112,111 research outputs found
Le community culturali al tempo della crisi. Nuovi spazi e nuove narrazioni
Il saggio riflette sul ruolo delle comunità culturali all'interno delle narrazioni contemporanee a partire dalla crisi pandemica che ha attraversato il pianeta nel 2020. Attraverso l'individuazione di buone pratiche informali ed istituzionali l'autore assegna ad alcuni protagonisti dell'arte contemporanea e del teatro il ruolo di esperienze innovative nell'ambito della cultura
I Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo. Strategie e azioni per un modello di innovazione culturale
Il saggio descrive gli esiti di una ricerca su una area strategica della città di Palermo - un tempo importante area industriale dei mobilieri Ducrot e del design di Basile - oggi adibita a cittadella della cultura. La ricerca affronta i temi della trasformazione architettonica dei padiglioni industriali in spazi per la produzione artistica e culturale, nonché quelli delle nuove relazioni che l'area può istituire con la città. Il saggio esplora gli aspetti della cultura materiale ed immateriale come un unico patrimonio che nutre e istruisce il progetto di architettura e di design e riflette sulle pratiche innovative e sul ruolo della partecipazione attiva degli artisti e degli attori culturali come promotori del cambiamento e come nuovi urban makers
De Bernardo Ares José Manuel (coordinador), El Cardenal Portocarrero y su tiempo (1635-1709). Biografías estelares y procesos influyentes, León, CSED, S.L., 2013,
El volumen, editado por José Manuel De Bernardo Ares, catedrático de Historia moderna de la Universidad de Córdoba, incluye los trabajos que fueron expuestos y debatidos en las V Jornadas de Historia “Cardenal Portocarrero”, que se celebró en el 2009 en Palma del Río (Córdoba) en ocasión del tercer centenario de la muerte del cardenal Luis Fernández Portocarrero. El volumen se divide en dos grandes partes: la primera trata ampliamente de la biografía personal y de las redes familiares y clientelares de Portocarrero; la segunda se centra en las influencias que las decisiones tomadas entre los siglos XVII y XVIII tuvieron en la cultura, en la sociedad, en la política y en la economía
Marsala, 'Zona Mura': la ceramica da cucina tardoromana
This paper discusses Late Roman cooking wares from recent excavations in the ‘Zona Mura’ (Marsala). A systematic research to investigate monuments and artifacts in detail, focusing on the role of Lilybaeum in the Mediterranean context from Hellenistic to Late Roman times, was planned by the mission of Hamburg and Palermo Universities; the ‘Lilybaeum Archaeological Project’ started in 2007 in collaboration with the Superintendence of Trapani and the Archaeological Museum of Marsala. Hence, an area into the north-eastern sector of the Archaeological Park of Marsala, the so-called ‘Zona Mura’, was identified; in connection with a preliminary geological survey and geophysical prospecting, in 2008-2009 excavations carried out in the area brought to light some architectural remains of a brick wall, belonging to a Late Roman rebuilding of a part of the city wall; remains of insulae, situated in the southern part of the surveyed area (fragments of wall paintings and a white mosaic floor were found still in loco); part of two limestone-paved roads flanked with pavements and ruins of a Late Roman sewer.
The preliminary results of the ongoing pottery study are promising. African tableware and cooking ware, Pantellerian ware, African amphoras are well represented products, but there are samples of regional and unknown provenance as well. One prominent research objective for our team is the analysis of the dynamic pattern of relations between different production-centres of ceramics deriving from the ‘Zona Mura’..
DINAMICA DELL’ACQUA SULLA SUPERFICIE DI UN BIOSSIDO DI TITANIO NANOSTRUTTURATO SINTETIZZATO IN LABORATORIO
Un campione biossido di titanio sintetizzato in laboratorio è stato ottenuto mediante idrolisi di TiCl4
in acqua deionizzata (rapporto in volume 1:10) a temperatura ambiente. Dopo 12 h di agitazione la
soluzione trasparente è stata portata all’ebollizione per 0.5 h per ottenere la sospensione finale.
