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    “L’ignoranza delle cose naturali”. Giuseppe Maria Galanti e la dimensione territoriale-ambientale nella città di Napoli e dintorni (1790-1792)

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    Il presente contributo intende esaminare la dimensione territoriale-ambientale della città di Napoli nelle os servazioni maturate tra il 1790 e il 1792 dal noto riformatore di Santa Croce del Sannio, Giuseppe Maria Galanti. L’obiettivo è quello di evidenziare le interazioni e il nesso dialettico uomo-ambiente nel Regno di Napoli: Galanti reinterpretò il rapporto tra cultura e territorio alla luce di un rinnovato interesse storico-geo grafico, statistico ed economico che privilegiava il quadro complesso della natura, la cura dei contesti geo grafici in funzione di una prospettiva economicamente sostenibile, in vista di un decisivo sviluppo del ter ritorio. Il contributo, pertanto, intende privilegiare il fondamentale assunto caro al Galanti: il territorio e la natura come libro e palinsesto della storia. Il nesso natura-storia ritrovò in Galanti una definita comple mentarietà, una decisiva coesistenza, tematiche che sono state ampiamente approfondite nella tesi di dottorato di ricerc

    Synthesis of polyethene-graft-polystyrene copolymers from linear polyethene-containing cyclopropane rings.

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    An efficient procedure to produce polyethene–graft–polystyrene (E-C3–graft–PS) copolymers by simple thermal treatment at 200 °C of polyethene (PE)-containing cyclopropane ring units (E-C3) in the presence of a high excess of styrene is reported. The high treatment temperature likely induces the breaking of the constrained cyclopropane rings, leading to the formation of radicals on the PE chains. The presence of styrene during the thermal treatment allows the formation of side polymer chains on the starting materials and, consequently, of graft copolymers. The graft copolymers that were obtained are efficient compatibilizers for polymer blends as was determined from scanning electron micrographs, which were used to examine the bulk morphologies of two blends: one composed of 50/50 PE and polystyrene (PS), and the other of 49/49/2 PE, PS and E-C3–graft–PS

    Napoli e le sue fortificazioni marittime in età moderna (XV-XVI sec.). La gestione sapiente degli spazi difensivi

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    l presente contributo è incentrato sulla città di Napoli e le sue fortificazioni, osservate tra il primo '400 e '500, facendo specifico riferimento alle fortificazioni marittime delle città portuali. Particolare attenzione, si rivolgerà al tema della difesa, del controllo militare delle città portuali, tema al quale gli studiosi si sono dedicati fin dagli anni '80, svolgendo ricerche sulle città di antico regime, ovvero sulle città antecedenti il periodo della rivoluzione industriale. Il tema scelto risponde ad un fondamentale assunto espresso più volte dallo storico francese Jacques Le Goff e da altri storici: che il problema della difesa sia connaturato al nascere dalla città stessa. Fin dall'inizio della civiltà urbana o anche dell'insediamento collettivo, infatti, le popolazioni hanno sempre avuto la necessità di unirsi e rinchiudersi all'interno di uno spazio chiuso per attuare la difesa al fine dell'abitare in comunità. L'obiettivo del presente contributo sarà pertanto quello di identificare all'interno di un lungo excursus condotto per attuare la difesa della città, alcune tappe significative del lungo percorso evolutivo della maniera di fortificare gli insediamenti

    Closing cycles with C2-symmetric Ziegler-Natta polymerization catalysts

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    In the presence of rac-[CH2(3-tert-butyl-1-indenyl)2]ZrCl2 (1) activated by methylaluminoxane (MAO) 1,4-pentadiene (1,4-PD), if copolymerized with ethene (E), gives unprecedented formation of methylene-1,3-cyclobutane units and a large amount of cross-links. Instead, in the presence of the same catalytic system, copolymerization of ethene with 1,3-butadiene (1,3-BD) or with 1,5-hexadiene (1,5-HD) gives exclusively a cyclization reaction, producing cyclopropane and cyclopentane units. The experimental results were rationalized by a theoretical approach, comparing the minimum energy pathways for the ring formation, after a diene insertion, with the competing ethene insertion reaction

