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Metodo concertativo e tecniche di bilanciamento nella disciplina giuridica della libertà religiosa in tempi di emergenza (a margine delle relazioni di Silvia Baldassarre, Simone Gianello e Paolo Zicchittu) [Concertative method and balancing techniques in the legal discipline of religious freedom in times of emergency (about the reports by Silvia Baldassarre, Simone Gianello and Paolo Zicchittu)]
In this contribution, which takes its cue from the reports by Silvia Baldassarre, Simone Gianello and Paolo Zicchittu, the author makes some brief considerations about the method followed - and the balancing results achieved - by the political decision-maker in the emergency management of religious freedom
G. M. Toscano. Alla scoperta del Tibet
Bareau André. G. M. Toscano. Alla scoperta del Tibet. In: Revue de l'histoire des religions, tome 194, n°2, 1978. p. 192
La disciplina del matrimonio religioso con effetti civili tra diritto unilaterale e diritto pattizio : brevi considerazioni de iure condendo
La discriminazione religiosa del lavoratore nella giurisprudenza della Corte europea dei Diritti dell'Uomo
After a brief introduction that analyzes the anti-discrimination legislation of the European Convention on Human Rights, with particular attention to relevant provisions on the ground of religious discrimination, the author examines separately on the one hand the case-law of the Strasbourg Court that has made application of them with regard to "general-civil-law-regulated” labor relations and, on the other hand, judgments concerning labor relations in ideologically-orientated organizations
Crocifisso nelle aule scolastiche : una fattispecie inedita al vaglio delle Sezioni Unite
In questo saggio l'autore prende in esame la recente sentenza con cui la IV Sezione della Suprema Corte di Cassazione italiana ha chiesto il deferimento di una causa riguardante l'esposizione del crocifisso in un'aula di una scuola pubblica. A differenza di quanto avvenuto in altre controversie già decise in passato, in questo caso l'appello viene da un insegnante e si basa sulla violazione della sua libertà religiosa "negativa"; alla luce di questa peculiarità, l'autore esamina la decisione concentrandosi prima di tutto sul diritto affermato dal ricorrente, poi sul divieto di discriminazione e, infine, sul principio di laicitàIn this essay the author examines the recent decision by which the IV Section of the Italian Supreme Court of cassation requested the referral of a case concerning the display of the crucifix in a public school classroom. Unlike what happened in other disputes already decided in the past, in this case the appeal comes from a teacher and is based on the violation of his "negative" religious freedom; in the light of this peculiarity, the author examines the decision focusing first of all on the right as-serted by the applicant, then on the prohibition of discrimination and, finally, on the principle of secularis
Comunicazione commerciale e religione : la rilevanza primaria dell’interesse economico nell’ordinamento autodisciplinare [Advertising and religion: The primary relevance of economic interest in self-disciplinary system]
In questo contributo l'autore esamina la giurisprudenza del Giurì di autodisciplina pubblicitaria e del Comitato di controllo, in materia di utilizzo di riferimenti religiosi all'interno della comunicazione commerciale. Lo scopo è quello di indagare quali siano, oggi, gli interessi primari tutelati dalle conferenti disposizioni del Codice di autodisciplina della comunicazione commerciale, così come applicate dal Giurì e dal Comitato. Sebbene a tratti e da qualcuno sia stato affermato che le tutele apprestate dal Codice siano andate col tempo appuntandosi su situazioni giuridiche soggettive riconducibili anche ai diritti fondamentali - ivi incluso il diritto di libertà religiosa - l'autore conclude invece, muovendo da un'interpretazione di sistema, nel senso che ancora oggi la tutela primaria del Codice abbia ad oggetto interessi di natura essenzialmente mercantile ed economica, e che quindi i diritti fondamentali del consumatore rilevino come oggetto (secondario) di una tutela mediata.In this essay, the author analyzes the rules governing the use of religious symbols in advertising,
in the light of the rulings of the Advertising Self-discipline Jury. The purpose
of the contribution is to verify whether the art. 10 of the Code – and, more generally, the
Code itself – primarily protect the religious sensitivity of the public or if, on the other
hand, they aim in the first instance to protect economic interests, towards which the
