1,721,035 research outputs found

    Piranesi at the Nymphaeum of Egeria. Perspective expedients

    No full text
    In the year of the birth anniversary of the important Venetian artist, the paper aims to contribute to the great amount of studies conducted on the figure and work of Giovanni Battista Piranesi. After a brief presentation of the previous researches concerning aspects of the interpretation of Piranesian spaces, the contribution proposes a geometrical analysis of the "Veduta della fonte e delle spelonche d’Egeria fuor della Porta Capena or di S.Seb.no", collected in the "Vedute di Roma" (1748–1778). The subject represented is the so-called Nymphaeum of Egeria, an archaeological structure still existing today, located in the Appia Antica Regional Park. Through the analysis, based on the principles of the perspective method and compared with the Nymphaeum survey, it was possible to identify the fundamental elements (horizon line, ground line and projection centre) of the perspective approach adopted by Piranesi. Despite the approximations due to the nature of the data used, the author’s attempt to manipulate perspective is evident. He, in fact, introduces the expedient of moving the projection center away from the picture plane, gradually considering parts of the structure closer to the observer. The conclusions outline the possibility that Piranesi has adopted these stylistic choices in order to make the overall view and details of the archaeological site more comprehensible at the same time, implementing an operation that makes the side walls less foreshortened

    Il santuario e la Casa del Pellegrino di Julio Lafuente a Todi

    No full text
    Il contributo tratta del santuario e della Casa del Pellegrino di Julio Lafuente a Todi

    Integrative IRT for documentation and interpretation of archaeological structures

    Full text link
    The documentation of built heritage involves tangible and intangible features. Several morphological and metric aspects of architectural structures are acquired throughout a massive data capture system, such as the Terrestrial Laser Scanner (TLS) and the Structure from Motion (SfM) technique. They produce models that give information about the skin of architectural organism. Infrared Thermography (IRT) is one of the techniques used to investigate what is beyond the external layer. This technology is particularly significant in the diagnostics and conservation of the built heritage. In archaeology, the integration of data acquired through different sensors improves the analysis and the interpretation of findings that are incomplete or transformed. Starting from a topographic and photogrammetric survey, the procedure here proposed aims to combine the bidimensional IRT data together with the 3D point cloud. This system helps to overcome the Field of View (FoV) of each IRT image and provides a three-dimensional reading of the thermal behaviour of the object. This approach is based on the geometric constraints of the pair of RGB-IR images coming from two different sensors mounted inside a bi-camera commercial device. Knowing the approximate distance between the two sensors, and making the necessary simplifications allowed by the low resolution of the thermal sensor, we projected the colour of the IR images to the RGB point cloud. The procedure was applied is the so-called Nymphaeum of Egeria, an archaeological structure in the Caffarella Park (Rome, Italy), which is currently part of the Appia Antica Regional Park

    La Torre costiera di San Pietro in Bevagna (TA-ITA). Genesi tra leggenda e realtà

    No full text
    Il complesso di San Pietro in Bevagna si trova nel territorio provinciale di Taranto nel tratto di costa ad est capoluogo; consta di una torre a base stellata a quattro punte le cui attuali forme sono da far risalire tra la fine del XVI secolo e gli inizi del successivo. Agli inizi del XX secolo fu addossata alla torre una chiesa, ad aula unica, in uno stile “neo-romanico”. Le prime notizie del complesso si fanno risalire alla seconda metà del XV secolo, dove sul sito è segnalato un piccolo edificio legato ad attività agricole di proprietà dei monaci del Monastero di San Lorenzo di Aversa con annessa, probabilmente, una piccola cappella. Tale ubicazione è provata dalla presenza nelle carte della prima metà del XV secolo di un sito denominato “S. Pietro”. Nel 1578 la struttura fu acquistata dalla Regia Corte di Napoli che avviò i lavori di trasformazione che furono completati, probabilmente, intorno al 1656, dando al complesso il caratteristico aspetto “a cappello di prete” con puntoni a lancia angolari, di cui troviamo numerosi esempi nelle architetture fortificate pugliesi tra XVI e XVII secolo. L’importanza della torre costiera è data, oltre che dalla sua dimensione, che la rende la più grande tra quelle presenti sul litorale ionico, dalle notizie storiche e dalla “legenda” che la vedeva sorta sul luogo dove, secondo la tradizione, sbarcò l’apostolo Pietro proveniente dalla Terra Santa. A seguito di tale notizia sul finire del XVIII secolo e inizi del successivo, venuta sostanzialmente meno la funzione cui la torre era stata concepita, la parte basamentale fu trasformata per ricavare al suo interno un’aula absidata quale luogo di culto e trasformando il vano dell’originale cisterna in uno pseudo “antico sacello paleocristiano”. Il nostro contributo è finalizzato per creare una serie di modelli 3D per meglio visualizzare e narrare le vicende costruttive della torre costiera

    Tra immagine e immaginazione: analisi e interpretazione dello spazio u-topico. La serie delle Carceri piranesiane

