305,726 research outputs found

    Tecniche e procedure innovative per il controllo di qualità di aggregati riciclati da scarti da demolizione e costruzione

    No full text
    Sviluppare e approfondire la strada del riciclo dei rifiuti provenienti da attività di costruzione e demolizione è un importante obiettivo da perseguire sia per la salvaguardia ambientale che per il recupero di materie prime. Infatti, tali scarti, un tempo considerati solo come un costo da mantenere per il loro smaltimento nelle discariche autorizzate, possono trasformarsi in una risorsa dalla quale attingere per ottenere aggregati riciclati da reimmettere nel ciclo di produzione del calcestruzzo. Affinché gli aggregati riciclati siano di buona qualità e possano competere con quelli naturali, è buona norma adottare dei sistemi di controllo capaci di monitorare il processo di riciclo. Per raggiungere tale scopo, è stato condotto il presente studio il cui obiettivo principale è stato lo sviluppo di una procedura basata sull'utilizzo di sensori per il controllo di qualità degli aggregati riciclati in termini di riconoscimento di materiali inquinanti (i.e. plastica, legno, gesso, mattone, ecc.), identificazione del grado di liberazione delle particelle di aggregato dalla malta cementizia, valutazione dei parametri morfologici e morfometrici delle particelle riciclate. Inoltre, sono stati adottati tali metodi di controllo anche per analizzare e caratterizzare il calcestruzzo prima dello smantellamento, in modo tale da poter ottimizzare le successive azioni di demolizione per il recupero di materiali (i.e. aggregati) da riciclare. Sono stati analizzati diversi materiali campione, adottando differenti metodiche d’indagine come la micro-fluorescenza a raggi X, l’analisi d’immagine digitale e l’analisi d’immagine iperspettrale in diversi range spettrali. Dalla combinazione delle diverse tecniche è stato possibile realizzare una strategia d’indagine applicabile anche all'interno di un impianto di riciclo di rifiuti da attività di costruzione e demolizione, per il monitoraggio dei flussi il trattamento. La ricerca effettuata è parte del progetto europeo Concrete to Cement Aggregates (C2CA): “Advanced Technologies for the Production of Cement and Clean Aggregates from Construction and Demolition Waste”, Grant Agreement No. 265189

    A “IN-DEEP” BEHAVIORAL MODEL FOR E-LEARNING ASSESSMENT.

    No full text
    Paper abstract: E-learning platforms often include assessment tools to measure the outcomes of the learning process. Such tools can be used both for self-evaluation, while the learning activity is in progress, and for external final evaluation, e.g. to automatically measure the learning outcomes, ensuring standard evaluation criteria. Assessment is also available during the learning process, for self-evaluation purpose: in this case the student gets some kind of measurement about his knowledge/skills, based on the answers, and hints on the effectiveness of the learning process. Our claim is that computer-based assessment systems can provide a large amount of information, beyond the simple answers, e.g. the time spent on each question and the changes of mind, that hide a deeper insight on students. This preliminary paper introduces a new behavioral student model, based on this concept, discusses some of the techniques useful to analyse these kinds of data and sketches an architecture able to support this analysis

    The reaction e(+)e(-) gamma pi(0) gamma nu(nu)over-bar as a probe of neutrino mass

    No full text
    The reaction e(+)e(-) --> gamma pi(0) --> gamma nu is considered. It is shown that this The reaction ef reaction possesses a clear signature, producing in the resonance region practically monochromatic photons, which can easily be distinguished from background bremsstrahlung photons. Since the cross section of the reaction is proportional to the square of the neutrino mass, such a reaction can be used as a probe for neutrino mass. (C) 1997 American Institute of Physics

    Portrait of Mignani Rigo of the College of Education, University of Washington, March 22, 1955

    No full text
    Written on negative sleeve: Adult Educ. Vivian Hendrick, Mignani Rigo, Job #4794, March 22, 1955 PH Coll 1104.NIS(I)2995

