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    The history of the Romano famili and "Angelo, tyran de Padoue" by Victor Hugo.

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    reservedVictor Hugo, nel dramma Angelo, tyran de Padue, ricama tre diverse epoche storiche: i primi decenni dell’Ottocento, a lui contemporanei; la metà del Cinquecento, prescelta per lo svolgimento dell’azione drammatica; il tardo Medioevo evinto dai personaggi principali che compongono il racconto. Tuttavia, l’interesse storico e prettamente romantico verso il periodo medievale assume in quest’opera una rilevanza primaria. Tra le tante casate del nord Italia nominate dall’autore nell’opera, una su tutte sembra essere davvero simbolica. Particolarmente interessante è stato comprendere come la storia della famiglia da Romano costituisca il fulcro della costruzione drammaturgica. Ezzelino III e Cunizza da Romano sono elevati a emblema della poetica romantica e divengono funzionali al messaggio politico e sociale dell’autore.Victor Hugo, in his play Angelo, tyran de Padue, embroiders three different historical epochs: the first decades of the 19th century, contemporary with him; the middle of the 16th century, chosen for the unfolding of the dramatic action; and the late Middle Ages evoked by the main characters in the story. However, the historical and purely romantic interest in the medieval period takes on primary importance in this work. Of the many northern Italian lineages named by the author in the work, one in particular seems to be truly symbolic. It was particularly interesting to understand how the history of the da Romano family forms the core of the dramaturgical construction. Ezzelino III and Cunizza da Romano are elevated to emblems of romantic poetics and become functional to the author's political and social message

    Angelo Maria Bandini (1726-1803) e gli avori di ‘Grado’ e ‘Salerno’

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    Gli studi di erudizione e antiquaria del XVIII secolo in Italia aprono una nuova pagina della fortuna dei primitivi: la scoperta degli avori medievali. Il fine del presente contributo è ampliare il quadro di conoscenze sulle vicende di conservazione e esposizione di questi manufatti in età moderna, al fine di aggiungere nuovi tasselli sull’origine e sull’assetto di significativi complessi di questa produzione medievale, come gli avori di Grado e di Salerno. Queste opere sono prese in considerazione per il tramite dell’antiquario fiorentino Angelo Maria Bandini, che ebbe ad occuparsi di entrambi i complessi con contributi rilevanti, finora inediti o trascurati dalla letteratura che si è occupata dell’argomento. Si presenta un opuscolo su uno degli avori di Grado, che permette di conoscere l’ubicazione dell’opera nella prima metà del Settecento, aprendo uno squarcio nel tema complesso della omogeneità dell’intero gruppo di opere in relazione anche alle opere presenti nella cattedrale di Grado. Nella parte finale del testo si analizza la testimonianza inedita di Bandini, che costituisce la più antica descrizione degli avori di Salerno, realizzata in occasione del suo viaggio a Roma e a Napoli (1780-1781), ponendola a confronto con le prime testimonianze sulla scoperta degli avori campani, in merito, in particolare, alle notizie inviate da Galiani a Gori (1751). La ricostituzione di tale quadro nel riflesso del doppio contributo di Bandini permette di apportare inediti contributi alla conoscenza di due dei maggiori complessi eburnei che sono giunti fino a noi dall’età medievale e di porre le basi per nuovi sviluppi nella comprensione dell’origine, della destinazione degli avori e del loro riuso e conseguente dispersione in età moderna

    A Simulation of daylight levels for the determination of visual comfort in large spaces

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    In sizable environments, such as the collective areas of a big university building, characterised by very long corridors, large hallways and broad glazed surfaces, the daytime illumination factor is often only excellent near to the latter, due to their predominantly horizontal, rather than vertical, nature. His study, which has been carried out thanks to a simulation software, shows the results of a correlation between light contributions, come out from the wide glass surface and those of a big skylight which cross lenghtways the main part of the building. Such results have been compared with some instrumental measurements considering the shifting and getting from them important informations on simulations reliability

    The energy certification of buidings through the dynamic simulation of variable consumption

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    The problem of energy quality control in buildings was officially recognised for the first time at a European level in the EEC directive no. 93/76 of 1993. This directive represented the formal act of an undertaking to promote actions that would lead to a reduction in global carbon dioxide (CO2)emissions. Article 2 of this directive established that states should carry out programmes concerning the energy certification of buildings, which were consistent in the description of their energy parameters, so as to allow future users of a building to know and understand its energy efficiency. Italy acknowledged this directive, along with the subsequent European directive 2002/91/CE on energy efficiency in the building industry, with the Legislative Decree 192 of 2005
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