321 research outputs found

    IpoTESI di Preistoria

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    ISSN 1974-7985 Rivista di contributi e studi di Preistoria e Protostoria La rivista intende divulgare al mondo scientifico i risultati di recenti ricerche e studi di preistoria e protostoria italiana, in modo da far emergere il patrimonio di conoscenze sui contesti e sulle problematiche delle fasi più remote della storia. La pubblicazione in formato digitale permette di rendere noti quei contributi che rimangono spesso in attesa di trovare adeguati spazi editoriali, proprio per le caratteristiche di ricchezza e abbondanza di dati e di documentazione. La rivista punta inoltre a diventare uno spazio di confronto e di dibattito sulle analisi e interpretazioni dei contesti preistorici, sui metodi di ricerca e sulle trasformazioni economiche e sociali della preistoria. Direttore responsabile: Maurizio Cattani Comitato scientifico: Antonio Curci, Maurizio Tosi, Daniele Vital

    Further investigations at al-Khutm Bronze Age monumental tower. Al-Dhahirah region, Oman

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    Al-Khutm tower is a well-preserved monument dating to the end of 3rd and the first half of 2nd millenium BCE. Since 1988 the site is registered in the UNESCO world Heritage list together with other monuments of Bat and the tombs of Al Ayn. Between 2016 and 2018 the first excavations were carried out by an Italian team under the direction of Prof. Maurizio Cattani of the University of Bologna. After a hiatus of a few years, new investigations led by the University of Bologna started in December 2023, leading to important new results for the understanding of this archaeological complex

    Missione archeologica italiana in Kazakhstan

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    http://www2.unibo.it/Archeologia/ricerca/scavi/kazakhstan/kaza1.htm Nel 2001 è iniziato un progetto di ricerca in Kazakhstan, promosso dal Ministero Affari Esteri e supportato dall'Istituto Italiano per l'Africa e l'Oriente e dal Dipartimento di Archeologia dell'Università di Bologna. Oggetto della ricerca è la definizione della civiltà dell'età del Bronzo delle steppe, che ha rappresentato nella storia dell'evoluzione umana un momento chiave per la svolta verso il nomadismo pastorale. Questo "stile" di vita costituisce una forma di adattamento a particolari condizioni ambientali e culturali, che nell'arco di oltre due millenni ha condizionato la storia di quella grande regione che si estende dalla Cina all'Europa orientale. Le attività di ricerca sul campo Le ricerche della Misione Archeologica Italiana in Kazakhstan sono dirette dal Dott. Maurizio Cattani dell'Università di Bologna e comprendono attività di scavo nel Kazakhstan centrale (area di Zhezkazgan, villaggio di Tald'sai) ove sono in corso ricerche archeologiche coordinate dal dott. Zh. Kurmankulov, vicedirettore dell'Istituto di Archeologia del Kazakhstan

    Un abitato dell’antica età del Bronzo a Ras al-Hadd (HD-6): l’evidenza della “Grande Trasformazione” / An Early Bronze Age settlement at Ras al-Hadd (HD-6 ): evidence of the “Great Transformation”

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    L’abitato di HD-6 (Ras al-Hadd) rappresenta una delle più importanti scoperte per comprendere l’evoluzione del popolamento nel Sultanato d’Oman e approfondire uno dei momenti più significativi nel percorso della formazione della civiltà araba. Gli scavi intrapresi dal 1995 hanno messo in luce un ampio e complesso abitato, databile tra la fine del quarto e i primi secoli del terzo millennio a.C., caratterizzato da edifici costruiti con mattoni in argilla, un muro perimetrale con fondazioni in pietra e un’intensa attività produttiva di manufatti in metallo, conchiglia e pietra.The hamlet of Ras al-Hadd HD-6 represents one of the most important discoveries to understand the evolution of the population in the Sultanate of Oman and deepen one of the most significant moments in the formation of Arab civilization. The excavations undertaken since 1995 have revealed a large and complex settlement, dating from the late fourth and early centuries of the third millennium BC, characterized by buildings built with clay bricks, a perimeter wall with stone foundations and an intense activity production of metal, shell and stone artifacts

    The Pottery Chronological Seriation of the Murghab Delta from the end of the Bronze Age to the Achaemenid Period: a Preliminary Note

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    In this short article the author and Maurizio Cattani in the volume devoted to the joint Italian/Russian/Turkmenian activities in south Turkmenistan entitled Archaeological Map of the Murghab delta are dealing with a preliminary analysis of the chronological sequence of the pottery production collected and organized form the field survey conducted from 1989 to 1994 there. The already known and traditional sequence of Yaz I-III and defined as such by the soviet archaeologists, is by the authors enlarged with a post Yaz III horizon, which is crossing, most probably, the Achaemenid and post-Achaemenid period

