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La libertà umana. Storia di una controversia filosofica
Saggi di M. De Caro, L. Fonnesu, G. Lettieri, M. Mori, C. Natali, P. Porro, E. Spinelli, F. Trabatton
Characterisation of Bombyx mori odorant-binding proteins reveals that a general odorant-binding protein discriminates between sex pheromone components
In many insect species, odorant-binding proteins (OBPs) are thought to be responsible for the transport of pheromones and other semiochemicals across the sensillum lymph to the olfactory receptors (ORs) within the antennal sensilla. In the silkworm Bombyx mori, the OBPs are subdivided into three main subfamilies; pheromone-binding proteins (PBPs), general odorant-binding proteins (GOBPs) and antennal-binding proteins (ABPs). We used the MotifSearch algorithm to search for genes encoding putative OBPs in B. mori and found 13, many fewer than are found in the genomes of fruit flies and mosquitoes. The 13 genes include seven new ABP-like OBPs as well as the previously identified PBPs (three), GOBPs (two) and ABPx. Quantitative examination of transcript levels showed that BmorPBP1, BmorGOBP1, BmorGOBP2 and BmorABPx are expressed at very high levels in the antennae and so could be involved in olfaction. A new two-phase binding assay, along with other established assays, showed that BmorPBP1, BmorPBP2, BmorGOBP2 and BmorABPx all bind to the B. mori sex pheromone component (10E,12Z)-hexadecadien-1-ol (bombykol). BmorPBP1, BmorPBP2 and BmorABPx also bind the pheromone component (10E,12Z)-hexadecadienal (bombykal) equally well, whereas BmorGOBP2 can discriminate between bombykol and bombykal. X-ray structures show that when bombykol is bound to BmorGOBP2 it adopts a different conformation from that found when it binds to BmorPBP1. Binding to BmorGOBP2 involves hydrogen bonding to Arg110 rather than to Ser56 as found for BmorPBP1
Improved performance of submicrometer-gate GaAs MESFET's with an Al0.3Ga0.7As buffer layer grown by metal organic vapor phase epitaxy
Redevelopment after the Abruzzo event
Natural disasters raise quite a number of interdisciplinary issues concerning regional economic growth and local development, as well as public finance and sustainability, to mention only a few of them. These issues deserve special attention in our globalized world, given the expectation of a growing impact of climate-related disasters: no surprise that disaster management stands as a new discipline aimed at bridging the gap between theory and practice, so as to prevent natural disasters in the first place; afterwards, considerable efforts are required to accelerate business recovery, quickly restore vital energies, and hopefully carry out specific improvement projects as a sort of compensation for the (both personal and economic) losses suffered. Interesting lessons can be learned from natural disasters and can be shared as a payback to those who helped upon their occurrence. Actually, cooperation calls for cross-cultural activities that are likely to benefit from direct experience made by impacted scholars and practitioners: a case in point has to do with the earthquake that devastated L’Aquila and its environs on April 6, 2009 causing more than 300 deaths, apart from extensive damage in the Abruzzo region, in Central Italy; the Abruzzo event – as this natural disaster is currently referred to – fuels the debate on redevelopment problems to be faced under similar circumstances, that may obliterate the economic environment and attractiveness of an area in a few moments. Due to the huge amount of money needed to undertake appropriate strategies, finance plays a key role and useful insights can be gained by exploring the process of financial innovation. A supporting argument deals with the recourse to micro-finance in order to make the business and economic scenario revive after a natural disaster: micro-credit might be resorted to even within the framework of new financial engineering instruments, such as Urban Development Funds, recently promoted by the European Investment Bank; they include JESSICA (Joint European Support for Sustainable Investment in City Areas) and JEREMIE (Joint European Resources for Micro to Medium Enterprises), to be properly considered as strategic tools in sight of redeveloping L’Aquila and its surrounding boroughs.
Esperimenti mentali e creatività
Il contributo passa in rassegna e confronta criticamente alcuni modelli particolarmente diffusi di utilizzo del termine "creatività", dando particolare risalto al rapporto tra "creatività", "fantasia", "immaginazione" ed "esercizio della mente simulativa" (in filosofia e in scienza, ad esempio con gli esperimenti mentali)
Wittgenstein, Frazer e l'osservatore “selvaggio”
La critica di Wittgenstein a Frazer diventa il punto di partenza per ripercorrere alcuni momenti del dibattito sulla "natura dei selvaggi" e per riflettere sui limiti della comprensione tra persone che non condividono gli stessi giochi linguistici e le stesse forme di vita
L’istituzione del Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità e il suo impatto sulle grandezze di bilancio
é noto che una delle principali novità introdotte dal D.Lgs. 118/2011 è rappresentata dall’istituzione del Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità (d’ora in poi
FCDE), da molti (Mussari, 2012; Fanelli e Ferretti, 2015) considerata di particolare impatto, almeno a livello potenziale, sulla gestione finanziaria degli
enti locali. Già la normativa precedente prevedeva la possibilità, per le singole amministrazioni, di costituire accantonamenti per la svalutazione delle proprie posizioni creditorie, in ossequio al principio di prudenza e a imitazione della prassi consolidata nel mondo delle imprese. La recente riforma è andata ben al di là, stabilendo l’obbligo di utilizzo di meccanismi rigidi di formazione di un apposito fondo, appunto denominato FCDE, che comporta un corrispondente vincolo di destinazione del risultato di amministrazione.
