties and Fifties for the unparalleled collection of nude paintings displayed on the walls, praised by journalists and writers
"Ladro, bugiardo, ostinato, ghiotto": un nuovo ricordo dal Morgante
In 1490-91 Leonardo, exasperated by the misdeeds of the young assistant Giacomo Caprotti, described him with a list of not very flattering adjectives, which has become famous: "thief, liar, stubborn, greedy". However, what has always seemed to be an emotional outburst is actually a quotation from the mock-heroic poem by Luigi Pulci, Morgante: an early reading of fundamental importance for Leonardo’s cultural identity at the Sforza court. From it––as it is known––Da Vinci would have subsequently also taken the nickname for his pupil: Salaì––the devil
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