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Lo sviluppo turistico alle prese con i cambiamenti climatici. Politiche di adattamento climatico-turistico nei paesi dell’africa lusofona
Si stima che i cambiamenti climatici indurranno cambiamenti territoriali molto consistenti nel prossimo futuro, andando a colpire non solo tutto il pianeta, ma anche tutti i settori economici, tra cui il turismo. Nello specifico, discuteremo qui del ruolo che essi avranno nel ridisegnare le geografie turistiche a scala planetaria, ma con un focus sul continente africano, che si stima essere quello che subirà gli impatti più duri, non solo a causa della sua vulnerabilità fisica, ma soprattutto come conseguenza della sua debolezza economica e scarsa capacità di adattamento. Tali impatti si presenteranno in modalità molto diverse nel continente, andando a interagire in modi complessi con le società che lo popolano. Obiettivo primario di questo studio è quindi quello di individuare come l’Africa si stia preparando ad affrontare le ripercussioni dei cambiamenti climatici, in particolare nel settore turistico, con azioni di capacity building ed empowerment ottenute attraverso la cooperazione con soggetti locali e internazionali che promuovono un approccio partecipativo allo sviluppo locale.
Tali interazioni verranno analizzate con un approccio multiscalare: partendo dalla scala continentale africana, si scenderà al livello della scala regionale, quello della dimensione transnazionale dei paesi lusofoni africani, per arrivare alla scala nazionale dei singoli paesi che costituiscono questo gruppo
Il patrimonio della tratta come risorsa turistica: opportunità e criticità. Casi da Senegal, Mozambico e Ghana
Il capitolo riflette sulle implicazioni territoriali dell’uso turistico del patrimonio della tratta degli schiavi nel continente africano, con esempi tratti dall’isola di Gorée in Senegal, dall’isola di Mozambico in Mozambico – dove l’autrice ha condotto uno studio sul campo - e da alcuni forti “degli schiavi” presenti sulla costa del Ghana.
La tratta degli schiavi e lo schiavismo hanno contributo a modificare la storia e la geografia sia dei territori di origine e cattura sa quelli di arrivo e vendita, da entrambi i lati dell’Oceano Atlantico, lasciando segni tangibili e intangibili che nella società postmoderna hanno progressivamente acquisito un ruolo culturale sempre più significativo, in connessione con le politiche legate alla preservazione della memoria e alla sua trasformazione in heritage.
Questo ha stimolato un interesse molteplice per la tratta degli schiavi da parte di diverse discipline (sociali, storiche, politiche, geografiche, turistiche), ma anche di diversi altri ambiti sociali quali i diritti umani, lo sviluppo, le identità (Curto, Lovejoy, 2004). L’uso turistico e culturale del patrimonio della tratta offre inoltre l’occasione per una messa in discussione del rapporto che turisti e residenti hanno con la propria cultura, tradizione e identità, e stimola una riflessione su questo episodio della storia globale.
Nell’ambito degli studi turistici, in particolare, ci si concentra sul valore culturale dei luoghi connessi alla tratta degli schiavi (turismo culturale) e sugli impatti territoriali che esso produce, mentre un altro filone di analisi riflette sulla connessione con il dark tourism e il thanatourism.
Questo capitolo vuole proporre una riflessione sull’opportunità di inquadrare le tipologie turistiche promosse dai luoghi della tratta degli schiavi in Africa e il dark tourism e thanatourism. Il contributo è strutturato in due sezioni: partendo dall’analisi della letteratura di riferimento, la prima parte offre un inquadramento delle diverse prospettive concettuali attraverso le quali si intende esplorare la relazione tra memoria, diaspore e turismo, ovvero il turismo culturale, dark tourism/thanatourism e l’approccio del contested heritage, al fine di sostenere l’analisi dei casi di studio e trarre conclusioni
I segni linguistici per comprendere il paesaggio della complessità: il Linguistic Landscape nella didattica universitaria
La lingua si manifesta nel paesaggio attraverso forme testuali (insegne di negozi,
pubblicità, toponomastica, ecc) che contribuiscono a configurare lo spazio pubblico, il
cui studio evidenzia da un lato l’identità dei luoghi, dall’altro promuove una riflessione
territoriale sui processi di globalizzazione culturale, sulle migrazioni e sulle società
multiculturali e multilinguistiche che da tali fenomeni derivano. La distribuzione dei segni
linguistici nello spazio – soprattutto quello urbano - produce infatti paesaggi linguistici e
culturali che rappresentano le relazioni territoriali e le dinamiche sociali dei diversi gruppi.