    Regiochemistry of the Styrene Insertion with CH2-Bridged ansa Zirconocene-Based Catalysts

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    Methylenebis(indenyl)zirconium dichloride substituted in C(3), activated by methylalu- moxane, is able to give polystyrene and ethylene-styrene copolymers. In this study hydrooligomers, whose structure, determined by 13C NMR and GC-MS techniques, gives information about the regiochemistry and the stereochemistry of styrene insertion, have been purposefully prepared. The regiochemistry of the styrene insertion is related to the encumbrance of substituents in C(3). rac-[Methylene- (3-R-1-indenyl)2]ZrCl2 with R ) H, CH3, or CH2CH3 induces a prevailingly secondary styrene insertion into the zirconium-carbon bond. With increasing the substituent’s steric hindrance (R ) CH(CH3)2), regiochemistry inversion occurs and the primary insertion becomes prevailing. The analysis of ethylene- styrene copolymers obtained in the presence of the different catalysts allows confirming the correlation between regiochemistry and comonomers’ reactivity. Besides, also the stereospecificity can be evaluated from the structure of the hydrotrimers, when the insertion is primary. Whereas the isospecificity in the absence of substituents (secondary insertion) and in the presence of the tert-butyl substituent (primary insertion) is well-known, a surprising syndiospecificity is observed when the indenyl ligand bears the isopropyl substituent in C(3)

    Half-Titanocene-Based Catalysts in the SyndiospecificPolymerization of Styrenes: Possible Oxidation States ofthe Titanium Species and Geometries of the Active Sites

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    Half-titanocenes (CpCH2CH2O)TiCl2 (1) and (CpCH2CH2OCH3)TiCl3 (2), (Cp ) cyclopentadienyl), activated by methylaluminoxane (MAO), have been tested in the polymerization of styrene, p-methylstyrene, and p-chlorostyrene. Both catalysts produce syndiotactic polystyrene and poly-p-methylstyrene in the whole range of explored temperatures and concentrations. In the polymerization of p-chlorostyrene, however, catalyst 1 affords a syndiotactic polymer only at the low temperature and the high monomer concentrations; and catalyst 2 gives only an atactic product. The results have been compared to those obtained in the presence of the catalytic system CpTiCl3 (3)/MAO and have been discussed considering the possible oxidation states of the titanium species and the geometries of the active sites

    Il parlamento napoletano nel sistema imperiale spagnolo tra rappresentanza e resilienza

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    L'organizzazione politica per poter affermare la concentrazione del potere aveva bisogno di gruppi, sudditi che accettassero il principio della sovranità. I sovrani, dal canto loro non potevano governare con la forza, in questo modo non si ottenevano a ottenere la fedeltà. La Spagna nel suo schema di governo nel Mezzogiorno d'Italia tra il 1503 e il 1507 si pone il problema di creare consensi, di far accettare la sovranità, di limitare i conflitti, forme di resistenza e forme di integrazione attraverso le quali si è realizzato lo Stato. Il Regno di Napoli, sotto la dominazione spagnola sperimentò tale assetto. I sovrani spagnoli si posero il problema di governare questo territorio attraverso determinate strategie di governi ,legate alle specifiche condizioni del contesto locale del Regno di Napoli. Da un lato gli spagnoli cercarono di dare omogeneità al complesso sistema imperiale, dall'altro cercarono di tener conto dell'assetto politico, istituzionale, giuridico, culturale e dei soggetti o ceti rappresentativi de lterritorio. Ne nacque, un sistema di compromessi, privilegi e un equilibrio fra dominio e consenso che si ruppe solo all'inizio del '700
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