1,721,090 research outputs found

    Imitazione dei gesti motori: fare lo stesso o fare il contrario sulla base del sistema di riferimento.

    No full text
    Il progetto di dottorato intende approfondiscre l’importanza dei sistemi di riferimento nella percezione e nell’imitazione di gesti motori, in particolare nella condizione di frontalità fra due soggetti. In questa posizione, tipica di molte interazioni canoniche tra due individui, sSembrerebbero infatti fondamentali gli ancoraggi ambientali in aggiunta a quelli egocentrici ed emergerebbe il ruolo pregnante della contrarietà nel rapporto di imitazione, molto spesso sottovalutato in letteratura.\ud \ud Stato dell’arte: Studi diLa molta letteratura in psicologia che si è interessata di imitazione psicologica sull’argomento infatti non si sono mai occupati di tale questione in particolare ma più in generale dell’imitazione sia nel campo delle neuroscienze (soprattutto negli studi sui cosiddetti “neuroni specchio”e sulla lateralizzazione – es. Di pellegrino, Fadiga, Fogassi, Gallese & Rizzolatti, 1992; Rizzolatti, Fadiga, Gallese & Fogassi, 1996; Rizzolatti, Gallese & Fogassi, 2001BIBLIO); Koski, Iacoboni, Dubeau, Woods & Mazziotta, 2003 – , sia nel campo dell’imitazione allo specchio (sul “comportamento” del riflesso rispetto all’azione dell’individuo: movimento identico o movimento contrario), sia attraverso nel contesto delle ricerche sulla il linguaggio della compatibilità spaziale (– secondo la quale c’è una tendenza forte all’ambiente spaziale quando si è chiamati ad imitare un gesto motorio che trascende gli stessi sistemi di riferimento, anche se in letteratura questo concetto è stato usato con significati dalle sfumature non sempre congruenti fra loro)es. Umiltà & Nicoletti, 1990; Heyes & Ray, 2004; Bosbach, Prinz & Kerzel, 2004 BIBLIO – non ha messo a fuoco specificatamente la questione della contrarietà nel movimento.. \ud Questo è vero anche per altri \ud Anche altri settori di ricerca che pure si sono occupati dell’imitazione dei gesti motori, ad esempio nella Danza (dove diversi studiosi e coreografi, uno per tutti (fra i quali spicca il ruolo di Rudolf Von Laban,) si sono cimentati nel tentativo di codifica del movimento umano al fine di trarne una notazione “universale” e ripetibile),, nel Fitness (in particolare nel fitness musicale di gruppo, in cui l’imitazione degli allievi nei confronti dell’istruttore sta alla base della lezione, ma nonostante sia un aspetto così radicato, non vi sono studi specifici al riguardo se non descrizioni legate alla biomeccanica corporea) e nella Fisioterapia, nel settore ingegneristico applicato allo sviluppo delle nuove tecnologie per la codifica e riproduzione del movimento umano - (e non solo -) e del “motion capture” come sistema di corrispondenza fra un’immagine virtuale e un corpo reale (a partire da strumenti commerciali come le consolle di gioco più diffuse fino a piattaforme estremamente raffinate (Camurri, Mazzarino, Trocca & Volpe, 2001; BIBLIOCamurri, Mazzarino & Volpe, 2004)). \ud \ud La ricerca: Ipotesi Il progetto di dottorato ha previsto l’ideazione e la conduzione di una ricerca sperimentale con sperimentale:\ud In questo lavoro mi sono avvalsa di un progetto sperimentale che aveva l’obiettivo di verificare se i le personesoggetti adulti quando si trovano nella condizione di frontalità (180°) e devono “fare lo stesso” o “fare il contrario” di un gesto prodotto da un modello, fanno appello al loro proprio sistema di riferimento egocentrico,, basato sulle coordinate corporee (destra-sinistra, sopra-sotto, e avanti-dietro)), cioè il sistema di riferimento egocentrico o se prevale invece l’ancoraggio ambientale (verso est-verso ovest, verso su-verso giù, verso sud-verso estnord), cioè il sistema di riferimento allocentrico. \ud Diversi studi precedenti suggeriscono che nell’imitazione si passa evolutivamente da una risposta inizialmente allocentrica (prevalente a 6-8 anni) ad una risposta prevalentemente egocentrica - ormai affermata a 16-18 anni (BIBLIOPress, Ray & Heyes, 2009), benchè tracce di risposte allocentriche permangano in alcuni compiti (Avikainen, Wohlschlaeger, Liuhanen, Hanninen & Hari 2003; BIBLIOChiavarino, Apperly & Humphreys, 2007; Belopolsky, Olivers & Theeuwes, 2008). AAlcuni primi studi sulla contrarizzazione (Bianchi & Savardi, 2008; Bianchi, Savardi, Burro & Martelli, submitted) suggerirebbero invece che il prevalere delle risposte egocentriche coesisterebbe tuttavia con un ruolo più accentuato dello spazio allocentrico quando si tratta di fare il contrariosulla letteratura dell’imitazione confermano una tendenza nelle situazioni di imitazione a scegliere un tipo di atteggiamento di tipo allocentrico piuttosto che egocentrico, a far quindi perno sull’ancoraggio ambientale anziché sul proprio schema motorio. La ricerca ha contribuito ad approfondire la validità e generalizzabilità di questo risultato, prevedendo condizioni di imitazione e contrarizzazione (tipo di gesti, relazione temporale tra i gesti) non perlustrati prima e introducendo lo studio dei tempi di risposta per valutare l’automaticità dei movimenti – anche questo non usato nei precedenti lavori sul “fare il contrario” del gesto mostrato dal modello.Perciò mi aspetto che da questo esperimento i dati confermino questa tendenza alle risposte di tipo allocentrico piuttosto che egocentriche; che i soggetti siano più veloci nella risposta nei compiti in cui dovevano imitare simultaneamente al modello, anziché in differita; che non ci siano particolari differenze fra le risposte in cui si chiedeva di fare “lo stesso” rispetto a quelle in cui si chiedeva di “fare il contrario”; che nei gesti più complessi come quelli in cui ci si muoveva in diagonale i tempi di risposta saranno più lenti in particolare nelle risposte egocentriche.