    No full text
    La ricerca riguarda l’analisi e l’interpretazione di spazi rappresentati in opere grafiche a tema architettonico generati senza un’applicazione rigorosa delle regole prospettiche e dei canoni architettonici. In questi casi la restituzione prospettica, da sola, non è percorribile come strumento di analisi e interpretazione tridimensionale degli spazi. Le ipotesi ricostruttive risultano complesse e vanno perseguite attraverso altre strade. Il metodo proposto ha trovato altri percorsi a disposizione, sia utilizzando gli strumenti propri della scienza della rappresentazione sia coinvolgendo altre discipline laddove questa non è riuscita a dare risposte chiare. La soluzione trovata prevede di integrare tre tipi diversi di analisi e interpretazione: architettonica, prospettica e percettiva. Nel percorrere questo studio, si è scelta l’opera emblematica di Giovanni Battista Piranesi come terreno di sperimentazione: l’affascinante serie delle Carceri, le oscure visioni che la mente nera dell’incisore veneziano ha ideato negli anni giovanili (1749-50) e rielaborato dopo una decina d’anni (1760-61). Sfruttando l’opportunità fornita dalle Carceri di avere due versioni di una stessa opera, si è, inoltre, definito un metodo per poterle confrontare graficamente al fine di metterne in evidenza le differenze e completare l’interpretazione generale dell’opera. La ricerca si struttura nelle tre parti che compongono il presente volume. Una prolusione, di carattere più teorico, introduce la figura di Piranesi e motiva la scelta del termine u-topico che è stato utilizzato nel titolo, oltre a fissare altre questioni semantiche. La seconda parte della ricerca, principalmente sperimentale, riguarda il tema dell’analisi e dell’interpretazione dello spazio immaginario. Qui vengono ripercorse tutte le fasi che hanno portato alla definizione del metodo di ricerca su questo tema. La terza parte, anch’essa sperimentale, è incentrata sul confronto tra versioni diverse di una stessa opera: dall’applicazione di tecniche di image processing e di digital imaging all’interpretazione dei risultati.The research concerns the analysis and interpretation of spaces represented in graphic works on architectural themes generated without a rigorous application of perspective rules and architectural canons. In these cases, perspective restitution alone is not viable as a tool for analysing and interpreting spaces in three dimensions. Reconstructive hypotheses are complex and must be pursued in other ways. The proposed method has found other paths available, both by using representation science tools and involving other disciplines where the latter has failed to provide clear answers. The solution involves integrating three different types of analysis and interpretation: architectural, perspective, and perceptive ones. In pursuing this study, the emblematic work of Giovanni Battista Piranesi was chosen as a ground for experimentation: the fascinating series of Carceri, the obscure visions that the black mind of the Venetian engraver conceived in his youth (1749-50) and reworked about ten years later (1760-61). The Carceri provided the opportunity to have two versions of the same work, so a method was defined to compare them graphically to highlight the differences and complete the work’s general interpretation. The research is structured in the three parts that make up this volume. A prologue of a more theoretical nature introduces the figure of Piranesi and motivates the choice of the term ‘u-topical’ that was used in the title, as well as fixing other semantic questions. The second part of the research, mainly experimental, deals with the analysis and interpretation of imaginary space. Here, all the stages that led to the definition of this theme’s research method are retraced. The third part, also experimental, focuses on comparing the different versions of the same work: from the application of image processing and digital imaging techniques to the interpretation of the results

    3x3. Progetti per Norcia

    No full text
    The earthquakes, that hit the central Apennines last August, had the intensity peak with the shock of the October 30, 2016. The epicentre of this quake was located a few kilometres from Norcia. The city, already damaged by previous shocks, suffered numerous collapses. The reconstruction of Norcia was the theme proposed for a university workshop related to the course of Architecture and Composition 3 of the Department of Civil and Environmental Engineering of Perugia. This paper intends to collect and disseminate the 9 projects by students of the degree course in Building Engineering-Architecture. The paper wants also to be an opportunity to reflect on how to deal with the reconstruction of Norcia through proposals that will maintain the identity of the places but, at the same time, bring contemporary architectural quality. Students worked on 3 different design themes: urban, structural and architectural projects. The workshop allowed the students to work on a very topical issue, that will be the challenge of the coming years in Umbria and in many other places of the national territory, if it will not be implemented a safe plan for the areas at risk. The groups of students faced the issue through different themes and different graphic scales, so they could think independently and confront each other. They imagined a city that is back a place of tourist attraction and an important business area: think of the future through technological and architectural innovation, but with great respect for the traditions of the territory

    Illuminare il segno di Piranesi. La tecnica RTI applicata alle matrici delle Carceri

