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    Pelagonii Ars veterinaria 29

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    About the etymology of ap(p)iosus (equus) in Pelag. 29 and the problematic relationship between the adjective and the title of the chapter, cursus lunae. The solution of M. Ihm, followed by K.-D. Fischer (Gr. selinites > Lat. apiosus [selinon = apium], then confusion with selenites/selenitis [< selene]), is reversed, with special reference to the presence of selinon in the healing potions and the connection of the ap(p)iosus’ symptoms with moon influence (see e.g. the ophthalmic disease called ‘moon blindness’)

    P. Oxy. LIX 3965 fr. 1 r. 6 + XXII 2327 fr. 6 r. 10 (Sim. fr. 11,14 W.2 [= 3b,10 G.-P.2])

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    La lezione hagemakhoi in Sim. fr. 11,14 W.2 è stata oggetto di discussione per l’ alpha lungo iniziale, presumibilmente dorico, ritenuto eccezionale nel contesto dell’elegia su Platea. R. Rawles propone di correggere con ankhemakhoi, duce I.C. Rutheford. Si contesta quivi la liceità di tale emendamento, e la presupposta ratio corruptelae, richiamando l’attenzione sul dettaglio dei testimoni papiracei, a conferma della lezione tràdita. La prospettiva di interpretare questo epiteto come un dorismo, pur nel contesto di una lingua di genere epico-ionico, dove trapelano altre forme doriche o dorismi, nonché atticismi, a riprova del fatto che i due papiri recepiscono una tradizione probabilmente discorde. Tale fenomeno potrebbe assumere una qualche importanza nel contesto della vexata quaestio su committenza, occasione e trasmissione del carme plataico

    Sulla tradizione antica delle Baccanti (con un riesame di P. Berol. inv. 17059)

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    After a review of the ancient tradition of Euripides’ Bacchae, P. Berol. inv. 17059 ↓ is newly edited and commented, with some proposals concerning the placement of its unknown six verses within the text of the tragedy

    Sulla tradizione di Archil. fr. 5 W.2

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    Il v. 3 è stato oggetto di agguerriti dibattiti fin dall'antichità, che ci ha tramandato diverse versioni, tra cui quelle di Ar. Pax 1301a e di Sext. Emp. Pyrrh. hyp. III 216. Sesto completa tuttavia Plutarco, Inst. Lac. 34, 239b (che omette il v. 3), in maniera coerente con un Archiloco semnunomenos
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