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    Un profilo delle Scienze della comunicazione in Italia <br>: Entretien avec Mario Morcellini (Università La Sapienza di Roma).

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    In questa intervista Mario MORCELLINI racconta il processo di istituzionalizzazione delle Scienze della comunicazione in Italia, arrivato ora ad un punto che permette di delineare l’insieme dei saperi e delle competenze necessarie in questa area disciplinare. Tra i temi trattati anche il rapporto tra le diverse discipline e il necessario dialogo da perseguire per praticare un metodo efficace.Lo studioso ci offre inoltre il suo punto di vista sui nuovi media, attento a distinguere tra il nuovo medium, inteso come semplice innovazione tecnologica, e il nuovo nei media ovvero i reali cambiamenti nei processi comunicativi e nei comportamenti culturali.Il tema dei comportamenti culturali viene declinato poi rispetto ai giovani, uno dei temi su cui più Mario Morcellini ha insistito nel suo percorso, e su cui ha cercato di praticare una revisione scientifica di alcuni luoghi comuni.Mario MORCELLINI è Preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapienza Università di Roma, dove è Professore Ordinario di Sociologia della comunicazione. È Presidente della Conferenza Nazionale dei Presidi di Scienze della Comunicazione, Portavoce nazionale dell’Interconferenza dei Presidi e consigliere al Consiglio Universitario Nazionale. Ha avuto un ruolo molto rilevante nella nascita e nel consolidamento accademico dell’area disciplinare delle Scienze della comunicazione in Italia.Tra i suoi temi di ricerca: il rapporto tra media, educazione e socializzazione, l’influenza dei media sulla modernizzazione dell’industria culturale italiana, le prospettive di sviluppo dell’università italiana

    Un profilo delle Scienze della comunicazione in Italia <br>: Entretien avec Mario Morcellini (Università La Sapienza di Roma).

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    In questa intervista Mario MORCELLINI racconta il processo di istituzionalizzazione delle Scienze della comunicazione in Italia, arrivato ora ad un punto che permette di delineare l’insieme dei saperi e delle competenze necessarie in questa area disciplinare. Tra i temi trattati anche il rapporto tra le diverse discipline e il necessario dialogo da perseguire per praticare un metodo efficace.Lo studioso ci offre inoltre il suo punto di vista sui nuovi media, attento a distinguere tra il nuovo medium, inteso come semplice innovazione tecnologica, e il nuovo nei media ovvero i reali cambiamenti nei processi comunicativi e nei comportamenti culturali.Il tema dei comportamenti culturali viene declinato poi rispetto ai giovani, uno dei temi su cui più Mario Morcellini ha insistito nel suo percorso, e su cui ha cercato di praticare una revisione scientifica di alcuni luoghi comuni.Mario MORCELLINI è Preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapienza Università di Roma, dove è Professore Ordinario di Sociologia della comunicazione. È Presidente della Conferenza Nazionale dei Presidi di Scienze della Comunicazione, Portavoce nazionale dell’Interconferenza dei Presidi e consigliere al Consiglio Universitario Nazionale. Ha avuto un ruolo molto rilevante nella nascita e nel consolidamento accademico dell’area disciplinare delle Scienze della comunicazione in Italia.Tra i suoi temi di ricerca: il rapporto tra media, educazione e socializzazione, l’influenza dei media sulla modernizzazione dell’industria culturale italiana, le prospettive di sviluppo dell’università italiana

    “Dalla formazione al lavoro. Presentazione del XIV rapporto Unimonitor.com e Scienze.com. Giornate di confronto con il visiting professor Miguel Tunez Lopez