\ud \ud Metodologia: \ud All’interno di una stanza è stato installato un telo nero di tre metri quadrati circa su una delle pareti verticali. Nella parete opposta è stata posizionata una videocamera digitale alla distanza di circa 4 metri dalla parete.\ud L’esperimento qui descritto prevedeLo studio ha previsto la presenza di due individui: un partecipantesoggetto e uno sperimentatore che fungeva da modello. Il soggetto e il modello si trovavano nella loro posizione di partenza si trovavano sempre l’uno di fronte all’altro (a 180°) e fra di loro vi era una distanza di 2,.5m circa. I dispositivi sono stati postiUna videocamera era posizionata parallelamente al soggetto e allo sperimentatore ad una distanza di 4m circa e ad un’altezza di 1m circa in modo tale da registrare contemporaneamente sia il movimento dello sperimentatore, sia quello del soggetto contemporaneamente e dare poi modo di - ricavando sia indicazioni dei tempi di risposta che del tipo di movimento scelto dal soggetto calcolare nel modo più preciso possibile sia i tempi di risposta che la tipologia di gesto che intuitivamente il soggetto sceglieva (direzionalità, scelta dell’arto, angolo di movimentoazione, ecc.). I soggetti dovevano “fare lo stesso” o “fare il contrario” di 5 gesti - 3 movimenti locali (sagittale, coronale, diagonale) e 2 movimenti globali (coronale, diagonale) - ripetuti per le due lateralizzazioni del corpo umano. Al termine della sessione dovevano \ud Subito dopo aver imitato o contrarizzato tutte e 4 le sequenze di movimento, ai soggetti è stato chiesto di dare una propria valutazione circa il loro grado di sicurezza nell’aver eseguito bene il loro compito (in una scala a 10 punti )tramite un compito carta e matita. Al termineVeniva anche della parte valutativa veniva data loroo l’opportunità di fare delle osservazioni o delle domande libere allo sperimentatore delle osservazioni o delle domande libere e questi colloqui sono stati anch’essi registrati dallo sperimentatore.\ud \ud La consegna della parte valutativa nella condizione IMITAZIONE è:\ud “Quanto sei sicuro di aver fatto dei gesti identici a quelli che ho fatto io?”\ud 0 – 1 – 2 – 3 – 4 – 5 – 6 – 7 - 8 – 9 - 10\ud “Hai delle osservazioni? Domande?”\ud La consegna della parte valutativa nella condizione CONTRARIETA’ è:\ud “Quanto sei sicuro di aver fatto dei gesti contrari a quelli che ho fatto io?”\ud 0 – 1 – 2 – 3 – 4 – 5 – 6 – 7 - 8 – 9 - 10\ud “Hai delle osservazioni? Domande?”\ud L’esperimento prevedeva 4 condizioni sperimentali studiate tra i gruppi: imitazione simultanea, imitazione differita, contrarizzazione simultanea, contrarizzazione differita. Tali condizioni sono stati associati a 4 gruppi diversi di soggetti (20 soggetti imitazione simultanea, 20 soggetti imitazione differita, 20 soggetti contrarizzazione simultanea, 20 soggetti contrarizzazione differita).per ogni condizione per un totale di 80 soggetti).\ud A tutti i partecipanti in tutte e 4 le condizioni venivano presentati: 3 movimenti locali (sagittale, coronale, convergente) e 2 movimenti globali (coronale, incrocio).\ud Risultati: \ud I risultati delle analisi confermanoDai risultati è emerso che il sistema di riferimento egocentrico in effetti non esaurisce tutte le risposte date dai soggetti adulti e in particolare il suo ruolo diventa più evidente quando i soggetti si trovano a fare “il contrario” più che “lo stesso”. Il tipo di gesto è risultato avere un ruolo, in interazione con altre variabili, ma diciamo che in generale sono emersi dall’analisi dei tempi di risposta due macro-risultati, le ipotesi di partenza, sottolineando che la maggior parte delle risposte segue il sistema di riferimento allocentrico e che in generale perinteressanti rispetto all’ipotesi generale del lavoro: le risposte di tipo egocentrico i tempi di risposta sono stati più lunghi per le risposte di tipo egocentrico rispetto alle risposte allocentriche (il che dà indicazione della maggior automaticità dei secondi) e sono risultati più lunghi nella condizione di identità che in quella di contrarietà. Quest’ultimo risultato in particolare . Inoltre dagli effetti principali notiamo che i tempi di risposta sono stati maggiori quando la risposta veniva data nella condizione di differita, nella condizione di identità (il che conferma che la contrarietà è un aspetto importante e direttamente intelligibile da parte dei soggetti (addirittura più semplice della risposta imitativa) e incoraggia a considerare che questo aspetto vada integrato nelle un po’ troppo monolitiche analisi correnti dell’ imitazione.\ud occorre tenere presente quando si tratta l’imitazione senza schiacciarlo all’interno dell’identità)

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

    Full text link
    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

    Full text link
    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

    Full text link
    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis

    Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts

    Full text link
    We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more sophisticated methods

    Author Index

    No full text
    Nao informado
    corecore