    Ras al-Hadd HD-1. L’Approdo delle Grandi Civiltà del Terzo millennio | Ras al-Hadd HD-1. The Harbor of the Great Civilizations of the Third millennium

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    Rinvenuto nell’ambito del “Joint Hadd Project” nel 1986, il complesso archeologico di HD-1 a Ras al-Hadd si segnala per la presenza di un gran quantità di ceramica della Civiltà dell’Indo (seconda metà del terzo millennio a.C.) e costituisce un eccezionale contesto per comprendere le interazioni tra la Penisola Araba e la Valle dell’Indo nel più ampio quadro degli scambi tra la Mesopotamia e il Subcontinente Indo-Pakistano.HD-1 represents an exceptional context for understanding the interactions occurred between the Arabian Peninsula and in Indus Valley in the larger picture of the exchanges between Mesopotamia and the Indo-Pakistani Subcontinent. Twenty years after the first explorations conducted by the British Museum, the current research started in 2016 aims at implementing an updated palaeobiological sampling and a detail analytical study of the production activities

    Introduzione. Un progetto di ricerca sull’età del Bronzo in Romagna

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    La giornata di studi dedicata all’età del Bronzo in Romagna, organizzata il 19 settembre 2008 a Ravenna e a Solarolo, parte pertanto da questo presupposto ed ha l’ambizione di portare gli studiosi alla discussione e all’analisi di un territorio che ha un alto potenziale per la ricerca e che può contribuire alla conoscenza della protostoria italiana. Ideata dal gruppo di ricerca del Dipartimento di Archeologia, in stretta collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romana, è divenuta l’occasione per fare il punto della situazione nello stato dell’arte, per aggiornare gli studiosi sulle recenti ricerche e per delineare i progetti futuri. In questo ambito l’Università di Bologna, con particolare riferimento alla sede di Ravenna, ha voluto impegnarsi per i prossimi anni in un progetto di ricerca sul popolamento dell’età del Bronzo, con il censimento delle evidenze archeologiche note, con l’analisi del contesto paleoambientale e con l’attivazione di scavi stratigrafici, necessari a documentare al meglio le testimonianze dell’età del Bronzo. Nel percorso intrapreso senza tralasciare nessuno degli aspetti della ricerca sul campo, si vuole anche adottare nuove strategie e nuove metodologie di documentazione e condivisione dei dati archeologici (CATTANI, DE MARINIS, MANTEGARI 2007) in stretta relazione con la funzione didattica universitaria che ha come obiettivo la formazione di nuove generazioni di archeologi

    Experimental Archaeology at the University of Bologna, widening and opening archaeological research

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    The establishment of an Experimental Archaeology Laboratory at the University of Bologna has created the opportunity to offer students new training methods and to take on scientific research dedicated to the analysis and comprehension of ancient technologies. The Laboratory is based on the participation of several specialists, including archaeologists, technicians, ethno-archaeologists, and experts in archeometry, with the shared aim of investigating, documenting and understanding the past. Using limited financial resources, initial activities took place near the Bronze Age settlement of Solarolo, where the synergy among local institutions, land owners, academics and the general public created a basis on which to prepare activities and zones dedicated to different aspects of experimental archaeology

    Atlante digitale delle strutture preistoriche: focolari, forni e installazioni da fuoco

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    The aim of the paper is to illustrate a sharing project of an on-line digital atlas of prehistoric structures, where scholars can share the products of their research or their discoveries, enrich their mind of knowledge through several updated comparisons, analyze any details of construction and related stratigraphy, identify main types, open discussions within the frame of interpretation of ancient features. Actually, particularly related to this meeting, the early phase of the project regards published protohistoric ovens and fireplaces, proposing a basic form to fill with information and documentation as well as introducing a general discussion on models and processes. Instead of proposing a classification the paper deals with indicating characters and markers recognizable in the archaeological context as well as building a conceptual map related to the ontology of use of fire in prehistory.In questo contributo si intende presentare la proposta di un archivio digitale on-line in cui gli studiosi possano condividere la documentazione delle proprie scoperte, arricchire le proprie conoscenze attraverso un confronto aggiornato, analizzare i dettagli costruttivi e/o stratigrafici, individuare i tipi più diffusi, aprire discussioni con commenti generali o dettagliati su argomenti connessi all’interpretazione di particolari strutture. Nella fase attuale si è stabilito di catalogare le strutture dell’età del Bronzo, relative a forni e focolari, tramite lo spoglio bibliografico, compilando una scheda di minima catalogazione e documentazione, nonché applicando alcune simulazioni di discussione o di sintesi generale. Invece di proporre una nuova classificazione delle installazioni da fuoco si è preferito riconoscere le caratteristiche e gli indicatori riconoscibili nel contesto archeologico e allo stesso tempo, costruire una mappa concettuale esplicativa dell’ontologia del fuoco nella preistoria
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