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Il "Guerrin Meschino" di Gesualdo Bufalino : un'"opra" in versi
Gesualdo Bufalino first published Il Guerrin Meschino in 1991 in a non-commercial edition. In 1993, after a deep revision, he re-published his work with publisher Bompiani: the novel has a modified plot, and the author decided to insert three new poems in addition to the opening and closing poems, formerly present in 1991’s edition. This paper, in its entirety supported by handwritten material preserved at Fondazione Gesualdo Bufalino (Comiso), is divided in two parts: the first part illustrates the differences between the first and the second edition, the second part provides a critical edition of the five poems
Prassi critico-filologiche e lacune nei testimoni autografi del Novecento
L’obiettivo dell’intervento è quello di presentare la problematica della lacuna nei testimoni autografi novecenteschi e di approfondire la questione portando il caso di alcuni materiali autografi di Elio Vittorini, conservati presso il Centro Apice dell’Università degli Studi di Milano, allo scopo di suggerire le ragioni per le quali anche da testimoni frammentari si possano ricavare elementi utili alla ricostruzione della vicenda redazionale dei testi e, soprattutto, alla indagine critica
Vizi e vezzi del puparo : citazioni e criptocitazioni nel "Guerrin Meschino" di Gesualdo Bufalino
«Come potrebbe risognarla un cantastorie erudito» : Gesualdo Bufalino riscrive il Guerrin Meschino
Al centro dell'intervento è stata posta la riscrittura del "Guerrin Meschino" pubblicata da Gesualdo Bufalino in due edizioni (con varianti) nel 1991 e nel 1993. L'opera si presenta come una "doppia riscrittura": l'autore infatti riscrive se stesso, ma riscrive anche l'omonima opera di Andrea da Barberino. Sono state poi individuate le modalità attraverso le quali Bufalino prende le distanze dall'autore medievale per inserire il proprio romanzo all'interno della tradizione popolare siciliana e, al contempo, nutrendolo di numerosi riferimenti colti
Archetipi narrativi classici nelle "Donne di Messina" di Elio Vittorini
L'intervento è volto a indagare le connessioni - non sempre evidenti - fra "Le donne di Messina" di Elio Vittorini e gli archetipi narrativi tipici della letteratura greca, dal teatro tragico, all'epica eroica e didascalica, alla filosofia. Si tratta di suggestioni per lo più involontarie, o almeno filtrate attraverso opere di altre epoche, che tuttavia rendono evidente come l'autore sia stato influenzato da un sostrato culturale al quale è impossibile sottrarsi. Nel passaggio dalla seconda (del 1949) alla terza (del 1964) edizione Vittorini opera una drastica demolizione dell'intero impianto narrativo, mettendo in crisi anche tante delle componenti archetipiche presenti nelle prime due edizioni, dimostrando come il romanzo abbia raggiunto, oltre che una nuova maturità, anche una più spiccata componente "moderna", e si sia ormai affrancato dal debito con il passato
Corporeità inanimate nell'opera di Gesualdo Bufalino
Pur essendo diretta filiazione della riflessione pirandelliana, la concezione della vita come teatro ininterrotto assume in Gesualdo Bufalino, oltre a una connotazione più strettamente letteraria (come notato da Marina Paino), molti elementi tratti dalla cultura popolare siciliana. Non più, genericamente, attori in maschera, i suoi personaggi sono pupi e mettono in scena i dolori del vivere umano nelle vesti di fantocci manovrati da mani altrui e incapaci di gestire la Babele della modernità: sono così il Guerrin Meschino dell’omonimo romanzo, così Gesualdo in Argo il cieco, così Ciaciò nel racconto de L’uomo invaso.
Il mio intervento si propone due obiettivi: di indagare continuità e peculiarità di tale rappresentazione simbolica nell’opera dell’autore comisano, mettendola a confronto con gli spunti provenienti dalla cultura popolare siciliana – copioni dell’opra dei pupi, cartelloni degli spettacoli –, e di connettere la riflessione teorica dell’autore sui binomi ordine/caos, uomo/pupo, pupo/puparo, realtà/menzogna con le sue molteplici manifestazioni in ambito romanzesco, dove la corporeità dei pupi, animata e inanimata insieme, viene continuamente chiamata in causa a ridefinire il loro essere nel mondo
I «poveri paladini in borghese» di Gesualdo Bufalino
Benché scettico riguardo all'efficacia della letteratura nell'indagine relativa al complesso problema della criminalità organizzata, Gesualdo Bufalino decise di rompere il proprio silenzio nel 1993 pubblicando, a un anno dalla strage di Capaci, un componimento (cui seguì il romanzo «Il Guerrin Meschino») di denuncia nei confronti della Sicilia, la terra che ha ucciso i propri stessi eroi. Il saggio mette in connessione questo componimento con altri testi nei quali l'autore parlò del fenomeno mafioso tentando di intrecciare i fili di una partecipazione sì distaccata, ma mai indifferente
«It cannot be considered a finished work» : "Le donne di Messina" di Elio Vittorini
Le carte manoscritte relative a Le donne di Messina di Elio Vittorini, conservate presso il Centro Apice dell’Università degli Studi di Milano, permettono di ricostruire la complessa vicenda editoriale del romanzo, le cui sorti sono strettamente connesse con l’evoluzione del progetto letterario e culturale dell’autore. L’intervento è dedicato, nello specifico, all’epilogo del romanzo nella sua evoluzione dall’edizione del 1949 a quella del 1964, la cui stratificata rielaborazione consente di formulare delle ipotesi circa le modalità di scrittura e riscrittura di Vittorini
"Sistemi in movimento. Avantesto e varianti dal laboratorio d'autore al laboratorio critico" : Cronaca del convegno, Pavia, 1-2 dicembre 2016
Il convegno "Sistemi in movimento. Avantesto e varianti dal laboratorio d’autore al laboratorio critico", svoltosi a Pavia nei giorni 1 e 2 dicembre 2016, è nato dalla collaborazione tra il Centro Manoscritti dell’Università di Pavia, l’ITEM (Institut des Textes Manuscrits Modernes, CNRS-ENS) e il Collegio Ghisleri, nelle cui aule si è svolto.
Il fitto programma del convegno ha intrecciato esperienze di ricerca a esposizioni di natura teorica, mettendo in dialogo studiosi della scuola italiana con quella francese.
Gli atti del convegno sono ora pubblicati in Sistemi in movimento, «Autografo», a. XXV,
n. 57, 2017
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