1,720,992 research outputs found
Nuovi spazi dell’economia circolare, il riciclo conquista l’architettura
Il piano strategico dell’Unione Europea per il settennato 2014/2020 prevede il passaggio dall’economia lineare (basata sulla produzione di scarti) a quella circolare (incentrata sul riuso e il riciclo). Un ripensamento complessivo che avrà ripercussioni dirette sul futuro delle nostre città e sui modelli urbani a cui siamo stati abituati per anni.
Il presente contributo intende evidenziare il rapporto tra le suddette direttive e il mondo della progettazione urbana e architettonica.
L'Italia ha, da sempre, considerato la “questione rifiuti” con una logica emergenziale. Per accantonarla definitivamente, e passare ad un approccio organico in grado di implementare un ciclo dei rifiuti sostenibile, integrato e controllato, è importante indirizzarsi verso una logica che riconosca lo scarto da smaltire come una risorsa da reimpiegare. In che modo il mondo della progettazione architettonica sta rispondendo al problema dei rifiuti urbani? Vengono presentati e descritti una serie di casi di studio internazionali in cui la trasformazione della città combina spazi e sistemi per la riduzione del flusso di rifiuti urbani
StaffettArtigiana. Tra memoria e mestieri
Staffettartigiana_Tra memoria e mestieri è un progetto partecipativo di rivitalizzazione sociale e culturale del centro storico volto a raccogliere memorie, storie, saperi e competenze legate ai mestieri artigiani che stanno scomparendo. Un team creativo procederà alla raccolta di testimonianze e racconti attraverso esplorazioni, set fotografici/video e interviste che verranno inseriti nella mappa interattiva www.staffettartigiana.it . Si costituirà così un archivio di storie legate ai luoghi, uno strumento utile a far “rivivere” gli spazi oggi abbandonati attraverso attività temporanee e di natura socio-culturale.Il progetto intende “mettere in vita” le storie e le competenze, in particolar modo quelle artigiane connesse a mestieri che stanno scomparendo. In questo senso si cercherà di attuare uno scambio di esperienze, basato sulla reciprocità delle competenze: i più anziani che raccontano e i più giovani che registrano ed elaborano con la loro multimedialità artigiana. L'azione nel territorio associata alla restituzione nel web produce un senso compiuto dell'esperienza di conoscenza condivisa, intesa come “palestra di cittadinanza”
Laboratorio dal Basso "Reactivicity Reloaded"
Reactivicity Reloaded è un Laboratorio che prosegue e approfondisce i temi della prima edizione “Reactivicity. Old Spaces/New Uses” continuando a sperimentare e innestare pratiche di riappropriazione e gestione degli spazi. L’intento è quello di potenziare un percorso collettivo a scala regionale fatto di seminari azioni e workshop, volto a stimolare nuove forme di partecipazione, formare competenze, elaborare strategie attraverso programmi, metodologie e pratiche d’intervento dalla scala della governance territoriale fino alla riattivazione del singolo spazio. L’intento è quello di costruire un follow-up del progetto collettivo, da proseguire e implementare al termine del Laboratorio, che metta al centro delle agende locali i temi della riqualificazione del territorio, della rigenerazione urbana e della riattivazione del patrimonio dismesso, attraverso nuove forme di imprenditorialità. Si auspica un ampliamento di un network a scala locale e sovra-territoriale, che coinvolga nuovi agenti di creatività. L’iterazione e lo sviluppo della seconda fase consentiranno un aumento del numero di fruitori dell’iniziativa da riproporre sia ad opera degli stessi soggetti che in sinergia con le amministrazioni.