La ratio ultima del legislatore è stata identificata (Anzalone et al., 2015 e 2018) con il tentativo di evitare il perseguimento di pareggi nominali di bilancio mediante l’utilizzo di entrate di competenza di dubbia esigibilità e avanzi fittizi per lo più creati attraverso residui attivi di difficile esazione.
Già l’introduzione del principio di competenza finanziaria potenziato, con una più puntuale definizione delle fasi di accertamento e impegno e l’imputazione delle partite all’esercizio in cui le stesse diventano esigibili, e la creazione del Fondo Vincolato Pluriennale vanno in tale direzione. La statuizione obbligatoria di un fondo che mantiene vincolata una quota significativa di risorse ancora da incassare non fa che enfatizzare ulteriormente tale spinta, in maniera da ricercare e preservare equilibri sostanziali di bilancio. Gli effetti della riforma possono dunque essere particolarmente rilevanti.
Gli enti, infatti, dovrebbero essere stimolati a evitare coperture fittizie delle proprie spese e a migliorare la loro capacità di trasformare le entrate potenziali in riscossioni effettive. Nel contempo il quadro, spesso drammatico, di finanza pubblica in cui operano non poche amministrazioni può ulteriormente aggravarsi, almeno nel breve periodo, per le conseguenze che simili novità possono produrre in termini di irrigidimento della gestione finanziaria. Ciò può provocare spinte verso l’attuazione di politiche di bilancio che possono interessare sia il lato dell’entrata che quello della spesa e anche influenzare i comportamenti organizzativi sottostanti la formazione delle grandezze contabili.
Il presente studio intende offrire elementi per valutare un primo impatto dell’applicazione delle novità normative riguardanti il FCDE. Più precisamente
lo scritto vuole, da un lato, investigare le scelte effettuate dagli operatori, sia a preventivo che durante la gestione, con riferimento all’accantonamento
al fondo in questione, sulla base di evidenze tratte dall’analisi dei documenti contabili riguardanti un campione significativo di Comuni; dall’altro, lo
studio propone possibili interpretazioni di tali comportamenti, anche grazie alle indicazioni offerte dai responsabili finanziari che hanno risposto a un questionario loro sottoposto allo scopo di esplorare l’impatto della nuova normativa sulle logiche di gestione finanziaria degli enti interessati e sulle relazioni tra i soggetti, politici e tecnici, coinvolti nella redazione e gestione del bilancio.
Alla luce di tali scopi conoscitivi, il capitolo è strutturato come segue: il prossimo paragrafo è dedicato alla ricostruzione di un background concettuale
utile a comprendere e posizionare lo studio nella letteratura esistente; nel terzo paragrafo si richiamano in maniera sintetica le disposizioni normative
relative al funzionamento del FCDE; il quarto paragrafo riporta le scelte metodologiche e il disegno della ricerca, definiti in congruità con gli obiettivi
della stessa; il paragrafo seguente espone i risultati dell’indagine empirica, articolata in tutti i suoi profili di analisi; l’ultimo paragrafo conclude con una
sintesi interpretativa di tali risultati
Memoria collettiva, politica del rimorso e differenziazione sociale
L'artico affronta la questione della cosiddetta politica del rimorso da una prospettiva prettamente sociologica. Attraverso una dettagliata analisi del pensiero di Durkheim e di Mauss si avanza la tesi che intende i processi di individualizzazione del sociale come una delle principali ragioni che hanno recentemente condotto la maggioranza degli Stati occidentali (e non solo) a fare i conti con il proprio passato, chiedendo scusa per le violenze e i torti inflitti alle popolazioni di altri stati o a gruppi sociali specifici della loro stessa popolazione
La complessità della mente del bambino e la sua irrealtà
Il contributo propone alcune considerazioni sulla "stranezza" del bambino agli occhi degli adulti e sui tanti modi che gli adulti possono utilizzare per "condizionare" e "definire" il bambino, attraverso la costruzione di sue immagini "ir-reali" (come il bambino delle pubblicità o il "bambino modello" dell'educatore)
L’immaginario e il legame sociale. La vita inconscia delle rappresentazioni: Durkheim, Bourdieu, Alexander
Attraverso un'analisi del pensiero di Durkheim, Bourdieu e Alexander, l'articolo cerca a ricostruire una linea di riflessione sociologica in cui centrale appare la realtà dell'immaginario nell'assicurare l'efficacia dei processi di integrazione sociale. L'ipotesi guida dello studio mira ad individuare all'interno di questa tradizione teorica una relazione tra l’efficacia integrativa dell'immaginario e le possibilità che ad esso sono date di occultare la propria natura socialmente costruita. L’idea, cioè, è che più l’origine arbitraria e artificiale del simbolico è rimossa dalla coscienza degli attori e più esso riesce a realizzare il proprio potenziale d’integrazione sociale
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