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Mobility Management.Strategie di gestione della mobilità urbana
Con approccio interdisciplinare si esaminano le diverse forme di mobility management aziendali e territoriali, valutandone la diversa efficacia in termini di miglioramento della mobilità urban
La mobilità urbana di persone e merci
Il capitolo analizza la mobilità urbana di persone e merci e in particolare i servizi di trasporto in amito urbano, le relazioni mobilità-spazio e mobilità-tempo, i vincoli alla mobilità, i modelli di sviluppo urbano e mobilità nell'ambito dell'economia del benessere, e le relazioni tra congestione ed economia urbana, ipercongestione stradale ed effetti sull'inefficienza del trasporto
L’Analisi Costi-Benefici applicata a una variante ferroviaria
Lo studio di fattibilità per la variante di tracciato della linea ferroviaria Ortona – Martinsicuro è stata l’occasione per l’applicazione di alcune tecniche innovative in sede di analisi costi benefici. La tipologia di opera, infatti, ben si prestava ad un approfondimento dei risvolti sito-specifici nella valutazione economica di grandezze ambientali. Le varianti alle infrastrutture di trasporto, infatti, possono generare un esito trasportistico al limite nullo e, contemporaneamente, un esito ambientale significativo, laddove modifichino sostanzialmente la classe di ricettori delle esternalità negative da esse generate. Il caso è tipico dei progetti di variante ferroviaria che prevedono lo spostamento del tracciato da contesti fortemente urbanizzati ad aree meno densamente abitate.
Nel caso della variante in oggetto, le specifiche tecniche di progetto evidenziavano già ex ante la potenziale riduzione delle esternalità della linea storica in termini di emissioni acustiche, atmosferiche, occlusione territoriale ed impatto visivo in un territorio fortemente antropizzato e a forte vocazione turistica.
Sono pertanto state sperimentate alcune modalità di valutazione che potessero esaltare gli aspetti citati nell’ambito dell’analisi, a fianco di strumenti analisi economica e finanziaria più tradizionali.
In primo luogo, gli indicatori di sintesi economica sono stati calcolati a seguito di simulazioni che oltre all’utilizzo di una funzione di sconto esponenziale, hanno introdotto anche la possibilità di una funzione di sconto iperbolica. In secondo luogo, l’impatto della riduzione delle esternalità ambientali è stato quantificato attraverso una dettagliata analisi territoriale della destinazione d’uso dei suoli lungo il nuovo tracciato e lungo la linea storica, nonché delle volumetrie realizzate.
A fianco di tale operazione, è stata operata una verifica che, muovendo dall’assunzione dei prezzi del mercato immobiliare quali prezzi edonici per la valutazione economica delle esternalità ambientali, ha condotto ad una survey presso tutte le agenzie immobiliari operanti nei Comuni interessati dalla nuova opera, con l’obiettivo di quantificare il beneficio percepito dagli operatori connesso allo spostamento della linea ferroviari
Fenomeni e manifestazioni espressive
Paolo Spinicci apre questo saggio con una discussione delle caratteristiche salienti delle proprietà espressive. In particolare, Spinicci individua tre requisiti per una teoria dell'espressività. In primo luogo, tale teoria deve rendere conto del carattere percettivamente immediato delle proprietà espressive. Esse si danno alla percezione senza apparente bisogno di alcuna riflessione ulteriore. In secondo luogo, i fenomeni espressivi non sono espressioni tout court: non v'è nessun nesso essenziale tra la manifestazione di malinconia offerta da un tramonto e un'istanza particolare di malinconia in quanto vissuto. In ultimo, i fenomeni espressivi, benché si diano in modo immediato alla percezione, hanno natura prospettica: un medesimo contenuto percettivo può dar luogo a interpretazioni differenti del suo carattere espressivo, senza che ciò implichi che solo una di queste interpretazioni sia corretta. Se il bianco è descritto da Melville come disumano, nella nostra culture simboleggia purezza e innocenza, e in quella cinese è il colore del lutto. Spinicci non esita ad ammettere che questi requisiti sembrano avere un carattere quasi paradossale, in ragione dell'evidente tensione tra di essi. In particolare, sembra difficile poter parlare dell'immediatezza percettiva dei fenomeni espressivi ed allo stesso tempo ritenere che essi abbiano natura prospettica. Ad ogni modo, Spinicci sostiene che una teoria convincente dell'espressività debba rendere conto di queste tre caratteristiche, e procede dunque nell'esame di alcune soluzioni storicamente rilevanti. Dopo avere esposto e rifiutato la teoria proiezionistica di Lipps, Spinicci, prende in considerazione due soluzioni differenti. La prima e la strada causalistica: le proprietà espressive sono caratterizzate dalla loro capacita di suscitare in noi gli stati d'animo di cui sono espressione. La malinconia del tramonto è dunque tutt'uno con la capacità del tramonto di renderci