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    L’impiegato triestino maestro di storie. Vita di Stelio Mattioni in una città perduta

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    Un ritratto a tutto tondo di Stelio Mattioni uomo e scrittore, attraverso ricordi, testimonianze dirette e la lettura di manoscritti e documenti mai usciti dall’archivio di famiglia, compreso un piccolo ma importante epistolario inedito. Scritto dalla figlia, che ricostruisce anche la dimensione privata del narratore, questo libro è soprattutto uno strumento per approfondire la conoscenza di un autore di grande originalità nel panorama della letteratura triestina del secondo dopoguerra. Il libro ripercorre la biografia di Mattioni a partire dal nodo cruciale dell’incontro con Roberto Bazlen, arricchendola di dettagli inediti; affronta i temi portanti e la genesi della sua narrativa; traccia itinerari cittadini sulle orme dei suoi personaggi, nati dal forte e controverso rapporto con Trieste, oggetto di un amore non ricambiato, come già era accaduto a Saba. Il racconto del percorso artistico ed esistenziale dello scrittore è accompagnato da un’ampia raccolta di immagini e completato da un’appendice di testimonianze e da un’aggiornata bibliografia

    Multiconsensus control of homogeneous LTI hybrid systems under time-driven jumps

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    In this paper, we consider a network of homogeneous LTI hybrid dynamics under time-driven aperiodic jumps and exchanging information over a fixed communication graph. Based on the notion of almost equitable partitions, we explicitly characterize the clusters induced by the network over the nodes and, consequently, the corresponding multi-consensus trajectories. Then, we design a decentralized control ensuring convergence of all agents to the corresponding multi-consensus trajectory. Simulations over an academic example illustrate the results

    Stelio Mattioni’s Trieste

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    Stelio Mattioni (1921 – 1997) is one of most original writers of the twentieth century Triestine literature. Discovered by the Bobi Bazlen, critic with a great knowledge of Mitteleuropean literature and editorial consultant for the publisher Einaudi in the 1960s. Mattioni published his novels with the best-known national publishing houses such as the prestigious Adelphi. Mattioni, like Svevo, was a clerk and found the themes of his stories in his surrounding reality. His characters are found in the streets and homes of Trieste, which is Mattioni’s usual setting, often artistically transformed in his books. Mattioni’s Trieste is a weird and mysterious city, with never-ending streets, shut doors, gardens and unsuspected realities behind anonymous facades. This is why his books can represent very good itineraries of the city for those who are fascinated by the real and literary image of Trieste and want to experience those places of the city as through the writer’s eyes.Stelio Mattioni (1921 – 1997) è una tra le voci più originali della letteratura triestina del secolo scorso. Scoperto dall’intuitivo Bobi Bazlen, grande conoscitore della letteratura mitteleuropea che negli anni Sessanta operava come consulente editoriale per la Einaudi, ha pubblicato i suoi romanzi con le maggiori case editrici nazionali, tra tutte la raffinata Adelphi. Impiegato d’ufficio come Svevo, Mattioni attinge dalla realtà che lo circonda il materiale della sua narrativa, collocando i suoi personaggi nelle strade e nelle case di Trieste, scenario costante delle sue pagine seppure spesso trasfigurato. La Trieste di Mattioni è una città surreale e misteriosa, fatta di strade senza fine, porte chiuse, giardini e mondi impensati dietro facciate anonime. Per questo i suoi libri si prestano in modo straordinario a tracciare degli itinerari cittadini per chi, affascinato dall’immagine reale e letteraria di Trieste, voglia sperimentare la suggestione di vedere questi luoghi attraverso gli occhi di uno scrittore

    Sampled-Data String Stability for a Platoon of heterogeneous Vehicles via a Mesoscopic Approach

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    This paper explores sampled-data techniques to achieve asymptotic string stability in a platoon of autonomous vehicles. This is done making use of both microscopic and macroscopic data that are, however, often available at distinct time instants. The proposed mesoscopic controller is demonstrated to operate effectively, regardless of the involved sampling periods. The theoretical findings are validated through simulations

    Editoria periodica salesiana ed educazione femminile nell'Italia del secondo dopoguerra. Il caso di "Primavera. Rivista per giovanette" (1950-1979)

