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    Dall’analisi morfo-tipologica alla qualità del progetto urbano. Flessibilità normativa o gestione della città?

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    Tra le tante similitudini, principalmente tre sono i punti di confluenza tra Gabrielli e Spagnolo: i) l’essere stati contemporaneamente dei docenti e dei professionisti – quindi non solo dei teorici nel campo dell’urbanistica e dell’architettura – sebbene nessuno dei due abbia mai voluto definirsi un maestro –; ii) l’importanza attribuita sia alla fase conoscitiva sia a quella progettuale per la determinazione dei riferimenti da seguire in fase attuativa/esecutiva dei progetti urbani; iii) la volontà di incidere sulla qualità urbana attraverso un approccio operativo (il disegno) che però ha presentato, anche nelle loro esperienze professionali, dei limiti tra la fase ideativa e quella applicativa

    Riflessioni sulla morfologia urbana. Il disegno urbano nelle ricerche di Bruno Gabrielli e Roberto Spagnolo

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    Il tema centrale del libro è lo studio della morfologia urbana come strumento operativo di trasformazione della città, nella messa a sistema tra riflessione teorica e pratica progettuale. Le considerazioni partono dalle posizioni culturali di Bruno Gabrielli e Roberto Spagnolo, uno in ambito urbanistico e l’altro in campo architettonico e urbano. Nel libro si ripercorrono i loro studi e le loro esperienze professionali che hanno messo al centro la questione della morfologia urbana. Lo sfondo comune è certamente il tessuto della città esistente, e prima ancora quello dei centri storici, articolato in sistemi fisici, corrispondenti ai caratteri biologici dell’uomo e morfologici del contesto, che hanno bisogno di regole prestazionali per essere progettati e organizzati nel tempo. Un approccio, quello che accomuna Bruno Gabrielli e Roberto Spagnolo, capace di esercitare un controllo sulla forma urbana basata sul disegno della prefigurazione spaziale insediativa, con grande attenzione alla bellezza dei luoghi e alla qualità dello spazio urbano. A partire da questo approccio alla progettazione e gestione della città, il libro affronta il ruolo e l’efficacia che ha avuto l’approccio morfologico nel piano e nel progetto per capire quali aspetti del disegno urbano sono ancora utili e necessari per governare le trasformazioni del territorio contemporaneo

    Fabbrica e Natura. Il caso di Nera Montoro tra energia e paesaggio

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    In un ricorrente intreccio tra i temi connessi ai processi di rigenerazione produttiva, architettonica e paesaggistica delle aree industriali in disuso o sottoutilizzate, il libro raccoglie alcune esplorazioni progettuali sull’area di Nera Montoro nel bacino ternano. Nella concreta esperienza di ricerca scientifica applicata che si presenta, emerge la reale necessità della pratica architettonica e della sua azione di modificazione e trasformazione dei luoghi. Si propongono possibili strategie di riqualificazione di fragili paesaggi danneggiati, di ambiti industriali ambientalmente e fisicamente compromessi, di singoli manufatti in disuso espressione della memoria produttiva. Il filo conduttore dei progetti si alimenta dell’idea che anche nelle aree dell’industria pesante, nei luoghi delle lavorazioni e delle produzioni chimiche, caratterizzati da impianti, canalizzazioni aeree, ciminiere, capannoni, binari abbandonati, tettoie, depositi, serbatoi, container, silos, vasche e scarti, sia possibile operare una selezione dei materiali capace di rimettere a sistema le parti. Il passaggio dal disordine insediativo generale caratterizzante l’assetto, al riconoscimento dei punti di forza e della memoria dei luoghi, verso l’elaborazione di strategie di rigenerazione fisica e spaziale, passa attraverso il complesso processo progettuale. Esso controlla e prospetta nuovi scenari capaci di identificare gerarchie, differenze e nuove identità, mediante il disegno del suolo, la ridefinizione delle collimazioni visuali, delle relazioni col paesaggio, del rapporto reciproco tra i volumi, gli impianti e i materiali eterogenei degli spazi della produzione

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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