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    Natura, individuo e "civil association": Thomas Hobbes riletto da Michael Oakeshott

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    Michael Oakeshott (1901-1990) propone una lettura nominalista e scettica di Hobbes, il cui individuo riesce a superare la sfera sensoriale-immaginativa nella quale si trova solipsisticamente confinato solo grazie alla creatività del linguaggio, strumento naturale/artificiale di introspezione e comunicazione, dalle fondazioni logico-convenzionali e ipotetiche. Analogamente, l’‘associazione civile’ è l’artefatto di una creatura passionale/razionale: le Volontà singole, rinunciando al diritto di natura, entrano nella condizione sociale sottoscrivendo patti sostenuti da una teoria dell’obbligazione convenzionale e non-strumentale e dalla ‘morale dell’individualità’, intesa come arte della mutua accomodazione, che permettono di garantire e preservare, nel rispetto delle regole, l’indipendenza e l’autonomia di ciascun associato

    Senza dogmi. L’opzione politica degli scetticismi antichi e contemporanei

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    La mia ricerca si muove sui due versanti, antico e contemporaneo, delle possibili opzioni politiche dello scetticismo nella sua variante neo-pirroniana, scelta non solo per la disponibilità delle fonti originali, nello specifico le opere di Sesto Empirico, ma anche, a dispetto delle critiche che all’agoge scettica sono state mosse attraverso i secoli, per le declinazioni etiche e pratiche positive, che ritengo si possano ricavare da un attento esame dei testi e della letteratura riguardante questo movimento di pensiero. Il primo capitolo parte da una ridefinizione del concetto stesso di scetticismo, liberandolo dalle misinterpretazioni che ne hanno sistematicamente condizionato l’uso e ricollocandolo nel suo proprio contesto storico e filosofico. Nel descrivere la natura del neo-pirronismo, i suoi scopi e il suo metodo, viene condotta un’analisi ragionata, che tocca prima i temi epistemologici al centro dell’indagine della scepsi e si focalizza poi sui suoi aspetti pratici, mettendo in luce le peculiari implicazioni comportamentali che caratterizzano la vita etica e morale del filosofo pirroniano. Il confronto serrato con i testi sestani permette di dare risposte cogenti e puntuali alle critiche e ai problemi sollevati dagli studiosi, sia riguardo la coerenza interna, che la vivibilità dello scetticismo e, nel contempo, di definire una chiara ‘filosofia dell’azione’ scettica. Il secondo capitolo, entrando nel merito della visione politica neo-pirroniana, cerca di farla emergere direttamente da alcuni lavori di Sesto Empirico: i Lineamenti Pirroniani e i due trattati Contro gli etici e Contro i retori, in un percorso che inizia con l’analisi della critica sestana alla techne peri ton bion, l’arte della vita stoica e delle sue pretese di condurre alla felicità; da tale esame Sesto sembra ricavare delle conseguenze etiche e politiche, la cui efficacia ‘normativa’ risiede nell’aderenza a valori minimali e comuni a tutti gli esseri umani. Segue la trattazione del decimo tropo di Enesidemo, nel quale emergono le contraddizioni e le inevitabili differenze nelle abitudini, nelle usanze e nelle leggi umane: il modo in cui Sesto sviluppa questo tema consente di inquadrare la vita che segue la ‘tradizione delle leggi e dei costumi’, uno dei pilastri dell’agire scettico, in un contesto non necessariamente conformistico o di conservatorismo politico, e rappresenta, inoltre, una risposta etica all’accusa dogmatica di apraxia. Sulla stessa linea viene poi affrontato un vero e proprio case-study sestano, ovvero quello di un tiranno che obblighi lo scettico a compiere azioni turpi e indicibili. La risposta del filosofo a tale situazione-limite, che si può interpretare, dal mio punto di vista, come una proposta politica scettica in senso proprio, è infine discussa e posta a confronto con diverse e contrastanti sue letture contemporanee. Il capitolo si chiude con un’ipotesi originale, che intende rintracciare nel trattato Contro i retori una concezione delle leggi e del giusto compatibile con il metodo e il fine dello scetticismo e dunque coerente con le norme della vita comune (koinos bios), che permettono allo scettico di vivere senza