1,721,057 research outputs found

    The River as a Place for Leisure – Venice: Water System as an Instrument of Transformation of the Territory

    No full text
    The strip of golden sand fifteen kilometres long between the Adriatic and the green cultivated lands in Jesolo becomes a theatre, from the fifties, of the strong urbanization process. The uncontrolled expansion, dictated by a “mass tourism”, thus produces a problematic situation with elements of great imbalance. The Masterplan drawn up by Kenzo Tange in 1997 attempted to respond to these problematic issues. A series of planning proposals dedicated to the river Sile, on an area that the Masterplan of Kenzo Tange intended to host the "City of Music”, select and bring to light physical and morphological elements which belong to the water system proposing them as significant references, instruments for transformation of the territory in harmony with its origins and, at the same time, with its future image

    La ciudad universitaria di Caracas e lo spazio dell’arte

    No full text
    Il 30 novembre 2000 la Città Universitaria di Caracas, opera dell’architetto venezuelano Carlos Raúl Villanueva, è stata dichiarata dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità. Costruita durante gli anni Quaranta e Cinquanta sui terreni dell’antica Hacienda Ibarra, essa rappresenta una sorta di utopia costruita, l’espressione tangibile della ricerca di un mondo ideale perseguita attraverso gli assunti elaborati dalle avanguardie della prima metà del Novecento nell’ambito della pianificazione urbana e delle teorie dell’architettura e dell’arte. Il progetto, concepito con l’obiettivo di realizzare un centro in cui potesse trovare spazio ed espressione la vita accademica, culturale e sociale di una comunità, accetta la sfida con le problematiche della città moderna proponendo un sistema che, senza rifiutare gli esiti dell’industrializzazione, si regge su di un’organizzazione funzionale rigorosa, una grande attenzione al rapporto fra architettura e natura e un’elevata permeabilità degli spazi. Nella Città Universitaria il tema dello spazio e della scala umana è costantemente presente. L’obiettivo che Villanueva cerca di raggiungere attraverso lo studio raffinato delle relazioni fra natura, spazio e forma, è legato alla possibile definizione in chiave “monumentale” di un’armonica convivenza fra l’uomo e l’architettura. Vero e proprio esempio di come le arti potessero collaborare nella costruzione di uno spazio integrato e dinamico e divenire esse stesse parte essenziale del luogo abitato dall’uomo, il progetto per la Città Universitaria è anche il frutto della collaborazione fra l’architetto e un folto gruppo di artisti. Il contributo intende mettere in luce, al di là del riconosciuto valore storico della Città Universitaria di Caracas, il complesso di dispositivi, spaziali e non, che Villanueva mette in atto e controlla magistralmente allo scopo di soddisfare gli obbiettivi progettuali. Gran parte di questi dispositivi rivelano ancora oggi la loro inesauribile forza, la capacità di definirsi come possibili ed utili strumenti per una riflessione progettuale. La Città Universitaria conserva, come ricorda Enrique Larrañaga, una “forza suggestiva attiva” che implica una capacità di offrire suggerimenti per il futuro

    Progetto grafico del volume "Edoardo Gellner. Similitudine, distinzione, identità"

    No full text
    Ideazione e progetto di impaginazione; acquisizione, elaborazione grafica di immagini e progetto grafico esecutivo

    Spazio pubblico come tema

    No full text
    Costruire relazioni all’interno dello spazio pubblico si pone come imperativo irrinunciabile per la definizione di spazi realmente vissuti, frequentati, utilizzati, e perciò anche sicuri, e questa ricerca di relazioni non può prescindere dal significato dei concetti di pubblico e privato e dalle infinite gradualità attraverso le quali questi concetti possono trovare interpretazione. Solo una sperimentazione tesa a interpretare la varietà e la ricchezza di queste possibili soluzioni è in grado da un lato di sottrarre lo spazio della città alla contrapposizione esasperata fra collettivo e individuale, dall’altro di farsi interprete delle esigenze e delle richieste espresse dalla società contemporanea e strettamente legate a un differente uso dello spazio e del tempo, sia in ambito domestico che nel contesto urbano

    Architettura 43. Abitare

    No full text
    Architettura 43• Abitare intende presenta una sintesi dei lavori maturati all’interno dei laboratori di progettazione sul tema dell’abitare evidenziando, al di là delle differenti direzioni d’indagine e scale di progetto, non solo la riconoscibilità delle scelte tematiche ma anche l’identificazione di un approccio metodologico condiviso

