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La Binazionalità in Italia: Inquadramento Teorico e Prospettive per la Ricerca Futura a partire dal Caso di Studio dei Cittadini Italo-Tunisini
Questo contributo presenta alcune considerazioni preliminari sulla binazionalità, un fenomeno di grande interesse sociologico che risulta però ancora poco esplorato nella ricerca empirica italiana .
La prima parte della presentazione sarà dedicata all’inquadramento teorico del fenomeno, nella seconda parte verrà presentato il caso dei cittadini italo-tunisini e verranno tratte alcune conclusioni provvisorie, da avvalorare in ulteriori approfondimenti di ricerca.
Le considerazioni che seguono vengono avanzate a partire dal lavoro svolto per la tesi di dottorato dell’autrice, per la quale sono state realizzate interviste e osservazioni qualitative che hanno avuto come oggetto privilegiato la partecipazione civico-politica transnazionale di alcune popolazioni di origine migranti residenti in Italia, tra cui quella tunisina.
I cittadini binazionali sono in forte aumento dal punto di vista statistico, a causa dell’intensificarsi dei flussi migratori transnazionali, della tendenza internazionale di relativa liberalizzazione delle politiche di naturalizzazione, dell’accresciuto numero di figli di coppie miste, e della sempre maggiore accettazione delle cittadinanze multiple da parte dei singoli stati (Brøndsted Sejersen, 2008; Spiro, 2010).
Essere formalmente parte di più società nazionali (Kivisto e Faist, 2007; Bauböck, 2010) ha importanti ricadute sulle rappresentazioni identitarie individuali, familiari e collettive (Odasso, 2019; de Hart, 2021), sulle scelte e sulle opportunità dei singoli (Harpaz, 2019; Harpaz e Mateos, 2019), ma anche sulle forme di attivazione nella sfera pubblica (Geisser, 2016).
Wihtol de Wenden (2016) descrive il passaggio da una ‘doppia assenza’ (Sayed, 1999), per cui il cittadino binazionale non era pienamente integrato in nessun luogo, a una ‘doppia presenza’. Seguendo questa interpretazione, la binazionalità rappresenta uno strumento di duplice affermazione identitaria e politica, attraverso cui accrescere le proprie opportunità in termini di mobilità, stabilità, legittimazione e influenza politica nel paese di residenza e origine.
L’esistenza di individui binazionali contribuisce indubbiamente alla de-etnicizzazione della cittadinanza (Joppke, 2003; Ambrosini, 2020), ovvero all’inquadramento della stessa come un insieme di diritti e doveri politici, civici e sociali, piuttosto che come una caratteristica ascritta, derivante dal sangue e dall’origine. Ma questo processo rischia di subire una battuta d’arresto a causa della sempre maggiore diffusione di forme di nativismo e razzismo culturale (Aime, 2020), le quali tornano a promuovere una concezione della cittadinanza e dell’appartenenza basate sull’adesione a specifiche norme culturali (Bertossi, 2016).
Dal punto di vista socio-antropologico, la cittadinanza non è solo uno status formale (Isin e Turner 2002), ma ha anche un’importante dimensione relazionale (Bloemraad e Sheares, 2017). Allo stesso modo, l’appartenenza non è determinata solo dalle rappresentazioni identitarie individuali, ma anche dalle modalità di riconoscimento e classificazione messe in atto dalla società nel suo complesso (Yuval-Davis, 2006; Jenkins, 2008; Farruggia e Galantino, 2020). Per questa ragione, i cittadini italiani di origine straniera, seppur in possesso dello status, rischiano di essere considerati come outsider a causa della loro supposta diversità, del persistere di forme di ineguaglianza economica e di pratiche di discriminazione quotidiana (Wihtol de Wenden, 2015).
La rilevanza del caso di studio dei cittadini italo-tunisini non risiede solamente nella stabilità e nella dimensione numerica dell’immigrazione tunisina in Italia. Essa è determinata anche dalle rappresentazioni discorsive ambivalenti prodotte in Italia sul vicino nordafricano – sempre più spesso incentrate sui pericoli derivanti dall’immigrazione irregolare e dal terrorismo islamico (Galantino, 2022) – e dall’evoluzione del framework normativo del paese di origine.
La Tunisia è stata pioniere nel riconoscimento della doppia cittadinanza (1975) e del diritto al voto extra-territoriale (1988). In seguito alla Rivoluzione del 2011, i cittadini all’estero sono stati largamente rappresentati nelle istituzioni democratiche (Jaulin, 2016; Pouessel, 2017), senza restrizioni significative per i binazionali, anche se la loro integrazione politica è stata messa alla prova dalle recenti azioni legislative del Presidente Kais Saied.
In primo luogo, l’analisi empirica ha permesso di mettere a fuoco la pluralità delle esperienze individuali dei soggetti che rientrano nella categoria di ‘italo-tunisini’. Al suo interno sono presenti figli di tunisini che hanno ottenuto la cittadinanza in seguito al compimento del 18° anno di età o per trasmissione da genitore naturalizzato, ma anche figli di coppie miste e coloro che hanno acquisito la cittadinanza italiana per matrimonio o residenza. Ciò ci porta ad ipotizzare che escludere i cittadini binazionali dalle analisi statistiche significa fornire una stima al ribasso dell’integrazione socioeconomica delle diverse collettività di origine migrante in Italia.