dogmi (adoxastos), attenendosi semplicemente ai fenomeni. Ma quest’ultima analisi è anche il trait d’union con il capitolo successivo, dedicato principalmente a Michael Oakeshott (1901-1990), il quale trae la sua unica citazione esplicita di Sesto Empirico proprio da un paragrafo di Contro i Retori, (M II 33). L’attitudine’ o ‘disposizione’ scettica del filosofo britannico è dunque al centro della parte finale del lavoro, in cui si punta a comprenderne un’eventuale ricaduta sulla sua concezione della filosofia politica, nonché a definirne il reale significato e spessore filosofico, soprattutto in riferimento all’intenso dibattito degli studiosi su tale aspetto del pensiero oakeshottiano. I primi tre paragrafi sono dedicati interamente alla visione filosofica e politica di Michael Oakeshott, di cui viene offerto un ritratto articolato a partire dal suo primo libro, Experience and its Modes, scritto nel 1933 sotto l’influenza dell’idealismo scettico di Herbert Bradley. Dalla teorizzazione della condotta umana sviluppata in On Human Conduct del 1975, si passa all’analisi dei modi di associazione tipici della nostra civiltà, la civil association e l’enterprise association, ovvero la concretizzazione socio-politica della polarità che caratterizzerebbe l’autocoscienza individuale, ovvero quella fra self-enactment e self-disclosure, rispecchiandosi ancora in un’analoga tensione a livello dello stato, espressa nelle forme della nomocrazia e della teleocrazia. Se l’analisi di Oakeshott può apparire astratta, è però l’espressione di un’esigenza descrittiva che parte sempre dal riconoscimento della contingenza e della temporalità dei vissuti umani, che si manifesta in una multiforme esperienza riflessiva, dalla quale non possono mai essere isolati gli aspetti affettivi, emotivi, legati ai bisogni naturali e culturali del soggetto, colto nella sua singolarità e libertà ‘assoluta’ originaria, un individuo che costruisce le forme del suo mutevole Lebenswelt in contesti relazionali e storici che non possono mai essere assolutizzati nelle forme delle filosofie e delle teorie prescrittive, etiche, politiche o metafisiche che siano. Il quarto paragrafo sviluppa il problema dello scetticismo di Oakeshott, a partire dalla letteratura primaria e secondaria: per portare a termine la mia analisi e verificare se l’idea di un’ascendenza di Sesto Empirico su Oakeshott ha un qualche fondamento, viene esplorata l’ipotesi di una linea diretta che colleghi il filosofo greco a Montaigne, e Montaigne a Hobbes, entrambi i quali hanno influenzato fortemente Oakeshott, le cui posizioni sono legate all’idealismo ‘scettico’ di Francis Herbert Bradley. Dopo aver messo in luce le numerose assonanze che sembrano chiaramente sentirsi fra i due pensatori, la ricerca si chiude con una riflessione sulla spendibilità politica di uno scetticismo che, declinato secondo queste linee teoriche e pratiche, potrebbe svolgere nella vita pubblica un importante ruolo di correttivo, non dottrinario e anti-dogmatico, capace di mettere in guardia sui rischi delle visioni ‘fondamentaliste’ di qualsiasi provenienza, ma anche di indirizzare concretamente e realisticamente le scelte della prassi politica

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis

    Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts

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    We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more sophisticated methods

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    koamabayili/VECTRON-author-checklist: VECTRON author checklist

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    We have done our best to complete the author checklist relating to the use of animals in the hut study. Note that the objective for the hut study was to evaluate the IRS treatment applications for residual efficacy against Anopheles mosquitoes, including the local An. coluzzii mosquito population. Cows were only used to attract mosquitoes into the huts and no tests were carried out directly on the cows. The author checklist is intended for use with studies where experiments are carried out on animals, which is why we have had such difficulty in completing this for the hut study, as many of the questions do not relate to how the cows were used
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