1,721,157 research outputs found

    Importancia de la Historia Clínica y la Laparotomía exploratoria en la Obstrucción intestinal

    No full text
    Fil: Marini, Marina L.. Universidad Nacional de Río Negro. Sede Alto Valle y Valle Medio; Argentina.El presente trabajo representa un objetivo alcanzado y a la vez un nuevo desafío para continuar. Consta de una primera parte que consiste en la descripción de la Orientación de las Prácticas Profesionales, su ubicación en el plan de estudios, los objetivos generales de la carrera y en particular de la orientación. Le sigue una descripción de los lugares donde se realizaron las actividades y su cronograma. Finaliza con un estudio de carácter descriptivo retrospectivo en el que se analizan las consultas caninas y felinas utilizando como herramienta las Historias Clínicas de los casos vistos y las variables especie, raza,edad, sexo, servicios y patologías. En la segunda parte se describe un caso clínico representativo de las prácticas realizadas. Se discuten los resultados, se concluye y se elaboran aportes. Se espera que este trabajo cumpla con las expectativas mencionadas y resulte un inicio para futuros estudios

    Studi sul disagio organizzativo: il burnout nelle professioni sanitarie

    No full text
    La ricerca ha l'obiettivo di analizzare i livelli del Burnout e le strategie di coping su un campione (500 soggetti) composto dal personale sanitario e amministrativo di un Presidio Ospedaliero e di una Clinica Universitaria operanti nella provincia di Cagliari. Gli obiettivi sono: a)comprendere le relazioni esistenti tra le tre dimensioni: Esaurimento Emotivo, Depersonalizzazione e mancata Realizzazione Personale; b) indagare le relazioni tra le strategie di Coping utilizzate e i livelli di Burnout; c) valutare l’eventuale influenza di alcune variabili di tipo socio-anagrafico. Gli strumenti utilizzati sono il Maslach Burnout Inventory (M.B.I.) (Maslach e Jackson, 1986; Maslach, Jackson e Leiter, 1996) nella versione italiana, un questionario sul coping costituito da 18 item, su scala di tipo Likert a quattro punti, che si riferiscono alle tre “aree” individuate da Lazarus (1993) e Amirkhan (1990): strategia focalizzata sul problema, strategia della ricerca del sostegno sociale, strategia dell’evitamento. I risultati della ricerca mettono in evidenza come le tre dimensioni del burnout siano fra loro legate non da un legame di causazione, ma di reciproca associazione (Golembiewski, 1989; Leiter, 1989). In aggiunta, poi, l’Esaurimento Emotivo e la Depersonalizzazione porterebbero i soggetti a mettere in atto strategie di coping caratterizzate da Evitamento, mentre la Realizzazione Personale strategie legate alla Soluzione dei Problemi, ipotesi confermate in precedenti ricerche (Leiter, 1991a, 1993)

    Le organizzazioni moderne tra percezioni di empowerment e convinzioni di efficacia. Un contributo di ricerca