    ADALBERTO DIAS. Spazi costruiti

    No full text
    L’opera di Adalberto Dias, considerata nella sua estensione temporale e nella straordinaria varietà delle occasioni progettuali e dei temi che attraversa, restituisce l’idea di un percorso di grande coerenza, in cui ogni avanzamento testimonia la costruzione di un processo di interpretazione della realtà in grado di esplorare con estrema raffinatezza la pluralità di espressioni che incontra. Ogni progetto si configura, prima ancora che come proposta definita e determinata, come vera e propria esplorazione tesa a stabilire le regole a cui soggiacciono le scelte. Lungi da qualsiasi nozione di canone ed estranea all’applicazione di modelli precostituiti, la pratica del progetto si affida a un raffinato esercizio di lettura e di interpretazione del luogo che trova il suo mezzo primario nel disegno, vero e proprio strumento di appropriazione del reale. Lo schizzo si configura come elemento fondamentale nell’azione progettuale; come afferma Dias “tutto inizia con una linea”, una linea che inizialmente fluisce libera e si moltiplica unendosi ad altre linee, disegnando un arabesco di ipotesi e sensi, tratteggiando forme, inseguendo significati, interrogando e forzando il reale, modificando le intenzioni iniziali in funzione del sito, delineando idee per poi verificarle con il rigore degli strumenti tecnici di rappresentazione. Vero e proprio momento di concezione del progetto, lo schizzo è in grado di suggerire un nuovo ordine della realtà esplicitando e valorizzando la complessità e i significati del luogo

    Concorso di idee per la riqualificazione urbanistica del centro di Codroipo

    No full text
    Il luogo, la città di Codroipo con la sua storia e la sua memoria, suggerisce il tema su cui si fonda il progetto: la modificazione, intesa come presa di coscienza dell'importanza del reale, come strumento in grado di stabilire un rapporto tra nuovo ed esistente. Il progetto ricerca nella storia del luogo i materiali su cui fondare le proprie regole, cercando di costruire un sistema di relazioni e connessioni che tengano insieme lo spazio costruito e lo spazio aperto, nel tentativo di conferire alla città un senso nuovo. L’attenzione si concentra su pochi ma precisi elementi: da un lato la reinterpretazione dei luoghi urbani della città intesi come spazi‐identità e dall'altro la definizione dell'isolato urbano come sintesi in cui spazio pubblico e privato, così come tipo e forma urbana, trovano un momento di sintesi e di reciproca co‐esistenza. La proposta progettuale individua, all’interno dell’ambito di intervento definito dal bando, una successione di parti caratterizzate ciascuna da una precisa identità, frutto della sedimentazione di eventi e trasformazioni. A fronte dell’individuazione dei caratteri e degli elementi che definiscono la riconoscibilità delle parti esprimendone il valore in quanto luoghi consolidati nella memoria, il progetto compie una scelta ben precisa che consiste nella riaffermazione di tali caratteri ed elementi considerandoli patrimonio comune, nella convinzione che solo a partire da una valorizzazione di queste preesistenze sia possibile prefigurare una trasformazione coerente e realmente sostenibile. Per questo l’intervento disegna una trasformazione dei luoghi evidenziandone i valori consolidati ed agendo secondo un’idea di continuità e non di rottura. La rinuncia a qualsiasi imposizione radicale risponde all’esigenza di perseguire un’attenta e delicata sintesi con l’esistente, interpretato da un lato come patrimonio della memoria collettiva, senso di appartenenza di una comunità, dall’altro come fonte di suggestioni materiali ed immateriali per il progetto. La valorizzazione delle identità delle parti corrisponde all’idea di un centro urbano inteso come sequenza di luoghi dotati di una propria autonomia formale ma in grado, al tempo stesso, di costruire un sistema spaziale caratterizzato da una forte integrazione fra le parti. Un sistema dotato di continuità, in cui ogni elemento, adeguatamente connesso all’insieme cui appartiene, stabilisca relazioni chiare ed immediate, contribuendo alla costruzione di scenari in cui possano esprimersi con pienezza le dinamiche della socializzazione e, più in generale, la dimensione collettiva di una comunità. In questo senso lo spazio aperto, il sistema dei vuoti, assume il ruolo di spina dorsale in grado di stabilire collegamenti, favorire connessioni, suggerire pause, esprimere differenti livelli di accessibilità, sia dal punto di vista fisico che percettivo, alle aree del centro storico. Il progetto rilegge lo spazio pubblico della città riconfermando per alcune parti la vocazione consolidata nel tempo e proponendo per altre l’integrazione delle attuali funzioni con nuovi usi che siano in grado di recepire e interpretare le esigenze della vita contemporanea

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

    Full text link
    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

    Full text link
    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
    corecore