    LA CONSERVAZIONE DELL’ACTINIDIA : FATTORI E TECNICHE PER LA QUALITÀ OTTIMALE

    No full text
    Kiwifruit storage: factors and technologies to achieve the best quality Abstract In Italy kiwifruit production was approximately of 4,400.000 tons in 2006. Most production is located in Central and Northern Italy. The great interest towards kiwifruit is because its sensorial aspects and nutraceutical content of vit.C, other than its long term storage capability, that makes this valuable kind of fruits available and exportable during the winter months. The storage period greatly influences fruit ripening physiology, therefore its correct management has great incidence on the final quality of the product to offer to the consumer. Kiwifruit have a high starch content in the flesh before ripening, which is converted into sugars during the storage period. Consequently soluble solids content (SSC) increases after harvest and may reach more than double values during the first 1 to 2 months of storage. Meanwhile, titratable acidity decreases by as much as 50% of the preharvest content. Most dramatic change during storage is the reduction in flesh firmness, that declines by 30 to 50% each month of air storage at 0°C and 10 to 20% in Controlled Atmosphere (5% CO2 e 2%O2). Kiwifruit are prone to mechanical and vibration injuries, showing in firm fruit (>60N) light whitish bruises. The white colour results from failure to convert starch to sugar in the injured cells. In softer fruit (< 30N), where flesh no longer contains starch, a translucent bruise results. This facts provide a compelling reason to harvest and market kiwifruit at the right firmness level to control damages. Exposure to ethylene, even at very low levels (5 to 10 ppb) induces fruit softening and accelerates ripening. So far it is good practice to avoid ethylene exposure during harvest, transport and storage. Kiwifruit take advantages of Controlled Atmosphere storage and the major benefits is a delay in flesh softening. Upon removal from CA conditions the fruit are firmer and retain a greater market life. The present paper considers the pre and postharvest factors and the advanced and innovative storage techniques to achieve the best kiwifruit, in term of quality and nutraceutical content, to present to the consumer. L’actinidia, con la produzione di 4.400.000 ql nel 2006, è una specie di grande importanza per il comparto ortofrutticolo nazionale e l’Italia ne è stato il primo produttore mondiale fino al sorpasso cinese del 2002. Il suo successo è sicuramente in gran parte attribuibile, oltre che alle sue qualità sensoriali e nutrizionali per l’elevato contenuto di vitamina C, al suo potenziale di conservazione di parecchi mesi che la rende uno dei più pregiati prodotti disponibili ed esportabili durante tutto l’inverno. Il periodo di conservazione è una fase molto importante per la fisiologia di questo frutto e il suo corretto andamento ha riflessi fondamentali sulla qualità finale del prodotto. Il frutto dell’actinidia, infatti, converte la maggior parte dell’amido accumulato in pianta nel periodo di conservazione al freddo, raddoppiando o triplicando il suo grado zuccherino nei primo o secondo mese dopo la raccolta, quando contemporaneamente anche l’acidità titolabile diminuisce più del 50% dei valori preraccolta. Tuttavia il cambiamento più forte in questa fase è l’intenerimento, che aumenta del 30-50% per ogni mese di conservazione in atmosfera normale (aria) a 0°C, e del 10-20% in atmosfera controllata (5% CO2 e 2%O2). Il frutto dell’actinidia è molto suscettibile ai danni meccanici e da vibrazioni, che si manifestano con aree discolorate o traslucide, la cui severità dipende molto dal livello di durezza del frutto al momento dell’impatto; quindi il valore ottimale di compattezza della polpa del frutto al momento della raccolta va oculatamente valutato per minimizzare i danni della raccolta. L’actinidia inoltre è molto sensibile alla presenza di etilene, anche a livelli minimi (2-5 ppb), che ne provoca un veloce intenerimento e ne accelera la maturazione, per cui vanno evitate tutte le esposizioni a questo gas, ponendo cura anche alle contaminazioni accidentali degli ambienti di raccolta, lavorazione e conservazione. Poiché l’actinidia è una delle specie che maggiormente si avvantaggia della conservazione a lungo termine in atmosfera controllata, il presente lavoro considera le tecnologie, anche innovative, e i fattori pre e postraccolta più adatti a esitare al consumatore un prodotto di ottima qualità sensoriale e nutrizionale

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

    No full text
    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    L’apprendimento della Statistica nella scuola: alcune considerazioni sui risultati dei test Invalsi

    No full text
    La diffusione del ragionamento statistico per motivare i giovani ad approfondire le conoscenze, e sviluppare le capacità fondamentali per prepararsi in modo adeguato alle sfide professionali e culturali, passa necessariamente attraverso la scuola. L’insegnamento della Statistica fin dai primi livelli di istruzione rappresenta un momento basilare per garantire lo sviluppo e il sostegno della cultura “quantitativa”, diventata ormai parte imprescindibile della conoscenza contemporanea

