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Il delitto più grande. I criminologi italiani e la prima guerra mondiale
Dopo aver richiamato la concezione della guerra come “arcaismo sociale” nella criminologia positivista e l’intransigente antimilitarismo degli studiosi lombrosiani, l’Autore analizza l’atteggiamento dei criminologi italiani costretti a confrontarsi con l’esperienza traumatica della Grande Guerra. L’esame della produzione scientifica fra il 1914 ed il 1919 evidenzia che anche i criminologi italiani furono presto coinvolti nel grande scontro culturale che dilaniò gli studiosi europei. Nei decenni successivi, i condizionamenti politici e la mancanza di una visione condivisa hanno certamente contribuito a rimuovere l’argomento della guerra dalla ricerca criminologica. After recalling the conception of war as "social archaism" in positivist Criminology and the uncompromising anti-militarism of the Lombrosian scholars, the Author analyzes the attitude of the Italian criminologists forced to be confronted by the traumatic experience of the Great War. The review of scientific production in the years 1914-1919 shows that even Italian criminologists were soon involved in the great culture clash that split the European scholars. In the following decades, political influence and the lack of a shared vision certainly helped to remove the matter of war from criminological research
“Illustre collégue”. Durkheim invita Lombroso all’esposizione universale di Bordeaux
In the spring of 1895 Émile Durkheim wrote to Cesare Lombroso inviting him to participate to the social sciences section ofBordeaux Exposition, sending documents suitable for presenting to public the scientific activity of Italian criminological school.Analyzing the brief correspondence - so far little known - between the two eminent scholars and a letter from George Sorelto Lombroso, the paper takes a new perspective on the relationship between the French sociologist and the founder of CriminalAnthropology, united by hostility towards a common enemy, Gabriel Tarde, and by affinity of political opinion. The Author alsohighlights presence of intersections between the theory of deviance formulated by Emile Durkheim and some arguments elaboratedby Cesare Lombroso at the end of the Nineteenth century, especially relating to social utility of crime.Nella primavera del 1895 Émile Durkheim scrisse a Cesare Lombroso per invitarlo a partecipare alla sezione delle scienze socialidell’Esposizione Universale di Bordeaux, inviando documenti idonei a presentare al pubblico l’attività scientifica della scuola criminologicaitaliana. Analizzando la breve corrispondenza – sinora poco conosciuta- fra i due grandi studiosi e una lettera di GeorgeSorel a Lombroso, l’articolo rilegge in una nuova prospettiva i rapporti fra il sociologo francese e il fondatore dell’AntropologiaCriminale, accomunati dall’ostilità verso un nemico comune, Gabriel Tarde, e dalla affinità del pensiero politico. L’Autore evidenziainoltre la presenza di intersezioni fra la teoria della devianza formulata da Émile Durkheim e alcuni concetti elaborati da CesareLombroso alla fine del XIX secolo, in particolare relativi alla utilità sociale del crimine
CRIMINALISTICA
nuova voce nel volume aggiornamento XV della enciclopedia giuridica Treccan
Commento agli articoli 27, 28 e 29 del codice processuale penale minorile (D.P.R. 448/88)
Commento analitico al testo di tre norme del codice del rito processuale penale per i minorenni
LE PIAGHE D'ITALIA. I LOMBROSIANI E I GRANDI CRIMINI ECONOMICI NELL'EUROPA DI FINE OTTOCENTO
Ancora sugli omicidi colposi stradali. Alcune riflessioni su di un problema sempre aperto
Se il boss si deprime. La tutela dell salute (anche) psichica, fra diritti dei detenuti ed esigenze securitarie
L'articolo affronta il tema della depressione in ambito carcerario e della compatibilità con il regime detentivo, con particolare riferimento all'art. 41/bis (c.d. "carcere duro"
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