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STEM nelle piccole scuole. Pratiche organizzative e didattiche
La ricerca nazionale e internazionale ha avuto modo di approfondire importanti differenze tra studenti di scuole piccole situate in comunità rurali e studenti di scuole metropolitane, con particolare riferi-mento agli apprendimenti nelle discipline STEM. La narrative review proposta in questo contributo mette l’accento sui fattori che contribuiscono a migliorare l’offerta formativa STEM nelle piccole scuole, tra cui: la necessità di individuare didattiche place-consciousness, in grado di stimolare l’in-teresse degli studenti e orientare rispetto a interessi e carriere; l’attenzione alle pratiche di leadership, fondamentali non solo per sostenere attività STEM che si riconnettono con il territorio ma per garan-tire lo sviluppo di competenze e professionalizzazione dei docenti; la necessità di individuare modelli guida per la progettazione di esperienze didattiche STEM in pluriclasse; Gli studi condotti in ambito nazionale e internazionale permettono di individuare alcune indicazioni e pratiche da condividere con le piccole scuole italiane. Il contributo si sofferma su una buona pratica italiana di didattica STEM in pluriclasse, un caso strumentale per la diffusione nel Movimento Nazionale delle piccole scuole e per la formazione dei docenti
Insegnare nella pluriclasse. Curricoli, spazi e tecnologie
Insegnare in Pluriclasse è il titolo che accomuna due volumi che restituiscono i risultati della
ricerca fenomenologica condotta negli anni e che permette di posizionare una lente di ingrandimento
sulle forme curricolari, sulla gestione dei gruppi classe, sulla migliore organizzazione
degli spazi per un’organizzazione flessibile dell’aula. Tali risultati richiedono al gruppo di ricerca
di INDIRE di proseguire con l’individuazione di casi paradigmatici emergenti al fine di condividere
a livello nazionale ma anche internazionale quelle esperienze risolutive che, rispetto
alle difficoltà più comuni o rappresentative di situazioni limite, possono guidare i docenti delle
piccole scuole ad un agito più consapevole e istruito
Classi in rete. Vol. 3: Analizzare le opportunità del cambiamento nelle piccole scuole
Il modello Classi in rete, sperimentato da INDIRE nel contesto
delle piccole scuole abruzzesi, ha sostenuto l’uso pedagogico
della didattica a distanza nella progettazione degli insegnamenti
disciplinari, permettendo di sostenere quelle realtà in
cui la carenza di personale docente e un mancato completamento
dell’orario scolastico non consentono il normale svolgimento
delle attività. I docenti coinvolti, e formati attraverso
una “palestra” laboratoriale, hanno raggiunto un buon livello
di epistemic agency tramite l’uso di ambienti di gemellaggio virtuale,
di videoconferenza e spazi di argomentazione innovativa
come il knowledge Forum, progettando canevas di didattica
condivisa e lavoro per classi “delocalizzate” tramite percorsi disciplinari
comuni, coinvolgendo gruppi di studenti (di scuola
primaria e secondaria di primo grado) in lavori di gruppo in
parallelo adattando calendari, spazi e i ruoli dei docenti stessi.