    Full text link
    La raccolta di saggi dedicati alla celebrazione di Giambattista Piranesi nell’occasione del terzo centenario della nascita è stato concepito come un racconto multimediale affidato ad autori italiani e stranieri di diversa formazione disciplinare, specialisti di Piranesi e non, relatori che hanno fatto onore al volume e al suo protagonista, preparando una serie di interventi ricchi di riflessioni oltreché di suggestioni, che sono subito sembrati una importante integrazione ai volumi già pubblicati negli ultimi anni nell'ambito del Progetto Piranesi. Una narrazione complessa che si snoda attraverso "link" richiami e varie “chiavi” che saranno offerte al lettore durante il percorso dei vari capitoli, le immagini, i luoghi, il sonoro. Piranesi multimediale più che un libro è una biblioteca virtuale che concentra più forme comunicative e che consentirà al lettore non solo di conoscere e studiare «le opere del grande incisore», ma anche di approfondire storia e retroscena, creando mappe visuali con avvenimenti, personaggi e idee scoprendo relazioni altrimenti nascoste fra campi del sapere. Il contributo di Ghedin e Menconero, che rientra nel tema dei nuovi metodi per nuovi percorsi di ricerca applicati all’opera di Piranesi, ha come obiettivo quello di ampliare la conoscenza nell’ambito degli studi sulla tecnica incisoria del maestro veneziano. In particolare, si propone la sperimentazione di una nuova modalità di studio del segno inciso, supportata dall’utilizzo della tecnica di reflectance transformation imaging (RTI) che permette di re-illuminare interattivamente l'immagine fotografica delle matrici. Grazie alle possibilità offerte da questa tecnica, dopo l’iniziale acquisizione fotografica a condizione di luce variabile, le superfici incise sono state studiate a monitor, manipolando la luce allo scopo di individuare gli interventi incisori di prima edizione e confrontarli contestualmente con quelli di seconda edizione, riuscendo a vedere, dentro il segno inciso, come i differenti acidi hanno corroso il metallo. Alla tecnica d’incisione indiretta piranesiana, poi, si aggiunge quella condotta direttamente sulle lastre dopo la morsura acida: osservandone la morfologia si è potuto apprezzare al meglio quanto gli studi condotti fin dal 2010 avevano già individuato, ovvero l’uso di strumenti che solcano anche molto profondamente il metallo ma non sono riconducibili all’ortodossia delle tecniche calcografiche

    The e-Archeo 3D project, an innovative and sustainable cultural proposal based on XR technologies

    No full text
    This contribution focuses on e-Archeo 3D: an application that visualises virtual archaeological reconstructions. It is an interactive browser-based application implemented on the open-source ATON platform. This application enables the visualisation of archaeological sites through 360° panoramas that can be explored and populated with multimedia content (audio, pictures, videos, and 3D models). Users can switch between the current archaeological context and the reconstruction hypothesis at each viewpoint while a voice (or text) narrates the main archaeological and historical information. Some parts of the panoramas pulsate with a yellow colour and give access to in-depth multimedia content. An additional visualisation level allows users to learn about the reliability of the reconstructions and the sources and interpretative processes on which they are based

    Passato e presente dell’anamorfosi. Dialogo tra Agostino De Rosa ed Emanuele Ronco (Truly Design)

    No full text
    Il testo raccoglie il dialogo tra Agostino De Rosa (università Iuav di Venezia) e Emanuele Ronco (Truly Design) sul passato, il presente e il futuro dell'anamorfosi

    Metodi, applicazioni, tecnologie. Colloqui del Dottorato di Storia, Disegno e Restauro dell'Architettura. Prima edizione

    No full text
    Nell’anno 2010, dall’unione dei Dipartimenti di Storia dell’Architettura, Restauro e Conservazione dei Beni Architettonici, e di Rilievo, Analisi e Disegno dell’Ambiente e dell’Architettura, è nato il Dipartimento di Storia, Disegno e Restauro dell’Architettura, il quale si offre oggi come centro di ricerca e di formazione sui beni culturali in generale, e sul patrimonio architettonico, urbano e paesistico in particolare. Le attività del DSDRA si concentrano in differenti ambiti: dalle teorie e i metodi storiografici allo studio di edifici storici, città, centri minori e paesaggio; dai metodi e dalle tecniche integrate di rappresentazione e di rilievo, alla visualizzazione e alla comunicazione, dal rilievo dell’architettura, della città e del territorio alla grafica e al design; dalle teorie e metodologie operative, alla valutazione e progettazione di interventi di conservazione, prevenzione, restauro e manutenzione programmata di materiali e strutture. Oggi i dottorandi del Dipartimento, nonostante la conservata suddivisione nelle sezioni dei tre settori scientifico-disciplinari, si trovano a frequentare un ambiente interdisciplinare e a confrontarsi con colleghi dai profili a loro complementari. I Colloqui del Dottorato in Storia, Disegno e Restauro dell’Architettura, che si è tenuto il 14 dicembre 2020 nella sua prima edizione, vuole essere un momento di incontro e di confronto tra le tre sezioni del dottorato: una piattaforma di scambio di metodi ed esperienze sulle recenti ricerche. I dottorandi che hanno manifestato interesse a partecipare all’evento hanno presentato un loro contributo. Tali contributi confluiranno in un volume di atti che porterà all’attenzione della comunità scientifica metodi, materiali e risultati delle ricerche svolte negli ultimi anni dai dottorandi del DSDRA
    corecore