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Milani P., 2022, Il Programma e le teorie: le idee di P.I.P.P.I., Sezione 01
Presentiamo ai decisori politici e ai professionisti dei servizi chiamati a partecipare, alla nuova fase iniziata nel 2022, del percorso di implementazione.P.I.P.P.I., Programma di Intervento Per la Prevenzione dell'Istituzionalizzazione. Nuova perché dal 2022 P.I.P.P.I. è divenuto un LEPS e questo Quaderno è orientato a sostenere il lavoro per rendere effettivamente esigibile il diritto di ogni famiglia ad essere accompagnata ad affrontare la situazione di vulnerabilità che sta attraversando, a prescindere dal territorio in cui abita, tramite un progetto unitario e personalizzato.
Infatti, dal 2022, oltre alla quota del Fondo nazionale Politiche sociali (FNPS) che prevede già dal 2018 un finanziamento stabile per 65 ATS all’anno, l’individuazione del LEPS sulla prevenzione dell’allontanamento prevede una quota del PNRR atta a finanziare l’inserimento in P.I.P.P.I. di 400 ATS su tutto il territorio nazionale.
Questa nuova edizione del Quaderno costituisce dunque la base formativa ad uso di tutti i diversi attori che partecipano all’implementazione del Programma nei contesti locali: operatori delle équipe, coach, formatori, referenti territoriali e regionali, insegnanti, speriamo anche famiglie, ed è complementare ad altri strumenti didattici, disponibili nel sito, nel corso di formazione online (il cosiddetto MOOC) e al recente volume La compagnia del pane, in cui P.I.P.P.I. è raccontata con un linguaggio narrativo piuttosto che tecnico.
Questo Quaderno è costituito da 5 Sezioni, che intendono porsi fra loro in una logica circolare piuttosto che sequenziale, ognuna organizzata in un fascicolo singolo (disponibile sia in formato digitale che cartaceo), in modo che una stessa copia del Quaderno, a disposizione di un ATS, possa essere fruita da più persone o équipe anche negli stessi momenti, anche per poter attingere alle singole informazioni senza dover cercare fra il tutto: la Sezione 1 risponde alla domanda Cosa è P.I.P.P.I.? mettendone in luce le ragioni e il contesto normativo; obiettivi e finalità, i soggetti, la governance e il target, la storia e le teorie di riferimento
Vulnerabilità familiare e pratiche educative domiciliari: le radici e le ragioni di un metodo
Il volume è composto da due parti. La prima offre un esteso sguardo ai contesti e alle idee che fondano e caratterizzano l’educativa domiciliare. Nel primo capitolo di suddetta parte, Paola Milani delinea la cornice normativa e pedagogica entro la quale l’intervento è evoluto negli ultimi anni e attualmente si colloca. Dopo un excursus storico, l’autrice ne ripercorre i principali riferimenti legislativi e alcune esperienze internazionali che hanno alimentato anche le pratiche all’interno del nostro Paese. Viene poi esplicitata la proposta teorica e metodologica che caratterizza l'educativa domiciliare nelle Linee di indirizzo nazionali L’intervento con bambini e famiglie in situazione di vulnerabilità. Promozione della genitorialità positiva e nel Programma nazionale P.I.P.P.I.. Vengono dunque concettualizzate le nozioni di genitorialità positiva, parenting support e bisogni di sviluppo dei bambini come elementi attorno ai quali co-costruire percorsi integrati di supporto alla genitorialità nei contesti domiciliari
Il framework concettuale dei Patti di inclusione sociale nel Reddito di Cittadinanza
Il primo capitolo del Quaderno, scritto da Paola Milani con la collaborazione di Anna Zenarolla, propone una nuova e articolata cornice teorico-pratica entro la quale porre in essere azioni di sistema e pratiche operative per implementare la policy del RdC nella quotidianità dei servizi. A partire dalla considerazione della distanza che sempre separa la norma dalla sua applicazione concreta e dalla consapevolezza della sfida epocale che il nuovo scenario socioeconomico met- te davanti ad una policy di importanza cruciale per il Paese, quale è il RdC, questa cornice in- tende gettare le basi per un approccio pragmatico, e allo stesso tempo teoricamente solido, alla lotta alla povertà nel Paese. Essa mette in relazione quattro aree di lavoro necessarie a favorire la concreta implementazione della policy negli AT: l’area culturale (finalizzata a comprendere e analizzare il fenomeno della povertà), l’area di ricerca (finalizzata a costruire una conoscenza analitica del fenomeno della povertà e delle strategie per contrastarla), l’area metodologica (finalizzata a individuare gli strumenti per innovare le pratiche e gli interventi rendendoli efficaci ed efficienti) e l’area formativa (trasversale alle prime tre e finalizzata a tradurne gli esiti nell’a- zione dei servizi attraverso il processo, appunto, di formazione)
I sostegni alle famiglie
Il sesto capitolo, di Andrea Petrella e Paola Milani, è relativo ai sostegni alle famiglie, elemento centrale dei PaIS per rendere realizzabili e sostenibili gli impegni assunti. I sostegni, forniti tanto dal servizio pubblico quanto dal privato sociale, rappresentano la parte più operativa di tutto il percorso, offrendo concretamente ai beneficiari la possibilità di agire sulle proprie vite attraverso l’attivazione di supporti. L’argomento è occasione per approfondire il tema della cittadinanza attiva e delle sue potenzialità in termini di innovazione sociale e di co-progettazio- ne con l’ente pubblico, per introdurre i Progetti utili alla collettività (PUC) e per condividere le esperienze di alcuni Ambiti territoriali riguardanti strategie e azioni di sistema approntate per implementare i percorsi di inclusione sociale del RdC
Rapporto di monitoraggio del IV piano nazionale di azioni e di interventi per la tutela dei diritti e lo sviluppo dei soggetti in età evolutiva
Rapporto realizzato dall'Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenzanell’ambito delle attività previste dall’accordo di collaborazione tra l’Istituto degli Innocenti di Firenze, la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento politiche per la famiglia, e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ai sensi dell’articolo 15, comma 1, della legge 241/90, per lo svolgimento delle funzioni del Centro nazionale di documentazione e analisi per l’infanzia e l’adolescenza ex lege 451/97, anno 2017-2018
Il Programma e le teorie: le idee di P.I.P.P.I. Sezione 1
Questa nuova edizione del Quaderno di P.I.P.P.I. costituisce la base formativa ad uso di tutti i diversi attori che partecipano all’implementazione del Programma nei contesti locali: operatori delle équipe, coach, formatori, referenti territoriali e regionali, in- segnanti, speriamo anche famiglie, ed è complementare ad altri strumenti didattici, disponibili nel sito•, nel corso di formazione online (il cosiddetto MOOC) e al recente volume La compagnia del pane, in cui P.I.P.P.I. è raccontata con un linguaggio narrativo piuttosto che tecnico.
