7,050 research outputs found

    Le Variazioni Goldberg

    No full text
    Traduzione del dramma Die Goldberg-Variationen, condotta in collaborazione da Marco Castellari e Laura Forti

    Le Variazioni Goldberg

    No full text
    Edizione italiana del dramma di George Tabori "Die Goldberg Variationen" (1991). La traduzione italiana del dramma, opera dei due curatori, è corredata da una prefazione di Laura Forti, da una postfazione di Marco Castellari, da una nota biografica di Marco Castellari e da una bibliografi

    M-matrices and global convergence of discontinuous neural networks

    No full text
    The paper considers a general class of neural networks possessing discontinuous neuron activations and neuron interconnection matrices belonging to the class of M-matrices or H-matrices. A number of results are established on global exponential convergence of the state and output solutions towards a unique equilibrium point. Moreover, by exploiting the presence of sliding modes, conditions are given under which convergence in finite time is guaranteed. In all cases, the exponential convergence rate, or the finite convergence time, can be quantitatively estimated on the basis of the parameters defining the neural network. As a by-product, it is proved that the considered neural networks, although they are described by a system of differential equations with discontinuous right-hand side, enjoy the property of uniqueness of the solution starting at a given initial condition. The results are proved by a generalized Lyapunov-like approach and by using tools from the theory of differential equations with discontinuous right-hand side. At the core of the approach is a basic lemma, which holds under the assumption of M-matrices or H-matrices, and enables to study the limiting behaviour of a suitably defined distance between any pair of solutions to the neural network

    [Gelehrter] / M. Versteegh Pinx. Joh. Bemme A.Z: Fecit aqua forti.

    No full text
    [GELEHRTER] / M. VERSTEEGH PINX. JOH. BEMME A.Z: FECIT AQUA FORTI. [Gelehrter] / M. Versteegh Pinx. Joh. Bemme A.Z: Fecit aqua forti. (1) Gelehrter (1

    L'alimentazione delle Fonti di Poiano

    No full text
    Le Fonti di Poiano sono le più grandi sorgenti carsiche dell’Emilia Romagna (portata media superiore ai 400 l/s) e presentano, per di più, la caratteristica di essere abbastanza “salate”. Per tutti questi motivi sono state studiate da oltre 150 anni al fine di definirne le caratteristiche idrodinamiche e idrochimiche, con particolare riguardo alla origine del cloruro di sodio. I numerosi precedenti studi, che avevano definito in maniera abbastanza esaustiva il meccanismo di alimentazione, non erano stati in grado di spiegare completamente la definizione spaziale del bacino di alimentazione, i percorsi sotterranei delle acque per raggiungere le sorgenti e soprattutto l’evoluzione della concentrazione del cloruro di sodio nel tempo, a breve e nel lungo periodo. Tra le attività speleologiche del “Progetto Trias” svolto dalla Società Speleologica Italiana, una nuova ricerca idrogeologica basata su acquisitori automatici è stata condotta dall’autunno 2005 alla primavera 2008. In questo lasso di tempo, inoltre, si è ritrovata e monitorata un’altra sorgente solfurea, sempre salata (sorgente di Montelazzo), di cui si era persa la memoria da oltre un cinquantennio. Sulla base dei risultati di queste nuove indagini è stato innanzitutto possibile limitare l’area interessata al flusso sotterraneo agli affioramenti gessosi compresi tra Lucola, Sologno e Secchia, limitare l’alimentazione alle acque del Lucola (fortemente maggioritarie) e in misura minore a quelle del Sologno e di infiltrazione diretta sulla porzione a Sud degli affioramenti gessosi. Si è poi dimostrato che l’evoluzione della concentrazione del cloruro di sodio nella acque di Poiano è controllata, sia nel breve che nel lungo periodo, dalla risalita diapirica delle gesso-anidriti triassiche, risalita attualmente attiva nell’area limitrofa a Poiano. Per la vicina sorgente di Montelazzo, invece, la componente salina deriva dallo scioglimento di lenti residuali di salgemma ad opera della acque di infiltrazione meteorica. Per la prima volta poi si è ipotizzata una velocità media di risalita diapirica negli ultimi 400 anni valutata come minimo tra 5 e 1 cm/anno
    corecore