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    "Primavera. Rivista per giovanette" venne fondata nel 1950 dalle Figlie di Maria Ausiliatrice, ramo femminile dei salesiani di don Bosco. Il quindicinale si rivolgeva alle giovani fra gli undici e i diciotto anni e si proponeva di veicolare i valori religiosi e sociali del cattolicesimo, in nome di un'educazione integrale della persona. La rivista proponeva alle ragazze un ruolo tradizionale per la donna, cui assegnava il ruolo di angelo del focolare. Solo a partire dagli anni settanta "Primavera" si aprì ad una visione più moderna della società, iniziando a proporre alle lettrici un'"educazione liberatrice" che assegnasse alle ragazze un ruolo attivo nel mondo."Primavera. Rivista per giovanette" was founded in January 1950 in Milan. The review, edited by the Salesian congregation, was addressed to a female public and to young girls between the ages of eleven and eighteen. The review did not aim at being a means for entertaiment, but for educating in preparation to life, and for this reason it dealt with political and social matters relating to the Italian society. However from its pages a very traditional female model emerged, wich tried to save the familiar and maternity mission of woman. "Primavera" gave women an important social role: to instruct the future citizens, since this duty was considered assential also for the battle against communism. Only from the biginning to talk about "liberating education" and offering girls the instruments to face life in an indipendent and more conscious way

    "Una scuola più vasta". Religiose e direttrici di periodici per ragazze nel dopoguerra

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    Il saggio analizza le imprese editoriali delle Figlie di Maria Ausiliatrice e delle Figlie di San Paolo nel secondo dopoguerra. L'articolo mette in evidenza come anche le religiose, impegnate nella creazione di testate in grado di intercettare gli interessi delle giovani dell'epoca, non mancarono di destare qualche riprovazione negli ambienti conservatori che le richiamarono a compiti maggiormente coerenti con il modello muliebre tradizionale. Da lì a poco il femminismo degli anni Settanta era destinato a mettere in discussione i ruoli tradizionali ereditati dal passato

    Fratelli d'Italia, compagni di scuola

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    All'indomani dell'Unità l'80% della popolazione italiana risultava essere analfabeta: si rendeva necessario non solo un processo di istruzione, ma anche la creazione di un substrato di mentalità, conoscenze e miti che accomunassero la penisola. L'articolo ripercorre questo processo dando particolare rilievo all'importanza della scuola e dei manuali scolastici.The one hundred and fiftieth anniversary of the Italian unity could be the occasion for a talk about Italian society, the one that during the decades after 1861 has laboriously but truly been built by the ruling class. Many subjects contribuited to this historical process. This article aims to demonstrate that the school was one of this subject. It helped to build a new kind of Italian

    Luigi Mattioni: Diritto al cielo

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    Èil 1955, siamo a Milano, in piazza della Repubblica, esterno giorno. La camera riprende un grattacielo, bianco, scintillante, enorme. Così smisurato da non stare nell’inquadratura. Poi, dopo pochi istanti, la scena cambia e passa all’attico. L’ascensore si apre e un uomo accompagna una ragazza a vedere la città, piatta, schiacciata in lontananza, tanto da non riuscire a metterla a fuoco. Lui le dice che la sposerà, ma si capisce già che le cose non andranno bene. E si capisce anche, ed è questa la morale del soggetto originale di Ennio Flaiano, che non è l’uomo il vero problema, l’antagonista, ma il grattacielo. Più alto di quell’ascensore sociale che in quegli anni sembra non avere limiti. Esattamente come il suo progettista, Luigi Mattioni, rappresenterà l’antagonista della storia con cui, nello stesso periodo e nello stesso luogo, si cristallizza quella che verrà chiamata “la misura italiana dell’architettura”. Ancora una volta attraverso la modulazione del tema più difficile, quello dello sviluppo in altezza, e nei termini, appunto, di una sostanziale misura. Una parola intesa come sobrietà e discrezione, naturalmente, ma anche come capacità di leggere i caratteri di un luogo, di farli propri, di ricomporre il divario fra architettura e città. E in più di costituire una norma, un modello di comportamento, che la coincidenza di ruolo fra i protagonisti della produzione architettonica e quelli della pubblicistica di settore renderà regola. Escludendo, così, dai suoi limiti chi come Mattioni considerava “sempre meritorio sperimentare in ogni campo e senso, con ogni parametro e con tutte le misure”

    Ifjú szívekben élek című hímeskő kompozíció (Mattioni Eszter, 1964.) elhelyezése

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    Digitalizálta a DEENKDebreceni Egyetem Műszaki Kar egyetemtörténeti fotóalbumaiA Felsőfokú Építőgépészeti Technikum Virág utcai oldalán található Ifjú szívekben élek című hímeskő kompozíció (Mattioni Eszter, 1964.) elhelyezésén dolgoznak a munkások.apró fekete pecsétek látható
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