Permettendo di rilevare processi di inclusione educativa e al
contempo creando valore aggiunto nell’ambito della ricerca nazionale
e internazionale che si occupa di didattica in situazioni
di remoteness, la sperimentazione italiana ha rilevato un impatto
sulla qualità dell’esperienza educativa delle piccole scuole e ha
restituito la definizione di “scenari di scuola” dove la tecnologia
facilita la possibilità di ripensare le attività didattiche per classi
aperte e multilivello proponendo indicazioni per ripensare la
gestione organizzativa dell’ambiente di apprendimento integrato
al digitale
The community school in decentralized classrooms. Analysis of teachers’ environmental competences
La visione di scuola diffusa realizzatasi a Reggio Emilia durante la pandemia è
oggetto di una ricerca pluriennale di tipo fenomenologico che ha indagato,
attraverso casi strumentali e plurimi, gli elementi caratterizzanti questa nuova
forma di scuola, con attenzione alla trasposizione didattica potenziata dall’uso di
spazi terzi ripensati come aule decentrate. Differenti tipologie di aule decentrate –
all’aperto e negli spazi di esplorazione – sono state oggetto di osservazione. Sono
state analizzate l’interprofessionalità e la competenza spaziale dei docenti. I risultati
hanno consentito di osservare come la collaborazione interprofessionale
contribuisca a sostenere i docenti nel processo di transizione verso l’uso di ambienti
di apprendimento non abituali e facenti parte della scuola diffusa
L’uso della Carta del docente a sostegno della formazione in servizio
A partire dall’anno scolastico 2015-16 è stato messo a regime un nuovo modello per l’anno
di formazione e prova dei docenti, basato sull’uso del portfolio formativo digitale e sul
paradigma teorico dell’alternanza tra immersione e distanziamento guidato dalla pratica
professionale. Avendo dato dimostrazione di efficacia, molti degli elementi caratterizzanti
sono stati posti anche alla base dell’implementazione del Piano nazionale per la formazione
dei docenti 2016-2019. Lo studio documentato in questo capitolo si è posto l’obiettivo di
indagare l’impatto del nuovo modello sui comportamenti dei docenti neoassunti una volta
confermati in servizio: come proseguono la formazione e quali scelte attivano tramite la
Carta del docente? I dati utilizzati per l’analisi riportata in questo capitolo sono aggiornati
a febbraio del 2019
Piccole scuole, ripensare la forme scolaire per un patto formativo allargato alla comunità e al territorio
Le piccole scuole si trovano al centro delle crisi che hanno investito i territori
delle aree interne e non solo, acuite negli ultimi due anni nei loro effetti dalla
pandemia da COVID-19. Dopo aver restituito lo scenario socio-territoriale
in cui operano le piccole scuole, questo contributo di ricerca si interroga in
merito al ruolo che esse sono chiamate a svolgere alla luce delle riflessioni
sul cambiamento della forme scolaire: si passa da un modello educativo dominante
ad una scuola di comunità. Il contributo presenta i principali costrutti
teorici della scuola di comunità e gli strumenti di governance
maggiormente significativi, mutuati dalle esperienze nazionali e internazionali.
Il contributo prende in considerazione le azioni concrete che le piccole scuole italiane realizzano insieme agli attori del territorio, attraverso l’analisi
dei Patti educativi di comunità. L’analisi propone, infine, una prima sistematizzazione
delle progettualità al fine di individuare quelle esperienze orientate
allo sviluppo di sistemi educativi estesi in grado di innovare l’alleanza
tra scuola e territorio
Dove sta di casa la scuola?
This work presents ‘Dove sta di casa la scuola’, an online course for teachers promoted by the Small School Movement
during the Covid-19 emergency. The course aimed to provide alternatives to lecture-based distance learning using
the domestic environment as a context for ‘low-intensity’ digital learning. Such an experience, involving 7000 Italian
teachers, allowed the school system to intervene on those pupils at risk of exclusion from distance learning for reasons
related to digital divide conditions. Moreover, it was an opportunity to propose alternatives to a distance model focused
solely on the provision of content and video lessons. The training experience has fostered the creation of spaces for the
activ
Activating teachers’ epistemic agency to implement knowledge building in classroom: A case analysis of the “Classi in rete” project
