1,720,993 research outputs found

    Prefazione

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    Il volume di Vitolo presenta, con ricco corredo iconografico, una attenta analisi del lessico agricolo della costiera amalfitan

    Sfide didattiche. Il pensiero critico nella scuola e nell’università

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    Sfide didattiche è una tappa di ricerca. Condotta da docenti che riflettono sulle strategie adottate. Per migliorarle. Sfide didattiche è un’analisi di “buone pratiche”. Un caleidoscopio disciplinare, non modelli da eseguire: exempla cui ispirarsi. O, magari, contrapporre alternative di progettazione

    Prospettive per una didattica critica e multidimensionale dell’italiano

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    La didattica dell'italiano non può prescindere dalla considerazione della natura variazionale delle lingue e dalla necessità di educare il discente ad adeguare le proprie scelte di uso della lingua alla situazione comunicativa

    Senza parole. La formulazione del genere nei discorsi e nelle pratiche dei giovani. Evidenze dal campo

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    Il contributo ha per oggetto l’analisi del rapporto tra gli usi linguistici relativi all’espressione dell’identità di genere e le pratiche, i valori e gli orientamenti sottostanti. La ricerca si pone in una prospettiva interdisciplinare di interazione tra il filone di analisi linguistica dei gender studies e l’analisi sociologica sugli stereotipi di genere e sessisti, a partire dalle testimonianze di un gruppo di 150 studenti delle scuole superiori, intervistati e coinvolti in un progetto di ricerca azione realizzato nella provincia di Pesaro Urbino, volto a indagare il genere, percepito e praticato nelle relazioni sociali tra giovani, così come emerge dalle definizioni, rappresentazioni ed opinioni. Partendo dall'ipotesi che la parità e la valorizzazione della diversità di genere siano tutt'altro che scontate, soprattutto nelle nuove generazioni, l’indagine ha verificato la relazione tra il genere pensato, detto e fatto (West, Zimmerman 1987). É la mancanza di parole ad emergere, la debolezza di un vocabolario inclusivo delle differenze e delle sue sfumature, che si risolve più spesso in antinomie riduttive, binarie e gerarchiche a partire dall'identità di genere. L'assunzione di una parità raggiunta, ad indicare l'assenza di problematicità, si contrappone alla negazione della differenza che si risolve nell'uniformarsi alla dominazione egemone maschile. In tale contesto la percezione della diversità, come valore in sé, sembra offuscata e la stessa costruzione di una definizione linguistica di ‘genere’ risulta difficile, così come emerge dai risultati della ricerca. Le parole scelte dagli adolescenti per esprimere le percezioni e definizioni rispetto al genere e al concetto di discriminazione denunciano l’assenza di riflessioni e di una messa in discussione (Fraser 2013), ma anche una consapevolezza immatura, che rispecchia ed è funzionale ad un sistema di diseguaglianze sempre più ampie, mancanti di una lettura incrociata e intersezionale

    Le parole della violenza. Recrudescenze mediterranee di patriarcalismo e sessismo

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    l capitolo ha lo scopo di descrivere i modi e gli escamotages con cui le parole, nei diversi contesti pubblici e privati in cui definiscono le relazioni, veicolano un portato di violenza simbolica mirante a classificare i generi performandone le rispettive identità. A tale scopo l’autrice fa riferimento al “discorso eufemizzato (Bourdieu 1993) e al concetto di “agentività” (Duranti 2007), per descrivere la procedura di naturalizzazione di pratiche discorsive volta ad affermare il sistema androcentrico della parola. Sullo sfondo i retaggi di una cultura mediterranea ancora patriarcale e sessista, passata in rassegna attraverso l’analisi discorsiva di alcuni racconti di Camilleri e l’individuazione di alcuni lessemi dialettali “gender oriented”. Cultura - quella mediterranea - che si oppone ancora oggi all'«occidentalizzazione del pensiero critico» e della vita.This chapter aims to describe the ways and ploys employed by words (in the various public and private contexts in which they define relations) to communicate an effect of symbolic violence that aims to classify genders playing out their respective identities. To this end the author refers to the “euphemized discourse” (Bourdieu 1993) and the concept of “agency” (Duranti 2007) to describe the process of naturalization of discursive practices geared towards affirming the androcentric system of the word; against this background there is the legacy of a Mediterranean culture that is still patriarchal and sexist, examined through discourse analysis of several tales by Camilleri and the individuation of certain “gender-oriented” dialectal lexemes. This cultures, still today, opposes both the “westernization of critical thinking” and life
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