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    La media education nella prima infanzia (0-6). Percorsi, pratiche e prospettive

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    Ibambini del terzo millennio sono esposti sempre più precocemente ad un processo di socializzazione ai media digitali, favorito anche dal progressivo affermarsi della tecnologia touch, e, recentemente, dalla forte accelerazione innescata dalla fase pandemica, che ha posto tutti – adulti e bambini – nella necessità di affrontare nuove sfide nella modalità d’uso dei dispositivi digitali. In questo scenario complesso, famiglia e scuola costituiscono il luogo primario di scoperta, esperienza, apprendimento e, anche, di costruzione di modelli di consumo mediale. Il volume si rivolge a educatori e genitori, con l’obiettivo di accompagnarli in un percorso di acquisizione di “buone pratiche”, fornendo un quadro d’insieme dei diversi approcci teorico-metodologici al tema e strumenti operativi utili a favorire nel bambino, fin da piccolo, un processo di progressiva autonomia, consapevolezza e auto-regolamentazione. Superando la storica contrapposizione tra apocalittici e integrati rispetto all’uso della tecnologia da parte dei bambini in ambito didattico e famigliare, il testo propone una visione integrata di un fenomeno complesso, al quale troppo spesso ci si è avvicinati con atteggiamento pregiudizialmente negativo o, di contro, semplicisticamente ottimistico, sulla base di contributi provenienti da differenti ambiti disciplinari (sociologico, pedagogico e psicologico). Attraverso un percorso di analisi dell’evoluzione e delle prospettive della media education, il lettore è accompagnato nei diversi contesti – società, famiglia e scuola – approdando al racconto delle buone pratiche in uso nei contesti educativi prescolari e dei possibili sviluppi. Tutto questo senza perdere di vista la centralità del bambino nel processo, oramai irrinunciabile, di relazione con i media, tradizionali e digitali, nel quale gli adulti devono essere in primis agenti attivi e consapevoli di educazione ai media oltre che con i media

    Il consumo mediale tra vecchi scenari e nuovi contesti

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    L’evoluzione delle tecnologie nel corso degli anni ha fatto sì che anche il pano- rama dei media cambiasse radicalmente nel corso del tempo. Si è perciò passati da quelli che vengono definiti “vecchi media” (o media tradizionali, come radio, tele- visione o carta stampata) ai “nuovi media” (o media digitali, come internet e i social network). Dall’avvento dei media digitali si è assistito ad una progressiva e rapida diffusione di molteplici piattaforme destinate a diversi tipi di pubblico in base a fat- tori quali le loro esigenze o a target sociodemografici. L’avvento dei nuovi media ha anche cambiato le modalità e la frequenza della fruizione mediale, con sempre più persone costantemente connesse alla rete e im- pegnate nell’uso dei nuovi media. L’accesso e l’uso alle diverse tipologie di media sembra dipendere da vari fattori, quali, ad esempio, l’area geografica del mondo e fattori sociodemografici come il reddito o il livello di istruzione. In particolare, un uso progressivo soprattutto dei nuovi media avviene sin dalla prima infanzia, come documentato da diverse rilevazioni statistiche e ricerche in ambito accademico. Queste ultime si sono focalizzate non solo sui fattori che spingono i bambini all’uso delle tecnologie, ma anche sulle potenziali conseguenze di tale uso. Il dibattito sull’uso e sull’educazione ai nuovi media coinvolge anche aspetti del contesto ma- crosociale. In particolare, l’esigenza di preparare le nuove generazioni all’uso delle nuove tecnologie si pone al centro dei programmi d’investimento dei governi e delle grandi aziende, con l’obiettivo di fornire lungo l’intero arco del ciclo di vita le competenze necessarie per utilizzare al meglio le nuove tecnologie e fruire dei me- dia digitali in maniera critica

    Il Brand. Fisionomia, posizionamento e strategie di marketing

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    Le marche – o brand – sono state da sempre utilizzate per differenziare e valorizzare i prodotti, offrendo al pubblico un mondo di segni e significati atti ad orientare le scelte e a creare universi valoriali nei contesti di consumo e, anche, cercando di aumentare la propria pervasività sul mercato e di costruirsi una forte reputazione. Il volume, rivolto a studiosi e professionisti del settore della comunicazione e del marketing, si pone il duplice obiettivo di fornire una rassegna dei fondamenti teorici che contraddistinguono lo sviluppo e l’evoluzione del brand, e, anche, di presentare aspetti pratici relativi alla sua gestione. Il brand viene analizzato a partire dalla sua fisionomia, guardando alle diverse componenti e a come esse si interfacciano con i consumatori per soddisfarne i diversi bisogni e le numerose richieste. Vengono poi analizzati i modelli teorici di branding presenti in letteratura rispetto alle possibili ricadute sul piano applicativo. Ampio spazio viene dato ai processi strategici di segmentazione del target e di posizionamento, con uno sguardo anche ai casi di riposizionamento avvenuti nel corso degli anni. Infine, si illustrano le strategie attraverso le quali i brand possono evolvere e collaborare con altre marche, con un'attenzione particolare alla possibilità di estendere il proprio mercato ad altre categorie di prodotti, evidenziando i punti di forza e i possibili rischi di tali operazioni