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    La scuola romana di Comunicazione della Sapienza ha da sempre coniugato una verifica costante della sua offerta formativa con l’analisi delle chance occupazionali dei suoi laureati. Una vocazione, questa, che ha contribuito ad alimentare anche nel panorama italiano - nell’ambito della Conferenza delle Facoltà e dei corsi di laurea in Scienze della Comunicazione - ben prima che la normativa indicasse la via della valutazione e la promozione di iniziative a sostegno dell’orientamento e del placement. Sulla base di tale consapevolezza, ma anche degli innumerevoli sforzi intrapresi in questi anni dalle diverse anime della Facoltà e dell’attuale Dipartimento CORIS, nonché dall’Osservatorio della Comferenza, si è pensato di dedicare uno spazio ai progetti e agli studi condotti sul tema della formazione e del lavoro. L’intento è di aprire una tre giorni di confronto e di dibattito su tali tematiche al fine di riflettere su potenzialità e criticità. Ciò alla luce dell’incessante riformismo universitario che ha caratterizzato l’ultimo decennio, ma anche della crisi economica di cui si segnalano i primi effetti negativi pure sui nostri laureati, sia a livello locale che nazionale. Quest’anno tale possibilità di dialogo è offerta dalla presenza in Facoltà del prof. José Miguel Túñez LÓpez. Già Preside della Facoltà di Scienze della comunicazione dell’Università di Santiago De Compostela e Vicepresidente della Conferenza dei presidi delle Facoltà e delle Scuole di Comunicazione in Spagna, è attualmente componente dell’Associazione spagnola per la ricerca in Comunicazione, del Consiglio degli Audiovisivi della Galizia e di RTVE-Galicia. Dai tempi del Processo di Bologna si occupa del riformismo universitario nel suo Paese, e svolge attività di ricerca sulle tematiche relative al giornalismo, per le quali ha vinto, tra l’altro, nel 1990 il premio nazionale di giornalismo Regina Sofia

    Unibook. Per un database sull'Universita`

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    Il progetto che ispira il volume è la produzione e analisi di dati certi e stabilizzati sul sistema universitario, in una cornice interpretativa presentata da docenti e ricercatori impegnati da tempo in studi e ricerche sul riformismo e sui processi di innovazione dell’Università. Alla base del libro sta la convinzione che un elemento di crisi dell’Università, del dibattito ad essa relativo e persino del suo rapporto con l’opinione pubblica e il paese consista in un deficit di dati di base, spesso aggravato da una scarsa conoscenza di quelli già disponibili. In questo contesto, diventa strategica la disponibilità di uno strumento che documenti l’evoluzione nell’ultimo decennio di un sistema che vive e lavora da tempo sotto le insegne di un continuo riformismo. I saggi raccolti nel volume offrono, con un taglio analitico e interpretativo, una mappatura a tutto tondo dell’Università e un quadro aggiornato dei suoi diversi aspetti: dalla governance di sistema alla mappa dell’offerta formativa e ai finanziamenti, dal focus su tutti i protagonisti (studenti, docenti, figure pre-ruolo, personale amministrativo) all’internazionalizzazione. Non manca l’attenzione a temi strategici al centro del dibattito, dalla VQR alla valutazione delle riviste, dall’Abilitazione Scientifica Nazionale alla Terza missione, fino ad un’attenzione specifica sugli atenei meridionali e sul gender divide nell’Università

    Interventi di Massimiano Bucchi, Mario Morcellini, Chiara Saraceno

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    Come e più di altre discipline, per chi fa sociologia essere presenti nei mass media, tv e stampa soprattutto, è un modo – una condizione e un’opportunità – di contribuire alla costruzione di una sfera pubblica non manipolata. Le riflessioni di chi ne dà testimonianza gettano luce su quanto possa essere problematico

    Sulle tracce di contro-narrazioni del terrorismo: il caso della fiction letteraria occidentale post 9/11

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    Il contributo presenta un’analisi degli immaginari sul terrorismo prodotti dalla fiction letteraria occidentale attorno a, e a partire da, l’attentato alle Torri Gemelle dell’undici settembre 2001, quali possibili contro-narrazioni capaci di introdurre frames alternativi intenzionalmente orientati a sfidare la rappresentazione dominante. La base empirica è costituita da quei romanzi che manifestano tale intenzione raccogliendo la sfida inizialmente tematizzata da Don DeLillo come necessità di trovare le parole per dare “significato a tutto quel vuoto che urla” (DeLillo 2001, p.17) e, successivamente, di trovare parole altre capaci di decostruire l’unitarietà e unilateralità della rappresentazione offerta/imposta dai media. L’analisi si è quindi concentrata esclusivamente sulla fiction letteraria anglo-americana, di origine o per formazione, intendendo così circoscrivere il campo di osservazione allo stesso milieu culturale che ha dato origine al pensiero unico della narrazione del terrore e che, come vedremo, rappresenta una parte fondamentale di quella stessa narrazione. In ragione di questa relazione primigenia, che lega la costruzione di significati prodotti dalla fiction letteraria alla narrazione dominante, l’analisi proposta utilizza gli elementi connotanti la “rappresentazione” dell’evento imposta dalla media logic e dai suoi entertaining formats, analizzati nella prima parte del contributo, come nuclei di significato per l’analisi dei testi. La logica di interconnessione tra format e contenuti è stata operativizzata in sede di analisi attraverso la declinazione del modello “a due facce” per l’analisi dei frame nel quale format analysis e content analysis vanno a comporsi in un quadro interpretativo unitario. Un framework nel quale la pluralità di punti di vista e di modalità narrative utilizzate per esplorare possibilità “altre” di relazionarsi con l’evento vengono ad essere parte (una parte imprescindibile) del processo di disvelamento del meccanismo di mistificazione opera-to dalla narrazione dominante. Recuperando la genia originaria della novel, infatti, le opere analizzate si propongono di modificare il modo con cui attribuiamo senso alla realtà, facendo fare al lettore esperienza diretta, spesso in soggettiva, di un’alterità che cessa di essere al di là e al di fuori, per diventare improvvisamente prossima e abitabile

