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    Prassi giuridica e pratiche di documentazione in carte inedite di Ariano Irpino dell'XI e XII secolo

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    Nella zona di Ariano Irpino (BN), in un'epoca di crescita e di cambiamenti come è quella che interessa l'XI e il XII secolo, così come nel campo negoziale, anche in ambito processuale si apprende come sia la prassi a costituire il terreno di saldatura tra le mutate esigenze sociali, politiche ed economiche e la necessità di produrre una documentazione al passo con i tempi. Notai e giudici collaborano alla costruzione di una prassi che sarà poi chiamata ad assolvere il ruolo fondamentale di fronte al diritto.In the area of Ariano Irpino (BN) we see, in the XI and XII century, a pattern of growth and changes, mirrored by our parchements. In private as well as in processual acts we can appreciate the essential role of praxis in binding the new social, political and economic behaviour with the written record keeping pace with the new necessities. Notaries and judges cohoperate in the building of a praxis that will become in strides a relevant source of law

    Documenti, formule e persone nelle carte di Avellino (X-XII secolo)

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    L'analisi dei documenti notarili prodotti tra X e XII secolo ad Avellino, editi nel Codice Diplomatico Verginiano e nel Codex Diplomaticus Cavensis, ha permesso di mettere in evidenza l'esistenza di un sistema periferico di documentazione ben definito, nel quale notai e giudici concorrono alla costruzione di una prassi, che solo nel secolo successivo troverà una sanzione ufficiale: in questa zona infatti, i giudici cominciano ad essere considerati come pubblici funzionari, in grado di garantire la firmitas e la stabilitas dei documenti notarili, ben prima dell’emanazione delle Costituzioni di Federico II. I notai si muovono con relativa sicurezza in un 'distretto' de facto ben definito, che comprende la città e alcuni comuni limitrofi, cercando di adattare le pratiche di documentazione alle mutate esigenze sociali, superando così la rigidità dei modelli documentali tradizionali.The the notary documents analysis produced between Xth and XIIth centuries in Avellino, edited in the Codice Diplomatico Verginiano and in the Codex Diplomaticus Cavensis, allowed to bring out the existence of a periferal documentary well-defined system in which notaries and judges concur in building a practice, which only in the next century will be coded: in this area indeed, judges are beginning to be regarded by the practice as public officials, able to ensure firmitas and stabilitas to notary documents, well before Frederick II’s Constitutions. Notaries are moving with safety in a well-defined ‘district’ de facto, including the city and some neighboring towns, recording with shared uniformity specific typologies of agreement through the usual formal schemes and trying to find some new functional solutions to the new social and economic demands, thus overcoming the rigidity of traditional documentary patterns

    Recensione a: Codex Diplomaticus Cavensis. XI (1081-1085) e XII (1086-1090), a cura di Carmine Carlone, Leone Morinelli e Giovanni Vitolo, Battipaglia (SA), Laveglia&Carlone, 2015.

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    I due volumi appena pubblicati del Codex Diplomaticus Cavensis, XI (1081-1085) e XII (1086-1090), a cura di C. Carlone, L. Morinelli e G. Vitolo, aggiungono un ulteriore tassello a quel potenziale informativo che la pubblicazione integrale dell’intero corpus documentario cavense potrà in futuro restituire
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