690 research outputs found

    La conquista della tolleranza: alle origini della libertà religiosa

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    Nella prospettiva di una società aperta e capace di valorizzare le sue diverse componenti, il volumetto propone una riflessione che nasce da sguardi attenti e informati – quelli di Paolo Naso, Franco Becchino, Alessandra Trotta, Ilaria Valenzi, Miguel Gotor e del curatore Giuseppe Platone – su diversi aspetti, critici e non, della libertà religiosa in un’Italia sempre più pluralista anche sotto il profilo confessionale

    Il memoriale della Repubblica. Gli scritti di Aldo Moro dalla prigionia e l'anatomia del potere italiano

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    Scritto e riscritto a mano dal prigioniero, fotocopiato e battuto a macchina dai brigatisti, il memoriale che Aldo Moro produsse durante il suo rapimento per rispondere agli interrogatori delle BR è stato al centro di una rete di delitti, ricatti, conflitti tra poteri legittimi e non, che ha coinvolto alcuni tra i protagonisti della storia repubblicana: dal generale Dalla Chiesa ad Andreotti, da Gladio alla P2, dai servizi segreti alla banda della Magliana, dall’omicidio del giornalista Pecorelli ai brigatisti Moretti, Gallinari, Senzani e Fenzi. Lo stesso memoriale è incompleto, avvolto dal mistero: perché le BR non lo resero mai pubblico come invece avevano promesso? I dattiloscritti rinvenuti nel covo brigatista di via Monte Nevoso nel 1978 furono censurati e da chi? Perché dovettero passare dodici anni prima che nel medesimo covo fosse scoperto un nascondiglio da cui emersero numerose fotocopie degli autografi di Moro? E dove è finito il manoscritto originale? Le risposte a tali domande si trovano in questo libro, dove Miguel Gotor dimostra, come già nella sua fortunata edizione delle lettere dalla prigionia, che è possibile sottrarre le carte di Aldo Moro alle dietrologie e ai sospetti, per consegnarle al rigore del metodo storico. La terribile vicenda di un documento nascosto, censurato e disperso, che consente di ricostruire la crisi della Repubblica e la traiettoria di una generazione. La sfida di guardare al nostro passato piú difficile con gli occhi della storia

    Il sovrano spodestato: una conferenza sul caso Moro

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    Se ci fosse una mole minore di documenti, forse il caso Moro sarebbe più chiaro. Allo stesso modo, se ci fosse un vero segreto di Stato sulla vicenda – come pensa buona parte dell’opinione pubblica – forse sarebbe tutto più semplice perché basterebbe aspettare. Questi sono due dei principali paradossi dell’affaire Moro, in cui il rapimento e l’uccisione dell’uomo politico sono momenti consequenziali ma distinti che devono essere analizzati in modo autonomo per restituire una verità storica credibile sulla vicenda. Gotor illustra le anomalie, le contraddizioni e le difficoltà metodologiche in cui si imbatte chi studia il caso Moro e spiega perché esso rappresenta un evento eccezionale nella storia nazionale e internazionale del Novecento e non solo

    «Filtra fin qui»: lo scritto su Paolo Emilio Taviani

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    Generazione Settanta. Storia del decennio più lungo del secolo breve

