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    Le performances dei fondi comuni di investimento italiani

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    La valutazione della performance dei fondi comuni d'investimento richiama da tempo l'attenzione degli economisti finanziari. Ciò trova giustificazione nella rilevanza che il tema riveste, sia in relazione ad una allocazione ottimale del risparmio, sia per la verifica dell'ipotesi di efficienza dei mercati dei capitali. Oggetto di questo studio è la performance assoluta dei fondi, cioè la validità dei fondi in quanto strumento di investimento alternativo ad altri. L'intento è di stabilire se l'operato dei gestori abbia permesso ai fondi di superare i risultati ottenibili da portafogli confrontabili in termini di rischio, ma non gestiti. I risultati dell'analisi econometrica consentono di affermare che, per il campione e per il periodo analizzato, lo strumento fondo di investimento non ha ottenuto, in media, una performance superiore dal lato della selezione titoli, ed ha invece ottenuto delle performances negative dal lato del market timing

    Fondi comuni d'investimento: costi di gestione e performance

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    In questo studio abbiamo analizzato la performance si un campione di fondi comuni mobiliari italiani utilizzando un approccio innovativo in due importanti aspetti. In primo luogo si è esaminata la struttura ed il livello dei costi di gestione dei fondi d’investimento per meglio valutare sia le differenze tra i fondi che il potenziale impatto che essi possono avere sulle performance totali. In secondo luogo si è affrontato il delicato problema della scelta del portafoglio di riferimento (benchmark) per determinare il livello normale della redditività aggiustata al rischio dei fondi. L’indice da noi costruito è un indice equally weighted, che risulta efficiente secondo l’analisi media-varianza e, soprattutto, impedisce che si rilevino extra-performance, sia positive che negative, da parte di strategie passive di portafoglio, cioè strategie che non richiedono alcuna abilità previsionale. I risultati empirici dimostrano che, per il campione e per il periodo esaminato (1985-1989), solo un fondo è riuscito ad ottenere una significativa misura di Jensen e che nessun fondo evidenzia una significativa abilità nel prevedere l’andamento del mercato. A livello generale, le performance misurate con i rendimenti lordi risultano pari al grado di rischio e tendenzialmente negative, più marcatamente negative nel secondo campione analizzato per il periodo 1987-1989. In sintesi, nel nostro studio si dimostra che solo un fondo presenta, oggettivamente, una extra-performance positiva e statisticamente diversa da zero. Per il resto del campione possiamo solo notare una sostanziale uniformità nell’esito delle scelte di gestione, le quali si caratterizzano come prevalentemente passive e tese a seguire l’andamento del mercato. Questa evidenza, da un lato conferma la rarità dei talenti, dall’altro solleva interrogativi sulla notevole diversità esistente nei costi di gestione dei singoli fondi

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Il valore delle azioni di risparmio: nuove evidenze empiriche

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    Nel saggio discutiamo, sulla base dei modelli normativi elaborati in letteratura, il ruolo delle azioni di risparmio nella struttura del capitale, evidenziando quali sono i fattori che fanno sì che simili azioni abbiano un impatto positivo sul valore delle imprese. Presentiamo i modelli di valutazione relativa elaborati rispetto al caso italiano e analizziamo i fattori ritenuti in grado di determinare un diverso prezzo delle due categorie di azioni. Proponiamo alcune considerazioni che riteniamo possano contribuire a spiegare perché gli scarti di prezzo espressi dal mercato italiano sono maggiori di quelli che si registrano negli altri mercati. Offriamo una breve rassegna delle precedenti analisi empiriche relative all'Italia. Offriamo la nostra verifica empirica su: a) l'effetto sul valore delle azioni ordinarie dell'annuncio dell'emissione di azioni di risparmio; b) l'analisi delle determinanti dell'effetto annuncio; c) la verifica dell'impatto dell'approvazione dell'Opa sul valore delle azioni di risparmio; d) un'analisi in cross del differenziale di prezzo fra azioni ordinarie e di risparmio. L'event study sulle emissioni di azioni di risparmio conferma l'effetto positivo sulla quotazione delle azioni ordinarie. Circa le variabili che spiegano l'extra-rendimento delle azioni ordinarie nel giorno dell'annuncio, abbiamo verificato la significatività, con segno negativo, del payout; essendo questa una tipica variabile della relazione di agenzia, interpretiamo l'evidenza come una ulteriore conferma che l'effetto positivo si prezzi delle azioni ordinarie derivi dall'esistenza di benefici privati e che tali benefici vengano in certa misura trasmessi sul valore delle azioni di minoranza. L'event study sull'annuncio dell'approvazione della legge sulle Opa ha mostrato un aumento lieve, ma significativo, del differenziale di prezzo fra azioni ordinarie e di risparmio, coerentemente all'ipotesi che la legge sia stata vista dagli investitori come un fattore che aumenta la probabilità delle azioni ordinarie di minoranza di condividere i benefici privati. L'analisi in cross del differenziale di prezzo fra azioni ordinarie e di risparmio ha confermato i risultati di precedenti ricerche empiriche per quanto attiene il diverso rischio sistematico e la quota di partecipazione del secondo azionista, mentre non trova conferma la significatività di variabili quali la quota del maggiore azionista, le dummy di settore, la natura pubblica o privata della proprietà, il price to book value e la maggiorazione di dividendo

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    The last breath of the young gigahertz-peaked spectrum radio source PKS1518+047

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    We present the results from multifrequency VLBA observations from 327MHz to 8.4GHz of the gigahertz-peaked spectrum radio source PKS1518+047 (4C04.51) aimed at studying the spectral index distribution across the source. Further multifrequency archival Very Large Array data were analysed to constrain the spectral shape of the whole source. The pc-scale resolution provided by the VLBA data allows us to resolve the source structure in several subcomponents. The analysis of their synchrotron spectra showed that the source components have steep spectral indices, suggesting that no supply/re-acceleration of fresh particles is currently taking place in any region of the source. By assuming the equipartition magnetic field of 4 mG, we found that only electrons with γ <= 600 are still contributing to the radio spectrum, while electrons with higher energies have almost been completely depleted. The source radiative lifetime we derived is 2700 +/- 600years. Considering the best fit to the overall spectrum, we find that the time in which the nucleus has not been active represents almost 20 per cent of the whole source lifetime, indicating that the source was 2150 +/- 500 year old when the radio emission switched off

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis

    Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts

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    We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more sophisticated methods
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