malinconici. Questa teoria è conosciuta nella filosofia analitica anglosassone sotto il nome di arousal theory, ed è stata più volte proposta come soluzione all'enigma dell'espressività musicale, ma è normalmente considerata inadeguata (si veda l'introduzione generale di questa antologia per un breve resoconto del dibattito sull'espressività della musica). Spinicci rifiuta tale teoria soluzioni per due ragioni. Da un lato, un tramonto resta malinconico indipendentemente dal nostro stato d'animo, e una canzone allegra ci sembra allegra anche quando siamo tristi: non sembra esservi un legame causale essenziale tra la percezione di una proprietà espressiva e il nostro stato emotivo. Dall'altro lato, la teoria causalistica ignora la distinzione tra cause e ragioni: essa è banalmente vera se sostiene che la percezione di proprietà espressive è regolata da nessi causali. Tuttavia, fornire ragioni per la presenza di una determinata proprietà espressiva è una pratica diversa da quella di individuare il processo causale che soggiace alla nostra percezione di tale proprietà, proprio come spiegare i processi neuro-fisiologici che sono responsabili della mia affermazione “7+5=12” non significa giustificare la verità di tale enunciato. Spinicci considera dunque una soluzione differente, per la quale ha maggiore simpatia. Questa è la teoria che egli definisce “obiettivistica”. Un simile approccio è centrato su una lettura “intransitiva” del verbo “esprimere”: se l'espressione di tristezza attraverso le lacrime rimanda ad una tristezza reale (un vissuto), l'espressione di collera del tuono o del mare agitato non rimanda a un'emozione reale, ma è semplice presentazione delle manifestazioni esteriori di tale emozione – è dunque “intransitiva”, nella misura in cui non si riferisce ad un vissuto. La teoria obiettivistica discussa da Spinicci ha dei chiari esempi in Peter Kivy e Stephen Davies – si veda, ad esempio, l'abbozzo che Davies presenta nel saggio contenuto in questa raccolta. Questo tipo di risposta al problema dell'espressività – talvolta definito “cognitivista”, è tuttora uno tra i più diffusi, in particolare nel caso dell'espressività musicale. Secondo Spinicci, questa teoria fallisce, malgrado i suoi indubbi punti di forza, poiché non rende conto della distinzione fondamentale tra segni espressivi e manifestazioni espressive. I primi sono correlati comportamentali delle emozioni, e servono come indicatori della presenza di un'emozione. Le seconde sono invece parte costitutiva delle emozioni. Posso imparare a riconoscere il risentimento in una persona dal modo il suo sguardo si fa all'improvviso corrucciato, e capisco che il gatto è infastidito dal movimento rapido della sua coda. Queste non sono manifestazioni espressive, ma unicamente segni che ci aiutano a determinare la presenza delle emozioni cui rimandano. Una manifestazione espressiva è invece una caratteristica generale dell'emozione in questione. La gioia che si manifesta nel saltellare del cane che ritrova il suo padrone manifesta una caratteristica dinamica della gioia in generale.
A partire da queste considerazioni, Spinicci elabora una proposta per una teoria differente, che possa rispettare i tre requisti che aprono il suo contributo. Questa teoria è fondata su un'analogia tra il dominio dell'espressività e quello della raffigurazione. Le manifestazioni espressive hanno un carattere percettivamente immediato, nel senso in cui la battaglia di San Romano dipinta da Paolo Uccello si squaderna di fronte a noi appena posiamo lo sguardo sul quella tavola e sui pigmenti che la ricoprono. La battaglia che è dipinta in quell'opera, tuttavia, non è realmente sulla tavola di legno, né sono reali i cavalli o i soldati che vi sono raffigurati. Essi non sono parte di quella tavola o di quei pigmenti, ma non semplicemente qualcosa che appare ad uno spettatore che osservi quel dipinto. Allo stesso modo, la malinconia del tramonto non è una caratteristica del paesaggio, ma semplicemente un modo di apparire di quel paesaggio ad uno spettatore – sebbene la malinconia sia nel paesaggio e sia percettivamente data qualora questo lo sia.
Così Spinicci risolve la tensione tra l'immediatezza percettiva dei fenomeni espressivi e la loro irrealtà. Come possiamo invece rendere conto del carattere prospettico delle proprietà espressive? Secondo Spinicci, è qui che deve entrare in gioco la facoltà dell'immaginazione. Se ci sforziamo di vedere nel bianco un'assenza di determinazioni che lascia aperta ogni possibilità, se ci facciamo abbagliare dalla sua accecante chiarezza, allora forse potremo capire in che senso esso sia potuto apparire disumano a Melville, e d'improvviso la sua usuale innocenza ci sembrerà più lontana
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts
We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued
use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation
counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more
sophisticated methods
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