    No full text
    Nella società globale e postindustriale il polo strategico e creativo per lo sviluppo non è più costituito dal lavoro materiale bensì dall’agire sul contesto e sul futuro attraverso l’innovazione delle idee e dell’informazione (Hegedus, 1993). Le organizzazioni, per sopravvivere nel mercato del lavoro odierno caratterizzato da globalizzazione, informatizzazione, libero mercato, elevato know how tecnico- scientifico, devono essere sempre più competitive in termini di efficienza, efficacia ed eccellenza (Chmiel, 2000; Sarchielli, 2003). Le convinzioni di efficacia collettiva e l’empowerment organizzativo influenzano i processi aziendali e contribuiscono a produrre benessere individuale e salute organizzativa, la quale si esprime attraverso i nuclei culturali e le pratiche organizzative che caratterizzano i sistemi di convivenza (Avallone, Paplomatas, 2005). Individui e organizzazioni si interrogano su come gestire la complessità e quindi le dimensioni oggettive e soggettive che danno vita alle organizzazioni moderne, oggi più che mai sistemi multiculturali in continua evoluzione (Avallone, Farnese, 2005). L’efficacia collettiva e l’empowerment organizzativo non possono essere considerati svincolati dalla specifica realtà organizzativa; analizzare gli aspetti culturali di un’organizzazione, infatti, è funzionale alla comprensione dei processi organizzativi. In quanto dimensione complessa attraverso la quale si esplica la vita aziendale, la cultura diventa un parametro multiforme che è necessario tenere sempre in considerazione ogni qual volta si desideri conoscere le realtà organizzative. Le regole, i valori, i simboli e la storia influenzano dunque l’agire nei sistemi lavorativi contribuendo a definire credenze condivise e stili comportamentali dominanti, che concorrono a loro volta al consolidamento dei processi legati all’efficacia collettiva e all’empowerment organizzativo. L’empowerment dei lavoratori rappresenta uno dei principali e più significativi costrutti del management moderno (Beirne, 2006) e le convinzioni di efficacia sono considerate in letteratura i predittori più affidabili del successo organizzativo (Bandura, 1997). Nonostante nella letteratura nazionale e internazionale sia stato dedicato ampio spazio alle dimensioni di self-efficacy (Caprara, 1996; Bandura, 2000a, 2000b) e di self-empowerment (Zimmerman, Rappaport, 1988; Piccardo, 1995), risultano oggi ancora carenti gli studi sulla loro applicazione ai contesti lavorativi. La ricerca 01.Marini_Mondo_def_XP6.qxd 20-01-2009 16:11 Pagina 90 sull’empowerment organizzativo, ma soprattutto quella sull’efficacia collettiva, sono tuttora allo stato embrionale ed esiste ancora poca chiarezza sulle dimensioni sottostanti i due costrutti (Borgogni, 2001). Nonostante la mancanza di un solido impianto scientifico legato allo studio dell’efficacia collettiva, esiste comunque un tentativo di definizione di linee guida teorico-metodologiche ancorate a precisi modelli di riferimento (Borgogni, 2001; Zaccaro et al., 1995). Il costrutto dell’empowerment, invece, risulta essere piuttosto confuso e largamente abusato, utilizzato in ambiti disciplinari diversi e, talvolta, con significati differenti (Bruscaglioni, Gheno, 2002). Già Piccardo (1995) mette in evidenza come non siano sempre chiari i confini tra efficacia collettiva e altre dimensioni quali coesione, morale ed empowerment. Appare quindi evidente la necessità di differenziare le dimensioni in gioco da altre apparentemente equivalenti o comunque utilizzate in modo interscambiabile, attraverso un approccio il più possibile scientifico che cerchi di delimitarne chiaramente i confini. Diversi studi hanno nel tempo sottolineato la relazione tra autoefficacia e selfempowerment (Kanter, 1977, 1985; Bandura, 1986; Gist, 1989; Gist, Schwoerer, Rosen, 1989; Gist, Mitchell, 1992; Piccardo, 1995; Quaglino, 1999; Bruscaglioni, Gheno, 2002; Hansson, Bjorkman, 2005; Bruscaglioni, 2007) definendo la prima come parte integrale dell’esperienza di empowerment (Conger, Kanungo, 1988). Altri studi sostengono che l’empowerment sia positivamente correlato con l’efficacia collettiva (Bass, 1985; House, Shamir, 1993; Jung, Sosik, 2002, 2003), altri ancora hanno dimostrato l’influenza positiva dell’empowerment di gruppo sull’efficacia di gruppo (Kirkman, Rosen, 1999; Kirkman, Tesluk, Rosen, 2001; Kirkman et al., 2004). Empowerment ed efficacia possono essere quindi considerati due costrutti complessi, diversi, ma in relazione tra loro. Empowerment organizzativo ed efficacia collettiva influenzano la vita organizzativa, interagiscono con gli elementi strutturali e culturali e, in questo senso, diventano potenziali strumenti attraverso i quali intervenire per restituire potere ai singoli e all’organizzazione e incrementare così il coinvolgimento di tutti i membri per la realizzazione di obiettivi collettivi. Questi due costrutti hanno una forte valenza relazionale, nel senso del costruzionismo sociale (Gergen, Gergen, 1986; Gergen, 1989, 1992; Ugazio, 1998), e le convinzioni di efficacia e le percezioni di empowerment si costruiscono e si negoziano attraverso processi di co-costruzione che permeano le interazioni quotidiane tra individui che condividono lo stesso contesto organizzativo. Le realtà sociali sono, infatti, il frutto di processi di costruzione congiunta di significati operata dagli attori inseriti in contesti strutturati da norme e regole condivise, veicolate e ricostruite attraverso le conversazioni quotidiane, terreno di negoziazione e co-costruzione delle rappresentazioni degli oggetti sociali (Serri, 2004). Il presente lavoro parte dal presupposto che solo attraverso una fase diagnostica è possibile agire su tali variabili e implementare cambiamenti e interventi organizzativi utilizzando strumenti ad hoc ancorati alla specifica realtà di riferimento. Borgogni (2001, p. 67) sottolinea l’esigenza di evidenziare le specificità e le relazioni tra i diversi nuclei concettuali in gioco, utilizzando la ricerca come strumento finalizzato a enfatizzare il loro valore aggiunto all’interno delle organizzazioni: «La ricerca sull’efficacia collettiva è tuttora allo stato nascente e, pur cogliendo l’importanza e l’attualità del costrutto, saranno soltanto le ricerche future a dipanare l’intreccio di variabili che la determinano e ad avvalorare la sua importanza rispetto ad altri costrutti apparentemente equivalenti come coesione, morale, empowerment». Chiarire le caratteristiche che li contraddistinguono da altri nuclei concettuali, le differenze e le loro relazioni con la cultura organizzativa permette di restituire operatività a queste due dimensioni e di renderle efficaci per lo sviluppo organizzativo. Alla luce di queste premesse teoriche, è stata condotta una ricerca con l’obiettivo di esplorare l’efficacia collettiva, l’empowerment organizzativo e la cultura organizzativa, costrutti chiave per comprendere alcuni fenomeni connessi alle dinamiche organizzative

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

    Full text link
    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

    Full text link
    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

    Full text link
    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis

    Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts

    Full text link
    We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more sophisticated methods

    Author Index

    No full text
    Nao informado
    corecore