Suddiviso in 6 moduli tematici itineranti che si svolgeranno tra Bari, Foggia, Altamura, Molfetta e Gravina in Puglia, il Laboratorio si rivolge ad un utenza trasversale: dai professionisti quali architetti, sociologi, mediatori, urbanisti fino ai privati cittadini e rappresentanti di enti pubblici, ugualmente interessati a collaborare per migliorare i luoghi che li circondano
Re-Hub: rete di spazi per la didattica del riciclo e lo smistamento dei rifiuti
Urban green line è una proposta per la città di Roma. è un’infrastruttura ecologica che vede il tram come elemento catalizzatore di una serie di progetti architettonici che si potrebbero realizzare lungo il suo percorso. I progetti nascono all’interno della cattedra di Progettazione architettonica e urbana del Prof. Antonino Saggio a «Sapienza» Università di Roma. Ciascuna proposta prevede un approccio “sistemico” in grado di creare sinergie che determinino processi di sostenibilità ambientale, sociale ed economica.
Questo catalogo è la sintesi del lavoro fatto fino ad oggi sull’Urban Green Line e la testimonianza di una serie di mostre che si sono tenute a Roma a partire dalla prima, alla Galleria di Architettura “come se”, tenutasi nel maggio 2012 in occasione dell'evento Open House.
"Urban green line: progetti sistemici per una infrastruttura ecologica a Roma" vuole aprire un dibattito pubblico e stimolare nuovi incontri per attivare un processo che conduca alla realizzazione dell'oper
Vuoti nei vuoti. Reti di spazi aperti come matrice di resilienza.
Il presente paper prende in esame il territorio dell’Alta Murgia, area interna della città metropolitana di Bari.
È condotta un’analisi critica tesa a rilevare l’imprinting ed il ruolo strategico che gli spazi vuoti hanno assunto nella
definizione degli insediamenti urbani del territorio. Si considera come caso rappresentativo dei comuni murgiani la
città di Altamura, il cui centro storico è noto per una matrice identitaria costituita da un fitto reticolo di claustri,
peculiari vicoli e piccole piazzette su cui si affacciano i sottani, un patrimonio di piccoli spazi vuoti scavati nel
costruito che giace in un pressoché totale stato di abbandono o sottoutilizzo.
Proprio per il loro carattere di substrato “inattivo” ma potenziale e grazie alla loro interfaccia strategica con i claustri,
i sottani sono stati oggetto di recenti iniziative di rigenerazione urbana. Sono evidenziati gli aspetti significativi che
tali esperienze hanno saputo trasferire alla Pubblica Amministrazione per la definizione di una Strategia Integrata di
Sviluppo Urbano Sostenibile (SISUS) della città, basata sulla creazione di infrastrutture resilienti materiali e
immateriali finalizzate alla rigenerazione dei vuoti urbani nelle aree periferiche.
Successivamente è evidenziato come tale strategia reinterpreti e attualizzi il rapporto simbiotico tra vuoto e acqua,
dalla valenza territoriale e urbana, e il modello resiliente del claustro. In conclusione, a partire dalle esperienze
menzionate, è possibile trarre un modello collaborativo di intervento per un efficace governo delle trasformazioni
urban
Performing media per l'urban experience. La via ludico-partecipativa alla cittadinanza educativa.
La raccolta dei rifiuti solidi urbani nella città dispersa
Questo quaderno rappresenta uno dei rapporti di ricerca conclusivi del percorso di analisi, studio e elaborazione di strategie progettuali per la Coda della Cometa, il settore urbano a cavallo del Tevere compreso fra le aree centrali di Roma e il suo fronte sul mare. La ricerca analizza i drosscape, territori dell’abbandono agricolo, aree dello scarto e del rifiuto dei cicli economici del consumo metropolitano e dei suoi metabolismi e – insieme alle preesistenze ambientali, archeologiche e agli assetti antropici stabili – li interpreta come elementi positivi di rilancio del territorio. Dal riciclo dei drosscape possono derivare nuovi cicli di vita per la città, opportunità di recupero e rigenerazione dei sistemi della mobilità, dell’agricoltura, dei servizi urbani e degli spazi pubblici. Anche i rifiuti possono essere visti come una risorsa
- …
