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    Abitare la condivisione. Un confronto divulgativo sul tema dell'abitare e della condivisione

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    Il volume è l’ultimo risultato della ricerca “Cohousing. Programmi e progetti per la riqualificazione del patrimonio esistente” svoltasi nel Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi Roma Tre e delle riflessioni scaturite nel Laboratorio di Laurea “Spazi dell’abitare” svoltosi nello stesso Dipartimento negli anni accademici 2015-16 e 2016-17. “Abitare la condivisione” è quindi il risultato di un confronto divulgativo tenuto da studiosi e professionisti sul tema dell’abitare e della condivisione

    C'è sempre una luce accesa nella campagna di Roma: lo spazio pubblico nella condizione urbana

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    Questo lavoro è parte di una ricerca dal titolo "La Scala Intermedia nel Progetto di Paesaggio Italiano", portata avanti da una equipe della Università Roma Tre, Dipartimento di Progettazione e Studio dell’Architettura (DIPSA), coordinata da Francesco Riccardo Ghio.Il tema di questo specifico intervento riguarda la necessità della rivisitazione del concetto di spazio pubblico a partire dallo sviluppo di nuove forme di urbanità non riconducibili a configurazioni classiche della città e si definisce intorno all’osservazione di alcuni casi di studio romani. Il tema dello spazio pubblico è uno dei nodi fondamentali per guardare ai fenomeni di trasformazione che stanno interessando le città. Molti neologismi, nuovi concetti o visioni cercano di catturare fenomeni non più riconducibili a uno sguardo consolidato. Esistono molti spazi pubblici diversi e non è utilizzando immagini e parole ormai appartenenti a una condizione storicizzata che possiamo osservare quanto succede oggi. Un dato iniziale riguarda l’impossibilità di una definizione di “spazio pubblico” applicabile in maniera indistinta a diverse realtà geografiche, sociali e politiche. Esistono piuttosto esperienze trasversali e condivise in realtà diverse e in contesti, a volte solo apparentemente, lontani.This work is part of a research program, titled The Intermediate Scale in the Design of the Italian Landscape, being carried out by a team at the Roma Tre University, Dipartimento di Progettazione e Studio dell’Architettura (DIPSA). The theme of this specific intervention is related to the necessity of re-examining the concept of public space, beginning with the development of new forms of urbanism that cannot be linked to classical configurations of the city. The study investigates new disciplinary interactions between architecture, city, territory and landscape

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Modelling Landscape

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    Sebbene possa apparire paradossale, accade che la domanda essenziale alla base di un progetto non sia posta se non di rado: solo con un’indagine investigativa molto accurata si comprende quanto sia difficile individuare la domanda giusta. Un modo per arrivare con successo al cuore delle questioni è, ad esempio, costruire delle rappresentazioni tridimensionali con cui interrogare il luogo e se stessi. Costruire modelli è infatti un modo per porsi delle buone domande e, spesso, per trovare risposte che riguardano gli aspetti fondativi del progetto. Il modello può essere lo strumento per affinare, virtuosamente, il potere ingenuo del paesaggista, giacché si colloca nel mezzo, tra l’idea nella mente del progettista e l’esperienza del mondo reale. Esso conduce il progettista dall'astrazione immateriale del disegno bidimensionale alla percezione tridimensionale e dal mondo grafico al mondo delle configurazioni spaziali. La qualità del modello risiede non solo nella sua capacità di tradurre l’elaborazione celebrale in gesto costruttivo, ma anche nell'avvicinare a una lettura dello spazio più intuitiva e immediata

    Crossings. Traversées.

