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Modelli Organizzativi dei Terminali di Trasporto e dei luoghi di transito - Il caso Grandi Stazioni, la stazione centrale e il nodo di piazza Garibaldi
Nei prossimi quindici anni, il lungo processo di urbanizzazione della popolazione, avvenuto negli ultimi due secoli, in gran parte delle Nazioni industrializzate, porterà più del 60% degli abitanti a risiedere in aree metropolitane (UN Population Division, aprile 2012). In particolare, in Europa alcuni Paesi superano, e altri lo faranno presto, l’80% di popolazione urbanizzata. Questa grande crescita demografica comporta un conseguente sviluppo dimensionale delle aree metropolitane. Il risultato è una sempre maggiore esigenza di servizi di trasporto sia all’interno delle aree, sia tra le stesse con una continua crescita delle infrastrutture necessarie. D’altra parte, sempre più centri decisionali ed economici sono localizzati nelle città e la domanda, espressa dalle aree metropolitane, influenza lo sviluppo dei sistemi culturali, industriali e rurali. Questo processo rende le stazioni ferroviarie ancora una volta protagoniste dei cambiamenti e delle evoluzioni del vivere dei cittadini, rappresentando il nodo più rilevante degli scambi di mobilità metropolitana
Il patrimonio culturale come leva di sviluppo di capitale sociale
Un recente articolo pubblicato su Journal of Cultural Heritage Management and Sustainable Development (Vol. 3 No. 1, 2013) dal titolo "Cultural heritage in building and enhancing social capital”, avvia una riflessione sui legami tra il patrimonio culturale e il capitale sociale. Un interessante punto di vista su le opportunità che il patrimonio culturale e naturale può fornire nella creazione e sviluppo di capitale sociale. Le evidenze principali rigaurdano e individuano il potenziale enorme in termini di creazione di nuovi spazi d’incontro e di “community hub”, di luoghi di integrazione sociale e d’inclusione che rappresentano fonte d’indentità e di orgoglio locale rappresentando anche la motivazione e la ragione d’essere delle numerose attività di volontari e associazioni impegnati nella valorizzazione e salvaguardia del patrimonio culturale
L’innovazione collaborativa e i principi per il design dell’organizzazione distribuita
I processi di innovazione sono sempre più spesso condivisi tra diversi attori ed organizzazioni. Dal punto di vista manageriale e teorico è importante identificare le nuove prospettive della progettazione organizzativa in sistemi di innovazione distribuita. In che modo la progettazione può disegnare le strutture e i meccanismi propri di sistemi collaborativi distribuiti
Knowledge management e valore aziendale
Il governo della conoscenza non è una novità degli ultimi anni, se si considera
l’ampio confronto sull’origine del sapere tra i filosofi dell’antica Grecia
(Platone 369-388 a.C.; Aristotele 335 a.C.), ma la sua affermazione come
scienza di gestione è recente e il suo sviluppo è avvenuto negli ultimi
anni, anche se in modo discontinuo e spesso poco chiaro.
Sembra quindi essenziale la costruzione di un quadro che definisca meglio il progetto di gestione della conoscenza, come primo passo per provare a integrare le diverse leve proposte nel tempo. Le principali leve, richiamate dagli studiosi di knowledge, per consentire un uso più continuo della conoscenza nella crescita dinamica dell’azienda, sono: la dimensione strategica, la dimensione culturale, la condivisione della conoscenza, lo sviluppo di progetti
per la creazione della conoscenza, la dimensione strutturale, la dimensione
tecnologica e lo sviluppo dei sistemi ICT dell’Information and Communication Technology. Rinviando alle successive analisi un commento sul rilievo dato nel tempo a queste dimensioni, vale la pena, in questa introduzione, soffermarsi sulle leve strategiche e culturali che sono alla base dell’avvio di un chiaro processo di valorizzazione della conoscenza.
Attualmente il governo della conoscenza è particolarmente incentrato sulla valutazione della dimensione degli investimenti necessari per una sua più
efficace gestione. L’uso del ritorno sugli investimenti per misurare l’effettivo vantaggio della conoscenza pone, com’è ovvio, un problema di calcolo e classificazione. Il governo della conoscenza va, infatti, considerato nel suo insieme tecnologico e strutturale, ma anche in quello strategico e culturale.
Gli aspetti dell’ICT Information and Communication Technology sono probabilmente i più costosi e visibili, ma va tenuto sempre conto che l’istallazione di strumenti e programmi tecnologici non risolve del tutto lo sviluppo di creazione e gestione della conoscenza. In realtà il nodo centrale per lo sviluppo della conoscenza è la capacità di facilitare le relazioni tra persone, tra unità organizzative e tra aziende. Si deve tener conto che lo sviluppo di dinamiche sociali non sono di facile o immediata contabilizzazione per le aziende, ma certamente sono il più significativo riferimento nella creazione di un valore che si deve necessariamente esprimere con risultati materiali e immateriali
Organizational issues for Regulation Bodies: an analysis of European Railway Regulation Authorities
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
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