La sospensione è stata quindi seccata alla temperatura di 50°C per ottenere il catalizzatore in
polvere. Successivamente, la polvere così ottenuta è stata lavata e centrifugata diverse volte allo
scopo di ridurre fino a valori trascurabili la concentrazione di ioni cloruro nell’acqua di lavaggio. Il
catalizzatore così ottenuto è stato denominato HP0.5 (Home Prepared bollito per 0.5 h) [1].
Un grammo di tale prodotto è stato sospeso in 3 mL di acqua e sottoposto a sonicazione per 10
minuti. Dopo sedimentazione notturna, la componente solida, non separata dalla fase acquosa, è
stata sottoposta ad analisi in rilassometria NMR a ciclo di campo a 4 diverse temperature: 25, 40, 60
e 70°C [2].
I profili ottenuti si possono dividere in due parti. La prima parte, nell’intervallo di frequenze di
Larmor protoniche compreso tra 10 e 0.9 MHz, mostra un andamento lineare la cui pendenza non
viene influenzata dalle variazioni di temperatura. Questo comportamento è tipico di acqua
fortemente legata alla superficie di un mezzo poroso. Per effetto della forte i nterazione con la
superficie del biossido di titanio, la dinamica dell’acqua non risente di fluttuazioni nel range di
temperature utilizzato.
Nell’intervallo di frequenze di Larmor protoniche 0.8-0.01 MHz si osserva un andamento del
profilo di tipo Lorentziano in cui i valori delle velocità di rilassamento in funzione della
temperatura indicano una dinamica dell’acqua ascrivibile ad un regime di moto veloce.
Il comportamento rilassometrico dell’acqua sulla superficie del biossido di titanio nanostrutturato
preparato in laboratorio in funzione della temperatura, consente di ipotizzare che esistono due strati
di acqua intorno alla superficie del TiO
2
. Il primo è uno strato di acqua immobilizzata, circondato
da un secondo strato di acqua mobile. E’ proprio la presenza di acqua fortemente legata e
difficilmente rimovibile nell’intervallo di temperature investigato che rende conto della scarsa resa
cinetica del catalizzatore in esame rispetto ad anatase cristallino.
Riferimenti bibliografici
[1] M. Addamo, V. Augugliaro, A. Di Paola, E. García-López, V. Loddo, G. Marcì, R. Molinari,
L. Palmisano, M. Schiavello, Preparation, characterization and photoactivity of
polycrystalline nanostructured TiO
2
catalysts, J. Phys. Chem. B, 108 (2004) 3303-3310.
[2] P. Conte, V. Loddo, C. De Pasquale, V. Marsala, G. Alonzo, L. Palmisano, Nature of
interactions at the interface of two water-saturated commercial TiO
2
polymorphs, J. Phys.
Chem. C, 117 (2013) 5269-5273
La mosaïque de la via Marsala à Rome (Regio V) : le plan des thermes d'une association d'athlètes ?
Alain Bouet, La mosaïque de la via Marsala à Rome (Regio V) : le plan des thermes d'une association d'athlètes?, p. 849-892.
La mosaïque polychrome de la via Marsala à Rome représente le plan d'un complexe thermal où est figuré - hormis la dimension des salles -l'emplacement des bassins, des praefumia ou des fenêtres. Bien que découverte en 1872, elle n'a jamais fait l'objet d'une étude détaillée. L'organisation particulière des pièces de bain autour d'une salle à bassin central s'apparente à une série dont l'exemple le plus représentatif est les thermes avec Heliocaminus de la Villa Hadriana à Tivoli. L'autre caractéristique est un vaste espace à l'air libre qui peut être interprété comme une palestre, témoignage de la place importante du sport dans le monument. L'ensemble pourrait être le siège d'une association d'athlètes.Bouet Alain. La mosaïque de la via Marsala à Rome (Regio V) : le plan des thermes d'une association d'athlètes ?. In: Mélanges de l'École française de Rome. Antiquité, tome 110, n°2. 1998. pp. 849-892
Tradizione mendicante ed estetica barocca nella proiezione extramoenia: il convento S. Antonino a Palermo (XVII sec.)