    Idee e strumenti per rafforzare il dibattito sull’Università. Premessa alla lettura

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    Il saggio presenta e introduce il libro "UNIBOOK. Per un database sull’Università". La scelta del volume è quella di mettere al centro i dati, ma senza morire soffocati dalla loro moltitudine; essi sono stati dunque selezionati secondo un rigoroso ordine di priorità, ispirandosi all’idea che un database volutamente essenziale non possa che essere leggibile anche dai non addetti ai lavori. Il punto di partenza della riflessione e dell'analisi è infatti rappresentato dalla convinzione che un elemento rilevante di crisi dell’Università, e persino del dibattito che su essa si accende (coinvolgendo il suo rapporto con l’opinione pubblica e il Paese), consiste in un deficit di socializzazione e di conoscenza diffusa dei dati di base. Un miglioramento delle informazioni di sfondo, meglio se accompagnato da un’attenzione selettiva alla comunicazione dei dati essenziali, è allora la precondizione di un dibattito serio. Ma rappresenta pure una base di partenza per qualunque punto di vista anche critico, a maggior ragione per chi ha la responsabilità di adottare le decisioni

    La sapienza di comunicare. Dieci anni di Media Education in Italia ed Europa

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    Rivoltella, P. C. &amp; Morcellini, M. (a cura di). (2007). La sapienza di comunicare. Dieci anni di Media Education in Italia ed Europa. Trento: Erickson

    Vincere la paura. Una nuova comunicazione della sicurezza contro il mediaterrorismo

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    La battaglia contro il terrorismo è impresa più vasta della sola strategia militare e tattica. Essa implica anche la produzione di immagini e storie, la capacità di sfatare leggende e miti e quella di rassicurare e accompagnare. Il volume si propone di offrire una riflessione polifonica, basata sulle voci di studiosi, rappresentanti delle forze di polizia, giornalisti e operatori dei media per definire strategie di contrasto della bulimia di insicurezza e delle paure. Nato in un momento in cui l’ombra minacciosa del terrorismo internazionale si stava proiettando su un’Europa troppo fragile per reagire, il percorso restituito in questo libro prende spunto dal progetto di rilevante interesse nazionale “Media e Terrorismi. L’impatto della Comunicazione e delle reti digitali sull’insicurezza percepita”. Tuttavia, le riflessioni interdisciplinari prodotte vanno ben oltre le questioni poste dal terrorismo internazionale, mirando a interpretare e contrastare le distorsioni nelle narrazioni mediali e a accompagnare operatori della sicurezza, dei media e dello spazio pubblico in altri contesti complessi, come le migrazioni, la criminalità e più recentemente la pandemia che ha stravolto equilibri geopolitici, sicurezze precarie e routine produttive dell’informazione. Con la prefazione del Prefetto Lamberto Giannini, Capo della Polizia - Direttore Generale della Pubblica Sicurezza Nota introduttiva del Gen D. CC Giuseppe La Gala, Direttore Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia Postfazione di Giampiero Gramaglia, Giornalista e consigliere scientifico dell’Istituto Affari Internazionali Contributi di: Erica Antonini, Marzia Antenore, Davide Borrelli, Marco Canneddu, Silvia Cervia, Ida Cortoni, Paola De Rosa, Anna D’Ascenzio, Valentina Faloni, Giovanni Filippetto, Mihaela Gavrila, Fabrizio Greco, Roberto Gritti, Giovanna Leone, Ludovica Malknecht, Roberto Menotti, Mario Morcellini, Andrea Pranovi, Annamaria Rufino, Livia Serlupi Crescenzi, Marica Spalletta, Barbara Strappato, Elisabetta Trinca, Stefania Tusini, Barbara Varchetta
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