Questo Quaderno è costituito da 5 Sezioni, che intendono porsi fra loro in una logica circolare piuttosto che sequenziale, ognuna organizzata in un fascicolo singolo (disponibile sia in formato digitale che cartaceo), in modo che una stessa copia del Quaderno, a disposizione di un ATS, possa essere fruita da più persone o équipe anche negli stessi momenti, anche per poter attingere alle singole informazioni senza dover cercare fra il tutto:
La Sezione 1 risponde alla domanda Cosa è P.I.P.P.I.? mettendone in luce le ragioni e il contesto normativo; obiettivi e finalità, i soggetti, la governance e il target, la storia e le teorie di riferimento
Il modello logico e il sistema di supporto di P.I.P.P.I., Sezione 02
La nuova edizione del Quaderno di P.I.P.P.I. costituisce la base formativa ad uso di tutti i diversi attori che partecipano all’implementazione del Programma nei contesti locali: operatori delle équipe, coach, formatori, referenti territoriali e regionali, insegnanti, speriamo anche famiglie, ed è complementare ad altri strumenti didattici, disponibili nel sito, nel corso di formazione online (il cosiddetto MOOC) e al recente volume La compagnia del pane, in cui P.I.P.P.I. è raccontata con un linguaggio narrativo piuttosto che tecnico.
Questo Quaderno è costituito da 5 Sezioni, che intendono porsi fra loro in una logica circolare piuttosto che sequenziale, ognuna organizzata in un fascicolo singolo (disponibile sia in formato digitale che cartaceo), in modo che una stessa copia del Quaderno, a disposizione di un ATS, possa essere fruita da più persone o équipe anche negli stessi momenti, anche per poter attingere alle singole informa- zioni senza dover cercare fra il tutto:
La Sezione 2 risponde alla domanda Come implementare P.I.P.P.I. nelle organizzazioni? presentando il Modello logico, il metodo, le strategie di implementazione e il sistema di supporto nei contesti organizzativi
Rapporto di valutazione del Programma P.I.P.P.I. Sintesi 2014-2015,
Il Programma P.I.P.P.I. riconosce la negligenza parentale
come uno spazio di speciale opportunità per mettere in campo interventi orientati alla prevenzione, in particolare ottemperanza alle Leggi 285/1997, 328/2000 e 149/2001
e si inscrive all’interno delle linee sviluppate dalla Strategia Europa 2020 per quanto riguarda l’innovazione e la sperimentazione sociale come mezzi per rispondere ai bisogni della cittadinanza, sperimentando azioni in grado
di sviluppare una genitorialità positiva (REC 2006/19/
UE), diffusa nell’ambiente di vita dei bambini che vivono in condizioni di vulnerabilità, così da “rompere il ciclo dello svantaggio sociale” (REC 2013/112/UE).
Al fine di liberare il potenziale dei bambini che vivono nelle condizioni di negligenza che, a livello individuale, ne segnano negativamente la traiettoria scolastica e minano globalmente il loro sviluppo e, a livello sociale, sono fra i fattori che più incidono sulla situazione complessiva di disordine, conflitto, violenza e diseguaglianza che segna drammaticamente i nostri giorni, il Ministero ha inteso promuovere un’ampia innovazione sociale, con l’obiettivo di armonizzare pratiche
e modelli di intervento rivolti a famiglie negligenti, tramite
azioni di formazione, documentazione e valutazione sistematiche e condivise in tutto il territorio nazionale, favorendo anche così l’attuazione concreta dell’articolo 3 della Costituzione: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso politiche, di condizioni personali e sociali. E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”
P.I.P.P.I. un programma che promuove l’innovazione sociale
This article intends to propose a theoretical framework for the whole of this monograph on family vulnerability. After having generally presented the structure and functioning of the nationalprogram P.I.P.P.I. and the definition of “social innovation” of the European Commission, the paper focuses on the description of three distinctive elements that make it possible to consider P.I.P.P.I. as a program of social innovation in Italy today: the promotion of evaluation paths, the promotion of participatory relationships, the promotion of circularity between action, training, research and politics.Questo articolo intende proporre una cornice teorica all’insieme della presente monografia sulla vulnerabilità familiare. Dopo aver presentato in generale la struttura e il funzionamento del programma nazionale P.I.P.P.I. e la definizione di “innovazione sociale” della Commissione Europea, si concentra sulla descrizione di tre elementi distintivi che consentono di considerare P.I.P.P.I. come programma generatore di innovazione sociale oggi in Italia: la promozione di percorsi valutativi, la promozione di relazioni partecipative, la promozione di circolarità fra azione, formazione, ricerca e politica
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