    THINK GLOBAL, ACT LOCAL: RETHINKING MARKETING STRATEGIES TO ENHANCE ITALIAN AND MARCHES REGION WINE SECTOR. SOME EVIDENCES FROM A CONSUMER SCIENCE APPROACH

    No full text
    Il contesto vitivinicolo globale sta subendo già da qualche anno dei cambiamenti di carattere strutturale. I paesi europei che tradizionalmente hanno sempre avuto un forte orientamento alla produzione e al consumo di vino come ad esempio l’Italia, la Francia e la Spagna, sono ormai obbligati a confrontarsi con i mercati del Nuovo Mondo. Se da una parte questo scenario implica una mutazione del contesto competitivo, dall’altra offre delle opportunità per intercettare nuovi potenziali consumatori. L’inversione di tendenza coinvolge anche le abitudini di consumo: gli Stati Uniti per esempio sono diventati il principale paese consumatore di vino con un trend in crescita, al contrario della Francia e dell’Italia che vedono un decremento del consumo di vino nel mercato interno. A livello regionale, in particolare nelle Marche, si fa ancora più forte l’esigenza di progettare strategie a medio-lungo termine capaci di avvicinare le piccole aziende ai consumatori internazionali senza stravolgere la loro natura locale. Questa tesi, composta da tre casi studio, offre nuovi punti di vista per ripensare il ruolo dei consumatori nelle strategie di marketing del vino a livello italiano e marchigiano rispondendo a delle domande di ricerca dettate dal contesto economico e sociale che influisce in maniera decisiva sul mondo del vino. La prima domanda di ricerca a cui questo lavoro cerca di rispondere riguarda gli strumenti più adeguati per comunicare qualità e identità del vino nel mondo globalizzato. L’analisi sensoriale offre una base scientifica che può far crescere l’efficacia di strategie consortili. Infatti, il primo caso studio, mostra come l’Istituto Marchigiano di Tutela Vini (IMT) per primo, e il Consorzio dei Vini Piceni in seguito, attraverso uno studio scientifico sulle caratteristiche sensoriali dei vini a denominazione d’origine, hanno orientato la propria strategia di comunicazione nell’ottica della trasparenza, grazie all’oggettività dell’analisi sensoriale, e della condivisione, attraverso il vocabolario dettato dal protocollo scientifico internazionale successivamente trascritto in una chiave più semplice e comprensibile dai consumatori meno esperti. La seconda domanda di ricerca, riguarda il gap informativo tra produttori e consumatori. È possibile ridurlo attraverso ricerche mirate per comprendere il significato che viene attribuito a concetti e parole diverse? Spesso chi produce e quindi comunica il vino è troppo distante da chi lo consuma. Nel secondo caso di studio, è presentato un metodo di ricerca molto utilizzato nella psicologia sociale ma poco applicato nella strategia di posizionamento del vino, per individuare l’asimmetria informativa nella filiera vitivinicola. Attraverso la teoria delle Rappresentazioni Sociali, sono state individuate delle differenze nelle costruzioni mentali legate al vino sostenibile. Questa teoria spiega come le nostre azioni e quindi anche il modo di pensare sono influenzati dal contesto culturale, sociale ed economico nel quale viviamo. Nel caso del vino sostenibile se i produttori non si avvicinano al mondo dei loro consumatori, rischiano di costruire una strategia di marketing inefficace o addirittura fuorviante. I risultati della ricerca hanno evidenziato dei punti in comune tra produttori e consumatori nelle tematiche riguardanti l’ambiente ma allo stesso tempo hanno rilevato la poca attitudine alla sensibilità sociale, al rispetto dei lavoratori e alla preoccupazione per il prezzo da parte dei produttori intervistati, su tematiche che invece coinvolgevano i consumatori intervistati. L’ultimo caso di studio invece, risponde alla domanda di ricerca legata al ruolo delle emozioni e della loro influenza nelle decisioni d’acquisto. Per determinare le risposte emotive con maggior precisione, minimizzando l’influenza delle componenti irrazionali, sono state utilizzate le nuove tecniche di neuroscienza. In particolare, sono stati sottoposti all’esame di un gruppo ristretto di consumatori, quattro vini bianchi a denominazione d’origine di omologa annata e fascia di prezzo, tre dei quali erano prodotti nelle Marche e uno in Veneto. Il protocollo di ricerca è stato strutturato sulla base della tecnica dell’expectation test, che prevede tre fasi (blind, expected and labelled), dove nella prima fase i consumatori assaggiavano alla cieca uno alla volta i 4 vini, nella seconda prendevano visione delle etichette e nella terza riassaggiavano il vino avendo a fianco la bottiglia con l’etichetta. La rilevazione dei dati, che in questo caso corrispondevano agli stimoli emotivi, è avvenuta per ogni vino in ogni fase attraverso l’elettroencefalogramma. L’analisi delle risposte emotive ha mostrato le reazioni inconsce associate ai diversi vini a livello sensoriale e di pack. I risultati hanno fornito indicazioni utili a comprendere con più precisione quali sono i drivers che influenzano il processo di scelta, quindi di acquisto dei consumatori, al fine di identificare strategie