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Scheda sull'articolo di M. Di Carlo, ‘Sul lessico dell’anatomia nella Tuscia viterbese’, 2019
Scheda sull'articolo di M. Di Carlo, ‘Sul lessico dell’anatomia nella Tuscia viterbese’, 201
Cap. 1 I nuovi ordinamenti scolastici Cap. 2 L'identità professionale del docente Cap 3 Situazione educativa e ferri del mestiere
Nella prima parte del testo vengono analizzati e commentati i nuovi ordinamenti scolastici, anche con spirito critico, nell'intento di dare corpo al nuovo assetto dell'Educazione Fisica, oggi denominata Scienze Motorie, nel contesto dei nuovi cicli scolastici. Successivamente viene affrontato il discorso sull'identità professionale del docente e si evidenziano alcune problematiche attuali e future, come la proposta di un portfolio degli insegnanti, le aree di professionalità del ruolo e la loro collocazione all'interno di una formazione permanente in servizio. Infine l'attenzione passa alla situazione educativa e all'importanza della relazione educativa come collante indispensabile per una interazione insegnamento-apprendimento costruttiva e soddisfacente.
Nella seconda parte del testo si traccia una panoramica storico-pedagogica e metodologico-didattica, con riferimenti legislativi, nonchè spunti operativi, sulla figura e professionalità docente. La professionalità viene vista come integrazione tra i modelli operativi e quelli del sapere accademico, con attenzione particolare ai problemi posti dai sistemi in continua evoluzione come quello scolastico di istruzione-formazione
Capitolo quarto "Didattica e gioco" Capitolo Quinto "Dalla paidia al ludus il percorso dell'educaziione tramite il gioco"
Il "gioco è gioco", serve a dare benessere e racchiude in sè il concetto dell'unità della persona, individuando con ciò la massima espressione soggettiva di valore dell'azione motoria.
Dalla prospettiva filosofica, antropologica e sociologica si passa alla funzione culturale, emotiva ed educativa del gioco e del giocare.
Educare al gioco diviene aspetto probante nella dinamica formativa, un percorso che parte dal corpo per ritornare al corpo in un cerchio che, invece di chiudersi su se stesso, si apre a nuovi orizzonti: il sè e l'altro, lo spazio e il tempo, l'espressività e la drammatizzazione. Insegnare a giocare come stimolo al "apprendere ad apprendere", per sviluppare competenze che, ben oltre il saper fare, caratterizzino il saper essere.
La valorizzazione del gioco assume aspetti determinanti, dai tre agli otto anni, per mantenere la motivazione, la cuiriosità verso il nuovo e, di riflesso, lo spirito creativo e immaginifico.
La didattica metacognitiva e l'oculata miscellanea delle categorie e degli universali ludici, consentono infinite opportunità educative che dal gioco funzionale al gioco tradizionale, fino al gioco presportivo, possono accompagnare e soddisfare le esigenze e i bisogni formativi dell'Homo ludens
Apprendimento a prima vista
Scopo del lavoro [gruppo sperimentale (235 soggetti) e gruppo di controllo (200 soggetti)], realizzato nelle scuole elementari di Bologna e Modena (età cronologica 9-10 anni, classi di riferimento 4 e 5), era verificare se la metodologia della multilateralità orientata, realizzata attraverso la polisportività, fosse realmente utile per migliorare i processi mentali realtivi all'apprendimento e al controllo dei movimenti.
Una serie di test coordinativi, iniziali e finali, e di aprendimento a prima vista, solo finali, sono stati somministrati secondo il protocollo di standardizzazione delle prove stesse.
La metodologia dell'analisi dei risultati è avventua attraverso l'utilizzo del t-test (2 campioni accoppiati per medie) per i test coordinativi e del t-test (2 matrici a una coda tipo2) per i test di apprendimento a prima vista.
I risultati attestano un sensibile miglioramento nei gruppi sperimentali rispetto a quelli di controllo. Il manifestarsi estemporaneo dei processi di apprendimento, attraverso l'apprendimento a prima vista, volutamente ricercato, ha evidenziato come sia coerente con l'ipotesi dell'attività diferenziata di multiliteralità orientata rispetto a quella estensiva.
Lo studio condotto, pur non fornendo risposte definitive sul complesso problema dell'apprendimento motorio, spesso relegato a studi di laboratorio e raramente a studi sul campo, fornisce indicazioni interessanti sull'uso del concetto pedagogico di multilateralità. L'apprendimento, il controllo, l'adattamento dei movimenti, richiedono un intervento consapevole del soggetto che deve essere stimolato con una didattica adeguata e mirata, ad isolare la preponderante azione degli aspetti mentali su quelli motori (automatismi).
L'apprendimento a prima vista, più di altre strategie, pone il soggetto in una situazione che, per tempo a disposizione e risorse utilizzabili, richiede un forte impegno intelletivo mirato al controllo motorio ed evidenziabile nella presenza delle caratteristiche che contraddistinguono la prima fase di apprendimento (fase di coordinaziioe grezza) tipicamente sottoposta al controllo corticale volontario
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
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