protection of sensitivity arises as secondary and instrumental interest
Il crocifisso ‘accomodato’. Considerazioni a prima lettura di Corte cass., Sezioni Unite civili, n. 24414 del 2021
Con la sentenza n. 24414 del 2021 le Sezioni Unite della Corte di cassazione hanno fornito un’inedita soluzione alla questione dei simboli religiosi nelle aule delle scuole pubbliche. In questo contributo l’autore analizza la sentenza, concentrandosi in particolare su tre aspetti: il legame tra il principio di laicità ‘all’italiana’ e lo strumento dell’accomodamento ragionevole; la sussistenza o meno di una discriminazione a carico del docente che sia stato obbligato a fare lezione al cospetto del crocifisso; le modalità pratiche attraverso le quali questa pronuncia potrà diventare ‘diritto vivente’ nell’ordinamento italiano.With the decision no. 24414/2021 the United Sections of the Italian Supreme Court of cassation have provided an unprecedented solution to the issue of religious symbols in the classrooms of public schools. In this essay the author analyses the judgment, focusing in particular on three aspects: the relationship between the so-called ‘Italian principle of secularism’ and the reasonable accommodation; the existence or not of discrimination against the teacher who has been obliged to teach in front of the crucifix; the practical ways in which this ruling can become a 'living law' in the Italian legal system
Perché temere il muro bianco? Scuola, libera formazione della coscienza e principio di neutralità
In questo saggio l’autore si occupa del tema concernente l’esposizione dei simboli religiosi nei luoghi pubblici e, in particolare, all’interno dei luoghi istituzionali, con specifico riguardo alle aule delle scuole pubbliche. Ricorda, innanzitutto, come in passato la dottrina scientifica che si è occupata di questo tema si sia schierata intorno alla rigida alternativa crocifisso/muro bianco. Suggerisce quindi, dopo aver riassunto le ragioni di chi ha sostenuto la soluzione del muro bianco o quella dell’esposizione del crocifisso, che sia possibile immaginare un’altra soluzione, che individua nel riconoscimento per legge, a tutti gli alunni, del diritto ad esporre un simbolo religioso, filosofico o non confessionale. Si occupa, in ultimo, delle modalità pratiche con le quali questo diritto potrebbe essere esercitato, immaginando una disciplina generale contenuta in legge dello Stato, cui affiancare un ampio margine consentito all’esercizio dell’autonomia scolastica.In this essay the author deals with the theme concerning the display of religious symbols in public places and, in particular, within institutional premises, with specific regard to public schools classrooms. He remembers, first of all, as in the past the scientific doctrine that has dealt with this theme has sided around the rigid “crucifix/white wall” alternative. He then suggests, after summarizing the reasons for those who supported the solution of the white wall or the exposure of the crucifix, that it is possible to imagine another solution, which identifies in the recognition by law, to all students, of the right to exhibit a religious, philosophical or non-confessional symbol. Lastly, it deals with the practical ways in which this right could be exercised, imagining a general discipline contained in a State law, accompanied by a wide margin allowed to the school autonomy in order to manage the practical ways of pluralistic confrontation
La decisione del Mediatore europeo del 25 gennaio 2013 : un passo avanti verso un’applicazione efficace dell’art. 17 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea?
Il saggio analizza la pronuncia del Mediatore europeo del 25 gennaio 2013, in cui è stato accertato un caso cattiva amministrazione a carico della Commissione europea, che ha sbagliato nell'interpretare l'art. 17 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione europea.
Partendo da questa pronuncia, l'Autore svolge alcune considerazioni sul significato e la portata dell'art. 17 TFUE e ricostruisce una lettura di tale disposizione diversa da quella spesso accolta dalle istituzioni europee e da parte della dottrina.The essay analyzes the decision of the European Ombudsman of 25 January 2013, in a case where it was found maladministration by the European Commission, which has made a mistake in interpreting Article 17 of the Treaty on the Functioning of the European Union.
Based on this ruling, the author performs some thoughts on the meaning and scope of Article 17 TFEU and reconstructs a reading of this provision that is quite different from that which the European institutions often seem to accept
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