In secondo luogo, è stata condotta un’analisi esplorativa delle diverse rappresentazioni del sé dei cittadini binazionali in relazione ai due contesti di appartenenza e di come queste rappresentazioni influiscano sulle forme di partecipazione civico-politica in Italia e in Tunisia.
La Tunisia ha sempre messo al centro delle sue strategie di sviluppo socioeconomico l’emigrazione e ciò ha determinato un importante riconoscimento dell’agency politico-istituzionale dei cittadini binazionali. In una prospettiva bottom-up, gli eventi legati alla rivoluzione e alla transizione democratica (2011-2014) hanno determinato per alcuni soggetti una riscoperta delle origini e per altri una sempre maggiore sovrapposizione dell’engagement politico, in cui entrambi i referenti nazionali (Geisser, 2016) venivano utilizzati simultaneamente per rivendicare diritti in Tunisia e in Italia (Hagi, 2015; Demesmay et al., 2017). Le recenti restrizioni alla partecipazione attiva dei cittadini binazionali messe in atto dal Presidente della Repubblica Kais Saiad sono però indicative del persistere di una conflittualità attorno a questi temi, che rimangono oggetto di una continua negoziazione.
In Italia il potenziale trasformativo dato dall’acquisizione della cittadinanza – per l’individuo e per il nucleo familiare di cui fa parte (Ortensi e Riniolo, 2020) – è inibito da requisiti particolarmente restrittivi. I cittadini binazionali svolgono un importante ruolo di mediazione tra la collettività tunisina e le istituzioni locali, tuttavia la loro partecipazione attiva si esprime soprattutto nella politica locale e rimane centrale la dimensione civica, legata all’associazionismo etnico e all’attivismo culturale. In sostanza, i principali problemi per la piena integrazione politica di questo gruppo sono stati individuati nella scarsa visibilità di cui godono nella sfera pubblica e nel persistere di rappresentazioni negative legate al loro background migratorio.
La binazionalità è un fenomeno recente, che tende a sfuggire alle definizioni statistiche e semantiche di cui ci siamo dotati per lo studio dei fenomeni migratori. Ma è fondamentale studiarla perché la presenza e l’agency di un numero sempre maggiore di cittadini binazionali – che possono legittimamente intervenire nella sfera pubblica di più di uno stato nazionale – assumerà grande rilevanza negli anni a venire e contribuirà in modo significativo alla trasformazione delle nostre società
author-bios-SRD-19-0063.R1 – Supplemental material for The Network Structure of Police Misconduct
Supplemental material, author-bios-SRD-19-0063.R1 for The Network Structure of Police Misconduct by George Wood, Daria Roithmayr and Andrew V. Papachristos in Socius</p
Interpretare le politiche italiane in materia di asilo attraverso i concetti di securizzazione, politicizzazione e depoliticizzazione.
Il contributo osserva le recenti forme di governo delle migrazioni
forzate in Italia (2018-2019), interpretandole attraverso l’analisi
congiunta delle teorie sulla securizzazione, depoliticizzazione e
politicizzazione. In termini generali, l’implementazione di politiche
emergenziali sembra favorire la coesistenza di queste tendenze negli
attuali processi di policymaking. Questo framework teorico trova poi
una sua prima applicazione empirica nell’analisi dei cosiddetti
Decreti Sicurezza. L’intreccio tra securizzazione, politicizzazione e
depoliticizzazione è significativamente attestato nel contesto di
analisi; tuttavia la natura esplorativa del lavoro non permette di
offrire un’interpretazione analitica ed esaustiva dei processi osservati.
Nelle conclusioni vengono quindi presentate indicazioni per ulteriori
ricerche
The Art of Rhinoplasty: Researching Technical and Cultural Foundations of Western World Rhinosurgery, from the Middle Ages to the Renaissance
The analysis of the written sources allowed to follow the gradual development of every new technique in the field of rhinoplasty but also to understand the value of this surgery in those ancient times, highlighting a deep connection between traumatologic surgery of the nose and the development of modern "aesthetic and reconstructive" Rhinosurgery. Specifically, we analyzed the techniques described by less known surgeons to emphasize their cultural and surgical value. As a matter of fact, the descriptions offered by these authors clearly show the importance of rhinoplasty as a cardinal and autonomous practice since Antiquity, also clarifying the persistence and development of specific techniques for this surgical practice in the History of medicine. In the manuscript, the contributions of the Italian surgeons, such as Brancas and Vianeos families, are highlighted, demonstrating their influence on the progress of this surgical specialty in the Early Modern Age. Finally, we deepen the description of Gaspare Tagliacozzi's work, pointing out the topics and controversial debates arising from his techniques and innovations in "rhinosurgery" and also in the field of tissue transplantation, laying the foundations of modern Plastic Surgery. Level of Evidence V This journal requires that authors assign a level of evidence to each article. For a full description of these Evidence-Based Medicine Ratings, please refer to Table of Contents or online Instructions to Authors
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
An Approach to the conversion of the power generated by an offshore wind power farm connected into seawave power generator
An experimental study of a refrigerating plant when replacing R22 with HFCs refrigerants
This paper presents the results of an experimental analysis comparing the performance of a
vapour compression refrigerating unit operating with R22, and its performance in comparison to
some HFCs fluids, substituting the former according to reg. n. 2037/2000. In particular, the plant
working efficiency was first tested with R22 and then with three HFC fluids: R417A, R407C and
R404A. The investigation verified that the performance with HFCs refrigerants did not result as
efficient as when using R22. An environmental analysis also was performed
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