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La comunicazione generativa come modello per la sostenibilità: il caso San Casciano Smart Place
San Casciano Smart Place è un progetto del Communication Strategies Lab dell’Università di Firenze, sviluppato con il
Comune di San Casciano in Val di Pesa e la Regione Toscana. Grazie all’applicazione della metodologia generativa
(Toschi 2011) viene proposta un’innovativa sperimentazione di promozione del patrimonio storico-culturale del
territorio, prendendo il via dalle celebrazioni del 2013 per il Cinquecentenario dalla scrittura del Principe di
Machiavelli. Il progetto ha l’obiettivo di offrire ai visitatori modalità innovative e coinvolgenti di fruizione del territorio
attraverso anche un’app che sfrutta la Realtà Aumentata e il digital storytelling. Altro aspetto rilevante è quello che
riguarda il coinvolgimento della comunità locale nella definizione e nella scrittura dei contenuti
Il paradigma generativo per comunicare l'innovazione e il trasferimento tecnologico in Europa
Il lavoro di dottorato presentato in questa sede nasce dalla constatazione che il modello comunicativo promosso oggi dall’Unione Europea (UE) tenda a affermare e a replicare dinamiche esclusivamente top-down e unidirezionali, sia quando si rivolgono alla società civile e alle istituzioni politiche, che al mondo della ricerca e al tessuto produttivo.
Tali dinamiche mettono in evidenza la difficoltà dell’Unione di attivare occasioni di interazione e confronto con i diversi stakeholder che facciano emergere i loro reali bisogni: nel momento in cui si individuano obiettivi strategici e si definiscono attività specifiche per raggiungerli, infatti, l’ascolto dei portatori d’interesse e la co-progettazione di interventi, basati su istanze avanzate da quest’ultimi, sono quasi del tutto inesistenti.
Partendo dall’analisi della relazione che si è instaurata negli ultimi quaranta anni tra UE e le Micro, Piccole e Medie Imprese (PMI) all’interno delle iniziative di innovazione e trasferimento tecnologico, lo scopo della ricerca è quello di definire e proporre, attraverso un caso di studio specifico, il paradigma generativo come modello comunicativo per ridefinire in maniera significativa la centralità delle PMI all’interno dei processi comunicativi e, di conseguenza, produttivi incentivati dall’UE.
Il motivo della scelta delle PMI risiede soprattutto nella convinzione che siano veri e propri ambienti di conoscenze, saperi e sperimentazione all’interno dei quali è necessario che si instauri quanto prima un indissolubile legame fra impresa, ricerca e formazione che potrebbe segnare il primo passo verso la costruzione di un’Unione Europea finalmente nuova e orientata all’innovazione.
Del resto l’Europa stessa, negli anni, ha individuato proprio nelle attività produttive delle PMI una delle priorità politiche da perseguire, poiché ritenute il motore dell’intera economia del vecchio continente.
Per raggiungere l’obiettivo prefissato, l’intero progetto di ricerca è stato guidato dalle seguenti domande:
1. Nel modello politico, sociale e culturale promosso dall’Unione Europea, la comunicazione è interpretata come uno strumento di coinvolgimento attivo e di partecipazione della società civile, o solo come mezzo per legittimare l’operato dell’UE?
2. Il modello di comunicazione promosso dall’Unione Europea prevede delle dinamiche bottom-up che tengano realmente conto delle esigenze dei diversi stakeholder a cui si rivolge?
3. Che ruolo hanno le PMI nei programmi di ricerca UE? Sono solo realtà produttive chiamate ad adottare soluzioni pensate e realizzate da altri, o sono soggetti invitati a partecipare attivamente alla progettazione di interventi che potrebbero avere conseguenze anche significative sul loro operato?
Il caso di studio attraverso il quale si approfondisce ulteriormente la riflessione proposta, si inserisce nell’area dell’agricoltura e dello sviluppo rurale, da sempre caratterizzata da una fortissima interazione tra le tradizionali pratiche agricole e le nuove tecnologie, siano esse legate allo sviluppo di prodotti per il miglioramento dei processi produttivi, che dell’organizzazione aziendale, dei servizi etc.
Le soluzioni presenti oggi sul mercato, o che saranno disponibili da qui a pochissimi anni, tuttavia rischiano di non tener conto di quelle che sono le reali esigenze, le necessità e i bisogni d’innovazione sia degli imprenditori agricoli e di tutti i player coinvolti nel settore agroalimentare, che dell’identità produttiva del territorio su cui vanno ad intervenire.
I player di cui sopra, infatti, rischiano di essere considerati come utilizzatori finali di prodotti o di servizi, e non soggetti da coinvolgere sin dall’inizio all’interno dell’intero processo di analisi, ideazione e progettazione dell’innovazione da proporre, introdurre e sviluppare in agricoltura
Carne, latte e cereali: dalla comunicazione del prodotto alla comunicazione nel prodotto
Il saggio presenta un progetto di ricerca realizzato dal Center for Generative Communication (CfGC) in collaborazione con il Dipartimento di Gestione dei Sistemi Agrari, Alimentari e Forestali (GESAAF) e con le aziende dell’Associazione Produttori Biologici del Mugello. Rispondendo al bando multifiliera della Regione Toscana previsto per il PSR 2014-2020, scopo delle attività del Center for Generative Communication è quello di realizzare un “Marchio collettivo territoriale biologico Mugello” che valorizzi e promuova i prodotti agricoli biologici, attraverso accordi tra produttori che ne regolino scambi e relazioni.
I ricercatori sono stati chiamati a sviluppare un processo partecipativo, in linea con quanto promosso dal paradigma della comunicazione generativa, che portasse alla realizzazione del logo del Marchio Territoriale Collettivo, attraverso una serie di azioni comunicative finalizzate a far incontrare e dialogare i diversi portatori d’interesse chiamati in causa
Carne, latte e cereali: dalla comunicazione del prodotto alla comunicazione nel prodotto,
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
New study practices. Survey on the use of new and old technologies among university students
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts
We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued
use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation
counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more
sophisticated methods
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