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    Attraversare un luogo per trasformarlo in paesaggio significa coglierne valori e potenzialità che non riguardano solo il suo aspetto ma ciò che vi avviene e che cambia a seconda della posizione da cui consideriamo la relazione che provvisoriamente ci lega ad esso e a seconda degli strumenti che adoperiamo per indagare questo legame. Attraversare un luogo per trasformarlo in paesaggio implica uno spostamento dell’attenzione dal valore iconico al valore delle consuetudini, degli usi, dei comportamenti che è possibile intuire e percepire

    Della sostenibile bellezza del paesaggio

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    “Sostenibilità” è l’etichetta applicata dalla civiltà globale del XXI secolo a tutti i campi della produzione culturale e materiale per dire salubrità dell’ambiente, giustizia sociale, prosperità economica. Sono questioni centrali per il progetto del paesaggio, la cui esplosione mediatica degli ultimi anni è derivata anche dalla crescente attenzione del pubblico per la cultura ambientalista. La riflessione sul rapporto tra progetto di paesaggio e sostenibilità nei decenni recenti si è svolta con particolare vivacità negli Stati Uniti, sulla scorta di una tradizione ormai di mezzo secolo, giacché la cultura ambientalista vi è nata negli anni Sessanta, in crescendo sino all’attualità. Il saggio intende attestare la vitalità in ambito americano di temi altrove spesso interdetti: bellezza, forma, linguaggio, rilevando che sostenibilità non è sinonimo di ecologia, poiché coinvolge le componenti sociali e culturali del progetto: se gli aspetti ecologici dello spazio aperto sono governabili attraverso un ormai solido armamentario di tecniche, i paesaggisti sono chiamati a lavorare soprattutto sui temi espressivi, aggiornando il proprio vocabolario rispetto alle coppie cultura-natura, formale-informale, artificiale-naturale recepite dalla tradizione. L’estetica elaborata dal progetto di paesaggio contemporaneonon dovrebbe più ispirarsi al concetto di armonia ma a quello di resilienza, cioè di resistenza elastica, di adattabilità rispetto ai disturbi, di dinamicità e processualità

    Ripartirei dal ”paesaggio” e dalla sua “conoscenza”

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    Leggere un territorio, “vedere” un paesaggio comporta un allenamento non solo visivo ma soprattutto mentale; guardando con gli occhi e con la mente si oltrepassa quella soglia impercettibile che esiste tra l’apparenza e l’essere delle cose. Questa soglia sottile, invisibile genera una separazione netta, concreta, quasi materica non facilmente superabile. Solo uno sguardo allenato e attento è capace di “vedere” le sfumature e i particolari degli elementi naturali che compongono il paesaggio, riuscendo a oltrepassare la soglia dell’invisibilità percettiva. Proprio questa capacità di lettura e di analisi ci permette di entrare all’interno del paesaggio cogliendone così tutti quelli aspetti, concreti e non, che lo caratterizzano. Come osserva Gerhard Ebeling, teologo allievo di Bultmann e importante esponente dell’ermeneutica teologica contemporanea, tutte queste definizioni ruotano attorno ad un problema unico, quello della comprensione di un messaggio. Nel nostro caso la comprensione del “messaggio” che la natura stessa ci invia ogni qual volta ci soffermiamo a .........interpretarla

    Nature and city: which images?

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    La ricerca di un rapporto “autentico“ con la natura informa in modo decisivo il progetto contemporaneo dell’ambiente costruito, in particolare dell’ambiente urbano. La cosiddetta “city of green design” è considerata la principale sfida per l’architettura del paesaggio contemporanea. La storia delle relazioni tra uomo, natura e cultura coincide da sempre con la storia stessa dell’umanità. Di fatto il rapporto tra l’uomo e la natura non è molto cambiato negli ultimi duecento anni: persiste un fondamentale dualismo – spesso conflittuale – tra un approccio scientifico-razionale e uno romantico-sentimentale, difficili da scardinare anche perché rispecchiano due componenti essenziali della coscienza umana e due modi diversi di stare al mondo. Rincorrere immagini ideali di Natura ci impedisce di riconoscere la ricchezza delle sue multiformi e sorprendenti manifestazioni nei paesaggi ordinari della vita urbana. Ci ostacola nel verificare che la Natura non è evidentemente solo verde, così come non è solo vivente; non è solo crescita ma anche deperimento; non è solo armonia ma anche conflitto
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