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    Anni Settanta: il decennio piú lungo del secolo breve inizia nel 1966 con gli «angeli del fango» che accorrono a Firenze invasa dall’Arno e finisce nel 1982 con il trionfo ai mondiali di calcio. Tra questi due poli corre una storia piena di speranze e di ferocia, di sogni e di violenza in cui l’Italia, condizionata con forza dal contesto internazionale, vive trasformazioni profonde all’inseguimento di una sempre difficile modernizzazione. Questo libro racconta quegli anni generosi e terribili in cui tutto è sembrato possibile con uno sguardo generazionale non del testimone ma dello storico. Un segnale tangibile della presenza di un risveglio giovanile non legato esclusivamente alla nuova classe operaia, bensí riguardante anche la piccola e media borghesia, coinvolta nel processo di scolarizzazione di massa allora in corso, si registrò in occasione dell’alluvione di Firenze nel novembre 1966. Tantissimi giovani, mossi da una volontà d’impegno collettivo, accorsero in modo spontaneo nella città da ogni parte d’Italia per rispondere anche al bisogno di un nuovo protagonismo generazionale. Nell’immaginario comune quei ragazzi divennero i cosiddetti «angeli del fango», che s’impegnarono volontari per salvare almeno una parte del patrimonio artistico e librario custodito nei musei e nelle biblioteche fiorentine sommerse dalle acque dell’Arno. La voglia di contare si mescolava con un’ansia pungente di ribellione, che contestava i valori perbenisti e i modelli di vita borghesi. Quell’irrequietezza esistenziale poteva trasformarsi in una rabbia sorda e impotente. È da qui che Miguel Gotor inizia a raccontare i momenti chiave del «decennio piú lungo del secolo breve» arrivando fino al 1982, data del trionfo dell’Italia nei mondiali di calcio. Un decennio turbinoso, ove le contraddizioni della modernizzazione sono il basso continuo su cui si muovono la contestazione giovanile e quella operaia, e ancora la strategia della tensione, lo stragismo e la lotta armata, la solidarietà nazionale, il movimento del Settantasette e il femminismo fino al tramonto della guerra fredda

    «Han canonizado a cuatro españoles y un santo». La propuesta hagiográfica del oratoriano Felipe Neri entre «el esplendor de Iberia» y «la gloriosa memoria de Enrique IV»

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    In 1622 Pope Gregory XV canonized Isidore the Farmer, Teresa of Avila, Ignatius of Loyola, Francis Xavier and Philip Neri. This paper focuses on the history of the canonization process in honor of the founder of the Oratory and, also, on the support that his cause received from the Grand Duchy of Tuscany and France. On the other hand, it highlights how a number of decisions (multiple canonization, order of precedence of the saints, papal bull, ceremonial decoration) hinge on a political and diplomatic negotiation carried out by the Pope with the aim of reaching a balance between France and Spain, showing the need to emphasize the «roman» character of those canonizations.En 1622 Gregorio XV canonizó a Isidro labrador, Teresa de Ávila, Ignacio de Loyola, Francisco Javier y Felipe Neri. El presente artículo se centra en la historia del proceso de canonización del fundador de los oratorianos y los apoyos que la causa recibió del ducado de Toscana y de Francia. Por otro lado, se pone de relieve cómo una serie de decisiones (la canonización múltiple, el orden de precedencia de los santos, la bula pontificia, el aparato festivo) dependieron de una negociación política y diplomática llevada adelante por el papa con el objetivo de alcanzar un punto de equilibrio entre Francia y España y, sobre todo, de resaltar el carácter «romano» de aquellas canonizaciones

    I «Beati moderni» e il tempo dell’attesa: la vita dell’arciprete di Sondrio Nicolò Rusca (1563-1618) e la storia del suo culto di santità tra resistenze confessionali e trasformazioni agiografiche

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    L’arciprete di Sondrio Nicolò Rusca, martirizzato dai protestanti nei Grigioni nel 1618, è stato beatificato soltanto nel 2013 da papa Francesco. Nel corso del suo impegno pastorale in un territorio di frontiera interconfessionale come la Valtellina, egli provò ad applicare il modello di governo «tridentinista» dell’arcivescovo Carlo Borromeo. Da ciò derivarono una serie di conflitti religiosi, politici e giurisdizionali che determinarono la sua tragica fine. L’articolo ricostruisce gli scontri che Rusca ebbe in vita con il fronte protestante e le decisioni prese tra il papa Paolo V e il re di Spagna Filippo IV che contribuirono, sul filo della ragion di Stato, a lasciare nell’oblio la sua proposta di santità per oltre tre secoli. Essa, infatti, rinviava a un campo di tensioni confessionali con i protestanti che era comune interesse provare a superare. Il recupero novecentesco della causa di canonizzazione di Rusca consente anche di cogliere il processo di trasformazione culturale che la sua proposta agiografica ha subito: da campione dell’intransigenza cattolica nella lotta contro gli eretici a sorprendente simbolo di un rinnovato spirito ecumenico su scala europea tra la Chiesa di Roma e quella riformata
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