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    Un lavoro da non sfruttare nessuno. Storie di vita dalla periferia di Bologna

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    Raccontarsi è un’operazione intima, spesso difficile, perennemente in tensione fra il narcisismo nostalgico e la svalutazione della propria biografia, considerata ininfluente per la storia degna di essere scritta. Così, nelle testimonianze orali attorno a cui è costruito questo libro, le memorie personali risultano talvolta appiattite dal ricordo dei grandi avvenimenti d’interesse pubblico. Nel ripercorrere la vita di dieci persone, tutte a diverso titolo coinvolte nella vicenda dei centri anziani di Bologna, queste pagine tentano di far emergere quei passaggi in cui memorie private e grandi avvenimenti si intersecano e si danno significato a vicenda. Al centro c’è il lavoro, in particolare quello autonomo, come prisma per incrociare sfera privata e pubblica, territorio e senso di comunità, culture politiche e identità, il tutto attraverso il filtro soggettivo dell’autore e alla luce delle rotture e dei cambiamenti propri di ogni storia di vita

    Carlo Cafiero, Errico Malatesta, Pietro Gori, Luigi Fabbri, W L’anarchia!, a cura di Antonio Senta, Ancona, Gwynplaine, 2013

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    Recensione alla ripubblicazione di alcuni dei più importanti autori dell'anarchismo italiano (Carlo Cafiero, Errico Malatesta, Pietro Gori, Luigi Fabbri) a cura di Antonio Senta (Ancona: Gwynplaine, 2013)

    Dalla Moneda a Modena. Per una storia orale dell’esilio cileno e dell’accoglienza in Emilia Romagna

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    L’articolo analizza il progetto Rifugiati cileni in Emilia-Romagna 1973-1988 sviluppato da alcune istituzioni culturali bolognesi. Lo scopo è far conoscere un fondo di videointerviste con al centro il ruolo delle amministrazioni locali nella governance dell’accoglienza. Dopo aver offerto una panoramica della più recente letteratura sul tema e aver descritto il progetto e il fondo, l’articolo chiude puntando l’attenzione su alcuni aspetti delle interviste, mettendone in luce le potenzialità.This paper analyses the project Rifugiati cileni in Emilia-Romagna 1973-1988, which was developed by different Bologna’s cultural institutes. Its aim is to highlight one by-product, namely a fund of videointerviews which deal with the role of local authorities in the governance of refugees reception. In doing so, I will first provide a bird-eye view to most recent studies on the subject; then I will describe the project and the fund; lastly I will draw the attention to some interviews’ outputs

    Forme di conflittualità contadina nel secondo dopoguerra

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    L'intervento presenta una riflessione sulla vischiosità dei rapporti sociali nel mondo rurale emiliano-romagnolo a partire da uno studio sulla conflittualità sociale che quel mondo ha espresso dopo la Seconda guerra mondiale. Attraverso l'analisi di fonti giudiziarie si presentano due esempi che mettono al centro il carico di sfumature delle identità sociali all'interno di un mondo che sta per trasformare in un'area a industrializzazione diffusa

    Fausto e Iaio: un dialogo con l'autore e il regista di "Viva l'Italia"

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    Il modo in cui Roberto Scarpetti ha raccontato l'uccisione di Fausto e Iaio, studenti milanesi assassinati nel 1978 da un gruppo neofascista, è il presupposto per indagare alcune scelte narrative e rappresentative dello spettacolo teatrale. Attraverso un dialogo incrociato fra l'autore (Scarpetti) e il regista (César Brie), l'intervista mira a mettere in luce le motivazioni politico-culturali da cui scaturisce, pur in maniera indiretta e mediata, un coraggioso e ben riuscito prodotto di “storia pubblica”

    Qualcosa di meglio. Biografia partigiana di Otello Palmieri

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    Quella di Otello Palmieri è una vita fuori dal comune. Nell'estate del '44, da un piccolo borgo fuori Bologna, Otello «mette il suo in campo per tutti» e imbraccia il fucile dopo un rastrellamento. Nel '48 s'imbatte in una rivoluzione fallita e inciampa nelle persecuzioni giudiziarie del "triangolo della morte" che lo costringono a quattro anni d'esilio in Ceco­slovacchia. Quando finalmente può tornare a casa, decide però di ripartire alla ricerca di qualcosa. E così va in Svizzera, che per lui sarà il «paese più socialista d'Europa». Alfredo Mignini ed Enrico Pontieri, storici di formazione, raccontano questa complessa vicenda biografica partendo da una lunga intervista con Otello, mescolando liberamente le forme del romanzo e del saggio storico. Ne emerge una narrazione polifonica, dove la voce del protagonista s'intreccia con quella dei due autori, in un continuo dialogo fra passato e presente, oralità e documenti ritrovati

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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