Nel contesto generale della rifondazione barocca per la “Grande Palermo”, il saggio affronta la riproduzione tematica dell’inserimento degli ordini mendicanti nel tessuto urbano. La continuità e la validità della politica insediativa già verificata (dal 1970) con gli studi di Le Goff in Francia e proseguita da Guidoni in Italia, viene in particolare analizzata come sperimentazione di una tecnica d’intervento consolidata nel tempo. In rapporto alla loro presenza esplicitata nell’assetto medioevale fra il XII e il XIII secolo, i carmelitani gli agostiniani e i francescani avevano già disposto le loro fabbriche ai vertici di un triangolo il cui baricentro ricadeva nel piano di S. Cataldo (futuro sito del Palazzo Pretorio nel 1470, attuale Municipio). E’ noto come, con la quadripartizione urbana ottenuta con il taglio della Strada Nuova (Via Maqueda) ortogonale al Cassaro, il ridisegno della città abbia assunto una valenza prioritaria, in cui si inseriva fra l’altro il rinnovato contributo degli ordini religiosi usciti dalla Controriforma. Il riferimento è rivolto alla “nuova famiglia” francescana dei Riformati che con l’appoggio vicereale colsero l’opportunità di ubicare la loro nuova fabbrica in connessione con la Porta di Vicari e la cortina meridionale della città, in un’area di potenziale espansione extramuraria ancora in posizione baricentrica (Palazzo Pretorio) con le fabbriche esistenti dei carmelitani e degli agostiniani. Tale intervento ultimato nel 1636 si configura virtualmente con la diffusione del messaggio di rafforzata sinergia fra gli ordini mendicanti e la città civile in un clima di riorganizzazione delle maestranze e delle confraternite. Attraverso la lettura iconografica (1581-1886), la documentazione archivistica e il repertorio illustrativo sono stati messi in evidenza tutti gli elementi della composizione. Il convento francescano con la chiesa (rivolta ad oriente) rappresentava il fondale dello Stradone d’Alcalà alberato (attuale via Lincon); la Porta di Vicari, la Fontana della Ninfa dello Smiriglio, l’Anfiteatro Marmoreo e la piazza aderivano ad un programma unitario orientato dalla vocazione estetica che andava assimilando la consistenza plastica e figurativa del nascente linguaggio barocco
Effect of texture on the dynamics of a water saturated biochar
Biochar is defined as charred organic matter applied to soil in a deliberate manner, with the intent to improve soil properties (Lehmann et al., 2009). Biomass-derived char can be used as energy carrier, as adsorber and as material for the improvement of soil properties. Carbonized organic matter can have different physical and chemical properties depending on the technology used for its production. Moreover char texture influences deeply physical and chemical properties. In this work effect of texture on the dynamics of a water saturated biochar was analyzed by FFC NMR.
An industrial biochar derived from gasification of poplar wood was sieved to determine influence of texture on water dynamic on particles surface.
Sieves with 2, 1 and 0.3 mm have been used to separate three different texture fractions.
Each sample has been saturated with water and then analysed by FFC NMR relaxometry by applying a range of magnetic field from 40MHz to 0.01MHz.
Three profiles with different longitudinal relaxation rate have been carried out. Sample with texture 1-2mm has a profile with the lowest longitudinal relaxation rate (R1). Profile of sample with textures <0.3mm has the profile with highest R1.
Behavior of water can be explained associating an increment of longitudinal relaxation rate with an increment of porosity.
Surface area reduction is achieved when the sizes of the pores increase. As water molecules flow through larger sized pores, their motion occurs at a frequency that is broader than that of water molecules constrained in smaller sized pores. For this reason quickly moving water can not efficaciously interact with either neighboring molecules or with the molecular sites on the surface at the liquid-solid interface. As a consequence intermolecular dipolar interactions are weakened and a reduction of the proton longitudinal relaxation rate (shorter R1 values) can be observed compared with the R1 values for slowly moving or immobilized water systems
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