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Il negativo urbano come progetto dei luoghi comuni : sperimentazione progettuale sull'area Gran Sur di Madrid = Lo negativo urbano como proyecto de los lugares comunes : experimento en la área Gran Sur de Madrid
Centralità Acilia Madonnetta: antiche tracce per il futuro della periferia romana
Conferire un centro e un’identità alle sconfinate periferie che compongono oggi i vasti paesaggi antropogeografici di Roma è il principio più avanzato su cui si basa il disegno fortemente innovativo del nuovo Piano Regolatore della capitale. L’idea di riarmare il territorio con un sistema di polarità dotate di forti caratteri urbani, che concentrino integrandole, funzioni speciali, ordinarie e servizi a scala locale e territoriale, è la risposta che le amministrazioni Rutelli e Veltroni avevano elaborato insieme all’estensore originario del PRG, il Professor Giuseppe Campos Venuti, per riqualificare le periferie romane contrastandone la monofunzionalità residenziale. Questa strategia di ricostruzione multipolare del territorio comunale, sostenuta dall’idea di riconversione ferroviaria del sistema di trasporto pubblico, è rimasta però una sorta di nozione aperta, che chiede di essere interpretata.
La traduzione di questo principio ha infatti visto nascere una serie di progetti; alcuni non sempre caratterizzati da un disegno urbano del tutto consapevole degli usi e dei significati delle stratificazioni dei contesti; altri traditi dall’incontenibile intreccio degli interessi politico-economici; oppure, irrimediabilmente impoveriti dai ripetuti “attentati” subiti dal nuovo PRG, soprattutto sui temi degli espropri (sostanzialmente irrealizzabili) che secondo alcuni dovevano essere estesi a politica urbana, e delle revisioni al ribasso degli indici edificatori che, nel caso delle centralità da pianificare, hanno spesso determinato un ridimensionamento del ruolo stesso di centri di funzioni d’eccellenza per la periferia indistinta, facendo per altro emergere un altro tema di fondo: rispetto alla densità prevista, piuttosto bassa, le infrastrutture assumono in molti casi un peso troppo rilevante per l’effettiva realizzabilità degli interventi.
Tutto ciò ha determinato una congerie di esiti in gran parte parziali, che invece di stabilire una coerente geografia policentrica della nuova Roma, ne ha fino ad ora determinato uno scenario inaspettato e contraddittorio: una grande città interrotta.
È in questo quadro frammentato che si inserisce, con premesse del tutto diverse, il progetto per la nuova centralità urbana di Acilia Madonnetta: alla provvisorietà dello sprawl metropolitano si contrappone il tema della permanenza come strategia della stabilità
Gregotti associati : 1953-2003
In cinquant’anni di attività Gregotti Associati ha affrontato tutti gli ambiti progettuali dell’architettura: gli edifici, il disegno urbano e la pianificazione territoriale, l’architettura dell’interno oltre al design, la comunicazione visiva, la redazione di riviste e la produzione di libri. Questo “progetto integrale” ha usato come materiali di elaborazione i luoghi fisici, i contesti storici, le esigenze del design, le strategie sociali della pianificazione, secondo una “metodologia” della modificazione contestuale che fatto acquisire a Gregotti Associati un’importante risonanza internazionale.
L’itinerario proposto dal volume testimonia come la modificazione dell’ambiente fisico viene sempre chiamata a confrontarsi con le categorie critiche dell’architettura, a partire dalle sperimentazioni degli anni cinquanta e sessanta, delle università di Palermo, Firenze e della Calabria degli anni settanta, attraverso il disegno urbano della città europea e le sue applicazioni nei piani regolatori di Torino e altri comuni italiani e per Olvia, la nuova città in Ucraina tra gli anni ottanta e novanta. Le principali problematiche della città contemporanea affiorano dai grandi progetti urbani: la trasformazione delle aree ex-industriali di Milano.Bicocca, Cesena e Civitanova; i quartieri residenziali di Palermo, Venezia, Berlino; i concorsi per Strasburgo, Londra, Roma, Vienna, cui vanno aggiunte le molte opere “monumentali” quali il Centro Culturaler di Belém, gli stadi di Barcellona, Nimes, Genova, Marrakech e Agadir, i teatri degli Arcimboldi a Milano e di Aix-en-Provence, le nuove sedi della Pirelli e della banca Lombarda e il Parco Scientifico e tecnologico della Sardegna; i progetti per la nuova Cina, tra cui la città di Pujiang da 100.000 abitanti
Continente Varsavia: da metropoli a necropoli : alle origini della segregazione/periferia
The central area of today Warsaw is characterized by a sequence of peripheries. This phenomenon of inversion comes from the total destruction of the city by the Nazis, but unlike other cities devastated by the bombs, Warsaw total destruction is not a war consequence, but a total project, planned before the occupation and accomplished between 1943 and 1944. The uniqueness of this event results from the transformation of an urban center into a Jewish Ghetto, as a symbol of the link between the meaning of urban periphery and segregation as cultural and physical annihilation, what represents a topical element for the European city of today. The survival of Ghetto's Ruins in Wola district has a peculiar memorial value, archaeologically recoverable through the architectural design as a research and restituition tool
The Ghetto 'Tradition' in contemporary european cities: memory, Narrative and Reissues = Attualità della 'Tradizione' del Ghetto nella città europea: memorie, narrazioni, riedizioni
A Tale of Two Cities : designing an Extended Museum of the Present with the Former Warsaw Ghetto Fragments: the Waliców Project
Some buildings of the former Jewish Ghetto established by the Nazis during the occupation survive in the center of Warsaw, particularly in the Wola District. These last fragments of the 1943-44 insurrections are part of another city, the missing Warsaw, whose resistance to annihilation they witness. They are Voices of common Memory that risk the final removal from the city and the European collective consciousness, because of the ongoing incessant urban transformations. Those finds represent an extraordinary material for the construction of a present of dialogue and civil cohabitation, aware of its past; heritage to be protected and regenerated through a responsible architectural and urban project: an extended museum of the present, able to reconnect the two cities: nowadays Warsaw with the destroyed one.