Dopo una riflessione sul ruolo dei segni linguistici nello studio dei paesaggi della
contemporaneità, specificamente in ambito urbano, il contributo vuole proporre un focus
sul valore pedagogico di tale prospettiva, attraverso un’esperienza didattica presso
l’Università di Bologna, volta a mettere in luce il ruolo che tale approccio di studio al
paesaggio può giocare nella riflessione sul multiculturalismo, sull’integrazione e, in breve,
sul ben-essere dei soggetti che quel paesaggio linguistico lo abitano, costruiscono e
vivono
Regione culturale e linguistica
La locuzione “regione culturale” associa due termini che in geografia, così come in altre discipline sociali e umanistiche, sono stati messi in profonda discussione. Fino ad almeno tutti gli anni Sessanta del secolo scorso, tale espressione aveva una sua ragione d’essere ed era fulcro di studi e ricerche specifiche, sia sul piano teorico che applicativo. Ma con il passare del tempo, grazie alla terziarizzazione e informatizzazione dell’economia, all’intensificazione dei movimenti migratori, ai processi di urbanizzazione, alla diffusione capillare di tecnologie digitali, così come all’emergere di nuovi approcci scientifici che hanno rivoluzionato ontologie ed epistemologie consolidate, il concetto di regione culturale ha perso molto della sua ragione d’essere. Ha ancora senso, dunque, parlare oggi di regione culturale? In riferimento a quali aspetti e in quali termini? Questo capitolo intende dare risposta a tali interrogativi, dapprima esaminando il concetto di regione culturale nella sua evoluzione e nei suoi attuali possibili significati, quindi analizzando in profondità gli aspetti linguistici
Magnani, E. y Barreto, M. (Eds.) (2020). Puntos axiales del sistema de defensa argentino: los desafíos de pensar la defensa a partir del interés nacional. UNR Editora, 244 p.
Review of:
Magnani, E. y Barreto, M. (Eds.) (2020). Puntos axiales del sistema de defensa argentino: los desafíos de pensar la defensa a partir del interés nacional. UNR Editora, 244 pp.Reseña de:
Magnani, E. y Barreto, M. (Eds.) (2020). Puntos axiales del sistema de defensa argentino: los desafíos de pensar la defensa a partir del interés nacional. UNR Editora, 244 pp
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Cambiamenti climatici e sviluppo turistico nell’Africa lusofona
Tutti i rapporti internazionali confermano che l’Africa è il continente che subirà gli effetti più drammatici dei cambiamenti climatici, nonostante il suo limitato contributo, sia passato sia presente, all’emissione di gas serra. Secondo il Quinto Assessment Report dell’IPCC, pubblicato nel 2014 (Niang, 2014), tali impatti dipenderanno dall’aumento delle temperature medie ben al di sopra dei 2° C entro i due ultimi decenni di questo secolo, ma presenteranno situazioni molto diversificate, con ampie aree del continente che soffriranno significative riduzioni delle precipitazioni mentre altre dovranno fare i conti con eventi climatici più estremi quali inondazioni causate da piogge molto violente e frequenti. Si stima che tutti questi fenomeni colpiranno duramente gli ecosistemi africani e la vita delle popolazioni che li abitano, e che questi eventi climatici interagiranno con altri fattori di stress territoriale, andando così ad esacerbare la vulnerabilità dell’agricoltura, dell’allevamento e della pesca. Secondo i dati forniti dal White Paper of the AAA Initiative, l’Africa presenta il più alto numero di paesi (27) esposti a rischi estremi per quanto riguarda il Climate Change Vulnerability Index, con circa il 65% della popolazione dell’intero continente direttamente colpita dagli impatti dei cambiamenti climatici .
Molti di questi impatti territoriali – quali siccità estrema o piogge severe, perdita di terra fertile, foreste e biodiversità, crescita di parassiti, insetti nocivi e malattie, solo per citarne alcuni – condizioneranno anche lo sviluppo turistico sia costiero sia terrestre del continente
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
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