4 research outputs found
Primary central nervous system limphoma (PCNSL): a case report in a 80-year-old woman. Neurol Sci 28, 384; 2007.
Genetic characterization of Bordetella pertussis filamentous haemagglutinin: a protein processed from an unusually large precursor
The nucleotide sequence of the structural gene for filamentous haemagglutinin (FHA), fhaB, a crucial adherence factor for Bordetella perfussis, has been determined. Its 10774 nucleotides are far more than necessary to encode the 220kD biologically active, mature polypeptide product, suggesting a role for co‐or post‐translational processing. Fusion proteins derived from various portions of the fhaB open reading frame (ORF) were used to generate polyclonal antisera. Western immunoblot analysis of purified FHA and Bordetella sp. whole cell extracts with these antisera indicated that the 220kD product is encoded by the 5 portion of the ORF and that the smaller polypeptide species are breakdown products of this polypeptide. These data, as well as N‐terminal amino acid sequencing of the major polypeptide species, suggest a scheme for the proteolytic processing of an FHA precursor polypeptide. Copyright © 1990, Wiley Blackwell. All rights reserve
Quale frutta circolava sulle tavole emiliano-romagnole nel periodo romano? Suggerimenti dai semi e frutti rinvenuti in siti archeologici.
Le ricerche archeocarpologiche condotte in siti archeologici emiliano-romagnoli di età romana hanno fornito reperti in gran numero e assai diversificati dal punto di vista floristico. Viene qui presentata una breve rassegna dei reperti di "frutta?, che rappresentano una parte non trascurabile tra i reperti (semi/frutti) studiati. I reperti provengono da 11 siti (dati editi e inediti), collocati in 6 provincie, in area planiziale. La cronologia, su basi archeologiche e datazioni radiometriche, va dal II sec. a.C. al VII sec. d. C. I reperti sono stati ripartiti in tre fasi: 1) repubblicana (2 siti; II-I sec. a.C.); 2) imperiale (6 siti; I-IV sec. d.C.); 3) tardo antica (4 siti; V-VII sec. d.C.). Globalmente sono stati identificati 23 taxa specifici o infraspecifici (22 specie più un tipo carpologico corrispondente a un gruppo di specie), appartenenti a 15 generi e 9 famiglie, che rappresentano ca. 1/10 dell?intera lista floristica carpologica del periodo romano. In maggioranza si tratta di frutta coltivata o di probabile coltura in qualche momento del periodo romano (16 tipi: ciliegia, corniola, cocomero, fico, fragola, mandorla, mela ,mirabolana, noce, pera, pesca, pinolo, sorba del Sorbo comune, susina, susina damascena, uva), accompagnati da alcuni frutti spontanei (7 tipi: ciliegia canina, frutto del Biancospino, frutto del Sambuco nero, mora del Rovo, nocciola, prugnola, sorba del Ciavardello). Nel periodo repubblicano sono presenti 11 tipi di frutta (7 di frutta coltivata o di probabile coltura, 4 di frutta spontanea), fra le quali prevalgono quantitativamente uva e fichi, seguiti da fragole, mele, pere, ciliegie dolci, ecc., tutte specie native, con dubbi per il Fico. Nella fase imperiale aumenta la varietà (18 tipi di frutta: 14 di frutta coltivata o di probabile coltura e 4 di frutta spontanea), soprattutto si diversificano le Prunoideae e compaiono alcune esotiche (cocomero, mandorla, mirabolana, pesca). Nella fase tardo antica la varietà della frutta cala (13 tipi: 8 di frutta coltivata o di probabile coltura e 5 spontanei) e fra le Prunoideae restano solo la susina damascena e la pesca. I reperti suggeriscono che nel periodo romano possono essere trovate le radici di alcuni tratti della nostra alimentazione e anche dell'attuale paesaggio colturale planiziario della nostra regione, in particolare quelle dei vigneti e dei frutteti a prunoidee