In this study we examined whether a training oriented to activate Epistemic Agency (Scardamalia, 2002) of teachers can allow them to take the Knowledge Building (KB) perspective and to realise the appropriation of the use of the Knowledge Forum (KF) environment. During the project "Classi in rete", promoted by INDIRE, 22 teachers from primary and lower secondary Abruzzi small schools participated in an online discussion in KF, focused on problems in implementing the KB model. Data has been analyzed through content analysis of the KF notes and using analytics tools of KF. Results showed the teachers' assumption of KB perspective by the prevalent exploratory nature of the problems identified, by the focus both on technological and teaching aspects and by the work to find different solutions about a particular challenging problem. The appropriation of KF is shown by the increase, during the training, of reading and writing activity and by the correlations among reading, writing, and improving notes activity. Implications for teachers' training are discussed
INSEGNARE NELLA PLURICLASSE, LA DIMENSIONE TECNOLOGICA NELL’INDAGINE NAZIONALE SU PRATICHE E FABBISOGNI DEI DOCENTI
In questo lavoro vengono analizzati i setting educativi riconducibili alla pluriclasse indicata anche come classe multietà, classe uni-ficata e classe combinata con attenzione all’uso delle tecnologie nella didattica in rete. L’analisi della letteratura internazionale e l’individuazione degli utilizzi della tecnologia nelle pluriclassi guida una indagine nazionale condotta da INDIRE che ha permesso di comprendere la diffusione delle pluriclassi in Italia, le difficoltà espresse in testimonianze, così come esperienze positive, buone pratiche da capitalizzare con attenzione alle situazioni di didattica a distanza
Fare scuola a classi aperte in rete. Sperimentazione di didattica condivisa in piccole scuole isolate e con pluriclassi
ENG:
In the school year 2020-2021, INDIRE launched in Italian small schools a pilot experimentation of a teaching meth- od already validated in Québec and considered useful for overcoming the educational limits typical of remoteness scenarios (Mangione and Cannella, 2020). “Classi in rete” is characterized by a shared didactic practice where “de-localized” classes are involved in a common disciplinary path by adapting calendars, spaces, and teacher roles, using virtual twinning environments, videoconferencing and spaces for discussion such as the Knowledge Forum (KF) (Mangione and Pieri 2019; Mangione et al., 2021). The experimentation of the model in Abruzzo involved 12 small schools and is based on a design-based research methodological approach (Sandoval, 2014). This paper aims to answer the following questions:
Q1 Has the experience of networked classes fostered changes in the teaching practices and strategies of teachers?
Q2 Which are the elements that conditioned the teamwork in open classes?
The analysis uses a mixed method that integrates a standard search through data matrix and an interpretative search through group interviews aimed at the involved teachers and students. In fact, alongside a structured quantitative survey aimed at understanding the impact that the model had in the experimental classes in terms of collaboration, interdisciplinarity, reorganization of times and workspaces, we conducted a qualitative analysis based on focus groups with the teachers involved aimed at understanding to what extent the model has affected their propensity for change.
ITA:
Nell’anno scolastico 2020-2021, INDIRE ha avviato una sperimentazione pilota nelle piccole scuole italiane di un metodo didattico già validato in Québec e ritenuto utile per superare i limiti educativi che si verificano in situazioni di remoteness (Mangione e Cannella, 2020). “Classi in rete” si caratterizza per una pratica didattica condivisa dove classi “delocalizzate” vengono coinvolte in un percorso disciplinare comune adattando calendari, spazi e ruoli dei docenti utilizzando ambienti di gemellaggio virtuale, di videoconferenza e spazi di argomentazione come il Knowledge Forum (KF) (Mangione e Pieri 2019; Mangione et al., 2021). La sperimentazione del modello in Abruzzo ha coinvolto 12 piccole scuole e poggia su un approccio metodologico di analisi di tipo design-based research (Sandoval, 2014) L’articolo vuole restituire una risposta alle seguenti domande:
D1 L’esperienza di classi in rete ha favorito cambiamenti nelle prassi e strategie didattiche dei docenti?
D2 Quali sono gli elementi che hanno condizionato il lavoro per gruppi a classi aperte?
L’analisi si avvale di un metodo misto che integra una ricerca standard tramite matrice dati e una ricerca di tipo interpretativo tramite interviste di gruppo rivolte ai docenti coinvolti e agli studenti. Infatti, accanto a un’indagine quantitativa strutturata volta a comprendere l’impatto che il modello ha avuto nelle classi sperimentali in termini di collaborazione, interdisciplinarità, riorganizzazione dei tempi e degli spazi di lavoro, è stata condotta un’analisi qualitativa basata su focus group con i docenti per rilevare quanto il modello abbia inciso sulla loro propensione al cambiamento
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