A group of 3 ruined buildings survived in ulica Waliców eloquently polarizes the dimension of Memory, the documental thickness of History and the value of warning for a european present marked by the declination of the ghetto principle in new walls, fences and forms of apartheid. It’s on the regeneration of the Waliców archaeological find of modernity that the Politecnico of Milan has activated an architectural design workshop in collaboration with the Warsaw Polytechnic, with the patronages of various European institutions including the ICOM.
Waliców Project -embodying the idea of "extended museum" promoted by the 2017 ICOM conference- can represent the first unit of a possible system of memorialistic sites devoted to the formation of youngsters, to the debate within socio-cultural activities and arts. An archipelago of archaeological sites to be reactivated through museographic-architectural design.
In this perspective Waliców represent a case-study with an evident component of museum responsibility towards the urban landscape of the city identity of Warsaw and, more in general, of the european city
Tre torri per il terziario alla Bicocca, Milano, 1994-1998: prima torre – 2000-2002: seconda e terza torre = Three towers for the high-tech service industries at Bicocca, Milan, 1994-1998: first tower – 2000-2002: second and third tower
Originariamente parte di una quadras comprendente 8 edifici, le tre torri designano il margine settentrionale della prima quadra a sud della spina centrale dell'area Bicocca.
Realizzate con strutture in acciaio esposte, declinano il linguaggio complessivo del Progetto Bicocca, rievocando da un lato la memoria dell'industria, dall'altro stabilendo una rilettura del tema dell'edificio a torre come unità d'intervento capace di realizzare un sistema architettonico-urbano, che rappresenta un'eccezione nel tessuto complessivo della centralità urbana
Gregotti & Associati : l'architettura del disegno urbano
L'interferenza continua tra le diverse scritture dell'architettura e del disegno urbano è assunto quale fondamento dell'attività pratico-teorica di Vittorio Gregotti e dei vari raggruppamenti in cui si è sviluppato lo studio Gregotti Associati.
Testo letterario e testo architettonico sono dunque forme di scrittura reciprocamente necessarie nella vicenda culturale e professionale dello studio, come peraltro avviene nella tradizione dello sviluppo storico dell'architettura europea. E' da questo fondamento che il libro muove la propria proposta: un itinerario che attraversa la produzione dei molteplici raggruppamenti di persone in un'attività progettuale accomunante, che vede nella figura di Vittorio Gregotti il suo costante epicentro
Gregotti & Associates : the architecture of urban design
L'interferenza continua tra le diverse scritture dell'architettura e del disegno urbano è assunto quale fondamento dell'attività pratico-teorica di Vittorio Gregotti e dei vari raggruppamenti in cui si è sviluppato lo studio Gregotti Associati.
Testo letterario e testo architettonico sono dunque forme di scrittura reciprocamente necessarie nella vicenda culturale e professionale dello studio, come peraltro avviene nella tradizione dello sviluppo storico dell'architettura europea. E' da questo fondamento che il libro muove la propria proposta: un itinerario critico attraverso le varie scale del progetto -disegno urbano, architettura, architettura degli interni e allestimenti, disegno del prodotto industriale-contestualizzato nei diversi periodo temporali, che attraversa la produzione dei molteplici raggruppamenti di persone in un'attività progettuale accomunante, che vede nella figura di Vittorio Gregotti il suo costante epicentro. Il volume rilegge l'opera della studio come comunità di architetti nel contesto del dibattito internazionale sul progetto di architettura nelle sue relazioni con le caratteristiche fisiche e socio-culturali dei luoghi
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