di posizionamento e d’identificabilità del brand più efficaci. Concludendo, i risultati delle ricerche offrono delle implicazioni utili per il mondo imprenditoriale e allo stesso modo, attraverso l’approccio multidisciplinare, forniscono un contributo di carattere originale alla ricerca applicata nel campo del marketing del vino.In recent years, profound structural changes are underway in the global wine context. Traditional producer and consumer countries in Europe such as Italy, France and Spain, have to inevitably compete with the markets of the New World. If on one side, this scenario implies a change in the competitive regime, on the other it provides the opportunity to intercept potential new consumers. This turnaround also involves consumers' habits: United States, for example, has become the main country in wine consumption with a positive growing trend, unlike France and Italy that are suffering a decrease in the domestic consumption. At regional level and in the Marches Region in particular, there is, therefore, an emerging need for fixing mid-long-term strategies able to approach the small companies to international consumers, without substantially changing their local nature. The three case studies included in this thesis, provide new points of view to rethink the role of consumers in the Italian and Marches Region wine marketing strategies, answering the research questions dictated by the current international economic and social context that decisively affect the wine world. The first research question, that this work tries to answer, concerns the most appropriate tools to communicate quality and identity of the wine in the globalized world. Sensory analysis provides a scientific base that can raise the effectiveness of consortium strategies. In fact, the first case study, shows how the Istituto Marchigiano di Tutela Vini (IMT) and Vini Piceni consortium, use a scientific study in sensory analysis in order to be able to communicate clearly the distinctive characteristics of the designations of origin of wine. In addition, the shared sensory vocabulary rewritten in a more simple way, reduces problems connected to cultural and social misunderstanding. The second research question concerns the information gap between producers and consumers. Can it be reduced through targeted research to understand the meaning attributed to different concepts and words? It often happens that, who produces and then communicates the wine is too distant from those who consume it. In the second case study, to identify the information asymmetry in the wine industry it was used the Social Representation Theory, a research method widely used in social psychology but little applied in the wine positioning strategy. This theory explains how cultural, social and economic context in which we live, can influence the actions and the way of thinking. In the case of sustainable wine, if the producers do not approach to their consumers, they risk to develop an ineffective marketing strategy or even misleading. The results of the research highlighted the similarities between producers and consumers on issues concerning the environment but at the same time showed a limited attitude of interviewed producers towards social sensitivity, respect for workers and the lack of concern for the price; issues that instead pertains to consumers who took part in the research. Finally, the last case study answers the question of research related to the role of emotions and their influence in buying decisions. Neuroscience techniques were used to determine the emotional responses with greater precision and without influence of unconscious components. In particular, a small group of consumers evaluated four white wines homologous in price and vintage. The first three are designation of origin wines produced in the Marches Region, while the fourth is produced in the Veneto Region. The research protocol was structured on the basis of the expectation test technique, that involves three phases (“blind”, in which participants taste wine but do not know the provenance, “expected,” in which they express their expectations based only on reading the bottle label, and “labelled,” in which they taste the wine and can read the bottle label). In traditional expectation testing, data is gathered through questionnaires compiled by the consumers. Instead, our study took electroencephalogram measurements in order to identify and analyse their emotional responses. The results highlighted the variance of emotions during the three phases of the expectation test, and identified the strength and weakness of emotions evoked by the different wines. The case study provided useful information about decision-making process, and thus also the purchasing process, to define with greater precision the strategies of marketing positioning and brand awareness. In conclusion, the results of this research offer new interesting implications for the entrepreneurial context, and in the same way, the multidisciplinary approach of this thesis, provides an original character contribution to applied research in the field of wine marketing
    corecore