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Presentazione
Introduzione al volume frutto del convegno tenutosi a Pisa nel 2019 nell’ambito del progetto di eccellenza “I tempi delle strutture. Accelerazioni e resilienze: tempi e concetti della modernizzazione”
Matteo Giuli. Il governo di ogni giorno. L’amministrazione quotidiana in uno stato di Antico Regime (Lucca, XVII-XVIII secolo)
Compte rendu de l'ouvrage de Matteo Giuli. Il governo di ogni giorno. L’amministrazione quotidiana in uno stato di Antico Regime (Lucca, XVII-XVIII secolo
Pubblicistica e oppositori agli articoli di Madame de Staël sulla ‘Biblioteca italiana’: una questione nazionale
Archivi del mondo moderno. Pratiche, conflitti, convergenze
Il volume – frutto del convegno tenutosi a Pisa nel 2019 nell’alveo del progetto di eccellenza “I tempi delle strutture. Accelerazioni e resilienze: tempi e concetti della modernizzazione” – affronta il nesso tra la genesi degli archivi e il concetto di modernità. Nel solco del cosiddetto archival turn e in un’ottica non eurocentrica e non Statocentrica, i vari contributi adottano una prospettiva attenta alle pratiche di archiviazione, ovvero all’archivio non inteso semplicemente come pubblica istituzione o come deposito di fonti del passato, ma come luogo e oggetto sorto dall’insieme delle pratiche di produzione, sistemazione e gestione dei “manufatti della scrittura”. Articolati in tre parti (Libri recenti, Archivi del mondo, Nuove frontiere), i saggi, spaziando dall’Età moderna a quella contemporanea, dall’Europa napoleonica all’America spagnola e all’Africa portoghese, ripercorrono l’organizzazione degli archivi ecclesiastici e ricostruiscono le vicende che hanno inciso sulla storia degli archivi ottomani, sulle fonti orali dei movimenti studenteschi italiani del 1968 e sulla documentazione digitale legata alla recente esperienza delle “primavere arabe”
Pubblicistica e oppositori agli articoli di Madame de Staël sulla «Biblioteca italiana»: una questione nazionale
Regio douglasseorum sanguine et pacis et christianae fidei Firmatores nuncupati. La costruzione della memoria familiare tra iscrizioni di marmo, scritture genealogiche e carte d’archivio (Corleone, secc. XV-XVIII)
Nelle vicende storiche di una famiglia siciliana del patriziato urbano di tardiva nobilitazione, i Firmaturi di Corleone, la genealogia e l’archivio, tra invenzione di tradizione e trasmissione di fonti autentiche, sono i segni più maturi di una cultura della memoria che, emersa nella metà del Cinquecento, si evolve nel susseguirsi delle generazioni, sino a formalizzarsi un secolo dopo attorno al «nesso fra nobiltà, sangue e tempo: sepolcri, epigrafi, cappelle, domus magnae, biografie, alberi e storie genealogiche, documenti e librarie sono parte di un linguaggio che contribuisce alla costruzione di una identità familiare che affonda le sue radici in un passato tanto remoto da diventare mitico
Archives Contested: Politics and Change in the Ottoman Archives From Past to Present
This article discusses the transfer of the Ottoman archives from the old city to a new structure and the political implications of it
L'ultimo Bloch
Riesaminando testi e frammenti dell’ultimo Bloch, il saggio argomenta che al grande storico francese, più che (o accanto a) quello di padre delle “Annales” ante e dopoguerra, spetta il ruolo di protagonista nell’affrancamento della storiografia, e del bisogno umano di storia, dalle pratiche di legittimazione identitaria e del potere, in cui l’uno e l’altra si trovarono invischiati nella prima metà del Novecento (e in cui rischiano sempre di tornare a cadere)
IL QUASI POSSESSO DELLA CONSANGUINEITÀ. LE REGISTRAZIONI PARROCCHIALI DI ANTICO REGIME COME TRASCRIZIONE DI ATTI DI POSSESSO DI STATO
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