    La comunicazione sulla mobilità sostenibile: un’indagine esplorativa sui social network

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    L’obiettivo del volume è di raccogliere riflessioni sul tema della mobilità sostenibile, e riassumere in uno stesso contesto la grande mole di materiale di ricerca (sitografica, bibliografica ed empirica), raccolta nel corso degli anni, affinché questa possa costituire, a sua volta, il punto di partenza dei nostri lavori futuri. Il gruppo di ricerca, composto da psicologici e sociologi, ha mirato ad analizzare il tema delle scelte sostenibili delle persone attraverso una prospettiva multi-teorica e multi-metodo, nella convinzione che la comprensione del fenomeno nella sua complessità richieda approcci non solo multidisciplinari, ma anche multi-settoriali. La peculiarità di queste ricerche è stata, quindi, quella di aver sperimentato diversi modelli teorici psicologici e sociologici (dalla teoria degli atteggiamenti, alla teoria delle Rappresentazioni Sociali, alla communication research) e approcci metodologici (quantitativi e qualitativi) per indagare gli orientamenti dei cittadini (in termini di valori, atteggiamenti, credenze, rappresentazioni) verso l’adozione di stili più sostenibili di spostamento. Particolare attenzione è stata anche dedicata ad approfondire i fattori psicologici e sociali che influenzano l’adozione della mobilità ciclistica nei contesti urbani, e alla ricostruzione del quadro di contesto a livello macro-sociale (normative di riferimento e strategie politiche). L’obiettivo di questi lavori è stato da un lato quello di accrescere le conoscenze scientifiche sull’argomento, costruendo strumenti di indagine teorico-metodologici adeguati, e, dall’altro, identificare questioni e temi chiave che potessero informare gli urbanisti impegnati nella progettazione di politiche e infrastrutture più sostenibili nei contesti urbani

    La mobilità sostenibile nei vari Paesi Europei: normative e iniziative promozionali

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    L’obiettivo del volume è di raccogliere riflessioni sul tema della mobilità sostenibile, e riassumere in uno stesso contesto la grande mole di materiale di ricerca (sitografica, bibliografica ed empirica), raccolta nel corso degli anni, affinché questa possa costituire, a sua volta, il punto di partenza dei nostri lavori futuri. Il gruppo di ricerca, composto da psicologici e sociologi, ha mirato ad analizzare il tema delle scelte sostenibili delle persone attraverso una prospettiva multi-teorica e multi-metodo, nella convinzione che la comprensione del fenomeno nella sua complessità richieda approcci non solo multidisciplinari, ma anche multi-settoriali. La peculiarità di queste ricerche è stata, quindi, quella di aver sperimentato diversi modelli teorici psicologici e sociologici (dalla teoria degli atteggiamenti, alla teoria delle Rappresentazioni Sociali, alla communication research) e approcci metodologici (quantitativi e qualitativi) per indagare gli orientamenti dei cittadini (in termini di valori, atteggiamenti, credenze, rappresentazioni) verso l’adozione di stili più sostenibili di spostamento. Particolare attenzione è stata anche dedicata ad approfondire i fattori psicologici e sociali che influenzano l’adozione della mobilità ciclistica nei contesti urbani, e alla ricostruzione del quadro di contesto a livello macro-sociale (normative di riferimento e strategie politiche). L’obiettivo di questi lavori è stato da un lato quello di accrescere le conoscenze scientifiche sull’argomento, costruendo strumenti di indagine teorico-metodologici adeguati, e, dall’altro, identificare questioni e temi chiave che potessero informare gli urbanisti impegnati nella progettazione di politiche e infrastrutture più sostenibili nei contesti urbani

    The relation between locomotion and assessment regulatory orientations and the problematic Internet use

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    The present study examines the relationships between problematic Internet use (GPIU) and two regulatory modes (RMs) namely Locomotion and Assessment. Through an online survey conducted on two hundred and forty six participants we found that Locomotion and Assessment regulatory orientations have opposite effects on the likelihood of developing GPIU, with the former reducing and the latter increasing it. Specifically, while Assessment orientation positively correlates with each GPIU dimension, Locomotion orientation negatively correlates with POSI, compulsive Internet use and negative outcome. Results also show how deficient self-regulation mediates the effect Assessment has on Negative outcome. Conversely, the effect of Locomotion remained significant. This study introduces RMs orientations as new theoretical antecedents of GPIU discussing potential practical implication

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
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